La chitarra jazz per tutti (2) – Triadi e pentatoniche

(di Paolo Anessi) – In questo secondo appuntamento, dopo l’accompagnamento di “Autumn Leaves” del mese precedente, vediamo un argomento sempre interessante sull’improvvisazione. Di fondamentale importanza è avere conoscenza delle triadi del brano, almeno in una posizione il più vicino possibile una all’altra, per agevolare i cambi di accordi e i possibili movimenti melodici da un accordo all’altro.

Progressione a triadi di “Autumn Leaves”

Ora si potrebbe restringere il tutto al primo set di 3-4 corde, a seconda dei casi. Inserendo qualche passaggio cromatico per congiungere gli accordi, si verrebbe così a creare un fraseggio come nel prossimo esempio; l’aspetto fondamentale è poi creare i propri fraseggi esplorando le varie possibilità melodiche delle triadi.

Fraseggi in ottavi sulle triadi

Ora, considerando le note della triade come possibili bersagli melodici, potremmo definire la fondamentale come un punto fermo stabile, rafforzato dal quinto grado più leggero ed etereo, mentre come punto di forza – melodicamente parlando – il terzo grado è perfetto per questo ruolo. La pentatonica minore con la blue note (quinto grado diminuito) è rappresentativa del sound afroamericano, uno degli ingredienti principali del fraseggio jazz.

Pentatonica di La minore con blue note

Andremo quindi a costruire delle frasi interpolando la pentatonica minore con la blue note e bersagliando le note della triade, in particolar modo il terzo grado. Così facendo avremo ottenuto un sound più complesso e stratificato.

Fraseggi con pentatonica minore verso la triade

https://youtu.be/jE-kZzDNUbI

Sarà ora vostro compito sviluppare le triadi lungo il manico, successivamente su tutti i set di corde, per poi andare a interpolare fraseggi ‘pentablues’ con le canoniche cinque posizioni, andando a risolvere sulle note della triade per costruire un efficace aspetto melodico. Gli esempi riportati in questa lezione didattica, vorrebbero essere semplicemente un tracciato sul quale sperimentare, crescere e successivamente implementare il proprio modo di suonare.

Buon divertimento e buono studio!

Paolo Anessi

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