La strada dopo Ferentino

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Il concerto del 26 giugno a Ferentino Acustica 2010 (foto di Alfonso Giardino)

La strada, la macchina, asfalto caldo e sudore, c’è ormai l’iPod a far compagnia e così la strada ed il silenzio spariscono. E nella tua mente rimangono solo ricordi e pensieri e tutto diventa più facile, chilometri che scivolano via mentre Mississippi John Hurt suona, mia moglie legge il suo libro ed Eric Lugosh, seduto sul sedile posteriore, ascolta ripetendo sottovoce le parole. Mi ritrovo così a cinquant’anni a rivivere i miei vent’anni, chilometri, musica ed emozioni. Tante quante è impossibile raccontare in un solo momento, ma che mi passano addosso in un unico interminabile istante.

Perché ne parlo? Perché questa sera sento il bisogno di raccontarmi? Ho lasciato Ferentino questa mattina e sono appena arrivato a Bologna, fra poco gli amici saranno di nuovo sul palco per un’altra notte di musica e sogni, mentre io sto sistemando i lavori sospesi e preparandomi per la prossima video session con Pino Forastiere e per il prossimo festival di  Galliate, dove parteciperò al convegno dei liutai.  Sono reduce da una nottata passata con Walter Lupi, Giovanni Pelosi ed Eric Lughosh e le loro chitarre, barbecue eterno, vino infinito e tanti amici speciali intorno. Alle tre sono crollato, Giovanni mi dicono alle quattro insieme ad Eric, Walter invece solo alle sette – dopo l’ennesima minaccia – ha finalmente abbandonato la chitarra e anche lui è andato a dormire.

Ho iniziato con il nuovo progetto Fingerpicking.net qualche mese fa (ottobre 2009). La diffidenza era tanta, la chitarra acustica soffriva del male dell’indifferenza. Quando ho invitato qualcuno a registrare i video per Fingerpicking.net, ho ricevuto titubanti ed evasive risposte. L’amico Daniele Bazzani si è sottoposto quale ‘cavia’ ai miei primi esperimenti di ripresa audiovideo.  Notti e notti insonni per inventare un mestiere non mio. Sembra una vita fa, da allora è iniziata la danza e con la danza l’entusiasmo e poi l’esaltazione: Daniele Bazzani, Luca Francioso, Stefano Barbati, Giorgio Cordini, Giovanni Palombo, Massimo Nardi, Franco Morone, Giovanni Pelosi, Luca Pedroni, i Bruskers, Davide Mastrangelo, Paolo Mari, Maurizio Geri, Paolo Bonfanti, Paolo Sereno, Riccardo Zappa, Stefano Mirandola, Eric Lugosh, Peppino D’Agostino, Beppe Gambetta, Luigi Grechi e fra poco Pino Forastiere, Stefan Grossman, Jacques Stotzem, Duck Baker… e chissà quanti altri.

Cosa vi voglio raccontare non è il lavoro, la fatica o l’impegno  per la costruzione del nostro catalogo, ma è la gioia con cui tutti questi musicisti hanno partecipato al progetto e come si sia ritornati a quella atmosfera degli anni ottanta, quando suonare in compagnia era il piacere più estremo. Potrei raccontare di Riccardo Zappa che, imbracciata la sua chitarra durante la colazione del venerdì mattina, mi ha cantato “Rimmel” di De Gregori e qualcos’altro di Guccini; o di tutti quei chitarristi che ho ritrovato con l’entusiasmo di suonare, cantare e vivere la musica come quando, nelle serate d’agosto sulle spiagge più anonime, si iniziava intonando la “Canzone del sole”. Questo sta accadendo sotto i miei occhi, il privilegio della mia posizione di regista/editore mi permette di godere a pieno di questo continuo crescere e di questa continua voglia d’incontrarci, parlare, suonare, ma soprattutto ‘condividere’.  La chitarra acustica era ‘morta’? Viva la chitarra acustica!

Ho vissuto tanti periodi in cui la musica mi ha esaltato, ed altri in cui mi ha ignorato. Ma sento un fermento, sento che la voglia di cambiare, socializzare, cavalcare l’entusiasmo è dentro di noi ed è pronta ad esplodere per coinvolgere sempre più curiosi e appassionati. Così ieri sera sono salito sul palco per il mio set e, invece dei miei soliti sproloqui, ho sognato in silenzio un mondo diverso. E quando si sono spente le luci  della sala e si sono accese quelle del palco, ho chiuso gli occhi tremando per l’emozione come la prima volta.

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  1. giusi pisoni Reply

    Il sentimento.

    Come ti capisco, Reno !
    La chitara in spiaggia davanti al fuoco.
    Il registratore e i microfoni per portarsi a casa le onde del mare; le voci e gli sguardi semplici di una gioventù piena di sogni.
    E le cantate nei rifugi a tremila metri, stanchi morti per un’ arrampicata o per una sciata, felici di poco ?
    E’ la semplicità la chiave di lettura del nostro discorso.
    E’ il cercare un nostro discorso.
    Il grande merito tuo, di tutti voi illustrissimi chitarristi, di Govanni che mi ha aperto questo raggio di luce, è quello di ripercorrere emozioni che sarebbero state
    in via di estinzione. Non solo in me.
    Prendete in mano ancora la vostra chitarra,
    vi prego, e aprite il vostro cuore.
    Fatelo per sognare ancora ! Fatela cantare fino a quando, di fronte al prossmo fuoco sulla spiaggia, sentirete una mano soffice accarezzare i vostri sentimenti.
    Azzardate qualche accordo o qualche giro che nasca solo da voi. Non sarà poi forse la canzone o il brano che gli altri si aspettano,
    ma è proprio qui che rinasce la magìa.
    Aiutate chi ha qualcosa da dire a non chiudersi
    in se stesso. Faite esprimere il canto del cuore. Grazie

  2. Andrea Carpi Reply

    … di gente intorno a te!

  3. futre Reply

    Applausi!

  4. Paolo Bonfanti Reply

    Reno, sei riuscito a farmi scrivere per un mese… Nessun altro può farlo! 😉 A presto!

  5. Giovanni Pelosi Reply

    Se suonare la chitarra non è il mio mestiere, organizzare festival non era neanche una mia passione. Dovrei dire che non lo è tuttora, ma il senso di vuoto e di privazione che sento in questo momento mi darebbe torto. In più, c’è l’importanza di essere parte di un progetto veramente ambizioso e complesso; nonché, riconosciamolo a Reno, davvero costruttivo per la chitarra acustica.
    E così, Reno si appassiona alla nuova luce per la ripresa del prossimo video, ed io sto già pensando al programma dell’anno prossimo…

  6. Gabriele Posenato Reply

    … Arrivo, arrivo, appena risolvo i problemi con il braccio destro!

  7. Guitarman Reply

    Bella storia Reno, come ti capisco! Mi spiace non essere venuto neanche a Ferentino, purtroppo ho problemi familiari.

  8. Daniele Bazzani Reply

    Contento e orgoglioso di farne parte. I viaggi sempre più frequenti a Bologna sono un piacere, tutto sembra di fare, tranne che lavorare.
    E invece stiamo lavorando, duramente e senza alcuna garanzia che arriveremo da qualche parte. E questo è il bello, aver intrapreso un viaggio in compagnia di amici, per il piacere di farlo, sperando di fare qualcosa di utile, non solo per noi, ma per tutti quelli che, consapevolmente o meno, useranno il nostro lavoro.

  9. Stefano Reply

    Thanks! Anch’io dopo tanti anni sono ritornato alla chitarra acustica, penso proprio verso ottobre 2009, proprio come quando avevo sedici anni. Ora quando entro nel mio studio non vedo più le elettriche, anzi le acustiche prima in minoranza sono tornate la maggioranza. E Fingerpicking.net è diventato il primo sito al quale accedo una volta accesa la CPU.

  10. nonny guitar
    nonny guitar Reply

    Ah… ora capisco! 😉
    Reno, le emozioni le stai regalando tu a noi! Emozioni, giorni e incontri indimenticabili.
    Grazie, amico.

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