La chitarra-arpa di John Doan

(a cura di Sergio Bianco, traduzioni di Pierangelo Chiodaroli)

Anche quest’anno si è rinnovata la collaborazione tra il Six Bars Jail (1) di Firenze e la Pro Loco di Rigomagno (2) in provincia di Siena, in occasione dell’annuale festa “Il Colle degli Ulivi” giunta alla trentottesima edizione. L’anno scorso il Six Bars Jail aveva portato nel piccolo borgo medievale senese due grandi della chitarra acustica europea: il nostro Franco Morone e il tedesco Peter Finger. Quest’anno, a rappresentare la chitarra fingerstyle nel ricco programma di eventi del festival, è stato lo statunitense John Doan. Di passaggio in Italia per partecipare alla Convention ADGPA di Conegliano, Doan si è offerto con nostro grande piacere di suonare per il Six Bars Jail e, vista la particolarità del repertorio e gli strumenti proposti, lo scenario di Rigomagno ci è sembrato l’ideale. John è uno dei pochi maestri della chitarra-arpa a 20 corde e da anni ha approfondito e divulgato lo studio di questo antico strumento, proponendo nei suoi concerti un repertorio affascinante in gran parte dominato dalle arie e dalle melodie della tradizione celtica, di cui è profondo conoscitore. Il concerto si è tenuto lo scorso 20 giugno nella cornice della bellissima chiesa di San Marcellino nella piazza principale del paese, davanti a un pubblico numeroso ed estasiato dalle magiche atmosfere proposte da questo moderno bardo dell’Oregon, il quale ha incantato gli spettatori – oltre che con la chitarra-arpa – anche con anedotti e racconti della letteratura e della mitologia irlandese.

“Resting Upon Jacob’s Pillow”
(John Doan)
http://www.youtube.com/watch?v=6kz3VPF7xtk

“St. Patrick in the Spirit”
(John Doan)
http://www.youtube.com/watch?v=ShVrVkLgOJQ&feature=related

“Farewell”
(John Doan)
http://www.youtube.com/watch?v=SWsJVSPTIeY&feature=related

In attesa di recarsi alla Convention di Conegliano, John Doan è rimasto a Rigomagno per alcuni altri giorni e ha soggiornato, ospite di Riccardo Luchi del Six Bars Jail, in un casolare in pietra tra gli olivi delle splendide colline senesi, dove pochi fortunati lo hanno continuato a sentir suonare e improvvisare seducenti melodie, che ci aspettiamo di trovare nei suoi prossimi lavori. Da questo breve soggiorno è nata inoltre un’inaspettata amicizia tra noi del Six Bars Jail e John Doan con sua moglie Deirdra. E non poteva essere altrimenti, vista la semplicità e la simpatia di queste due persone. John, entusiasta del clima che ha trovato e dell’accoglienza ricevuta, ha chiesto poco prima di salutarci di far parte della nostra associazione, per cui adesso compare nel nostro sito web tra i membri del Six Bars Jail. La cosa ovviamente ci rende molto orgogliosi. Durante il suo soggiorno toscano è nata infine l’idea di questa intervista, allo scopo di saperne di più sulla sua musica e sugli strani strumenti che suona, nella speranza che ciò possa avvicinare anche altri appassionati del fingerstyle verso questo genere musicale.

L’INTERVISTA

La curiosità ci porta a chiederti come accade che ci si avvicini ad uno strumento così particolare come una chitarra-arpa?
In un mondo sempre più pieno di cose fatte a macchina, tutte uguali, ho trovato rigenerante celebrare l’insolito. Sono cresciuto a Venice in California, un posto ispirato da Venezia in Italia. Credo che la bellezza e l’insolito mi sembrassero andare a braccetto quando ero giovane e quando, da teenager, suonavo una 12 corde e un’elettrica a doppio manico in un gruppo rock. Più tardi, mentre studiavo musica all’università, fui introdotto alla chitarra classica. Mi piaceva molto la musica per liuto e rimanevo a bocca aperta di fronte al suono di tutte quelle corde. Quando, in seguito, ho trovato una chitarra-arpa vecchia di un secolo sulla parete di un negozio di strumenti musicali, ho sentito il richiamo della sua bella forma e dell’insolita collezione di corde in più. Ero curioso fino a soffrirne e volevo trasformare il suo abbandono e il suo silenzio in qualcosa di vivo e vibrante. Fare musica sulla chitarra-arpa è stata, e continua ad essere, un’avventura.

Qual è l’origine della chitarra-arpa? Te la sei fatta costruire seguendo il modello di altri strumenti, oppure è stata costruita su tue indicazioni originali? Quale accordatura si usa?
La chitarra-arpa era popolare negli Stati Uniti tra il 1890 e gli anni venti. Veniva suonata nelle orchestre di mandolini, negli spettacoli di vaudeville e nei salotti. In Europa la chitarra-arpa ha cominciato a essere popolare a partire dal 1840 ed è cresciuta in popolarità agli inizi del 1900 soprattutto in Germania e in Italia. Pasquale Taraffo è uno dei grandi maestri italiani dello strumento agli inizi del XX secolo. (3)
Per quel che concerne il mio strumento, l’ho commissionato a John Sullivan nel 1986 con la supervisione e il progetto di Jeffrey Elliot di Portland nell’Oregon. Jeffrey ha realizzato chitarre per Julian Bream, Ralph Towner e altri; mi eccitava vedere come avrebbe affrontato la sfida posta dal numero di corde e come sarebbe riuscito a soddisfare i miei requisiti di equilibrio tonale, usando corde di acciaio. Sebbene il progetto sia basato su quello delle chitarre-arpa Knutsen, Dyer e Gibson di un secolo prima, è stato completamente modificato per ottenere uno strumento che suoni con lo stesso volume su tutta la sua estensione (come il pianoforte). È considerata la ‘prima chitarra-arpa moderna’ dei nostri giorni. Ne sono state fatte un sacco di copie e recentemente è apparsa sulla copertina della rivista American Lutherie. (4)

Dal punto di vista della tecnica, qual è la differenza per chi suona una tradizionale chitarra a 6 corde o una a 20? Esiste una letteratura in materia per chi volesse cimentarsi, oppure l’unica strada è quella dell’autodidattica?
La versione a 20 corde della chitarra-arpa che suono io è praticamente una chitarra con corde in aggiunta su entrambi i lati. Sul manico centrale si può utilizzare la tecnica con cui ci si sente più a proprio agio sulla chitarra tradizionale. Ho trovato utile utilizzare la tecnica del liuto per la mia mano destra dove, invece di allineare le nocche delle dita con le corde, arrivo quasi ad allineare le dita con le corde. Questo mi consente di arrivare meglio sia ai bassi liberi che ai superacuti, e dà un suono più caldo alle corde pizzicate.
Riguardo allo studio della chitarra-arpa, ogni anno organizzo dei corsi a luglio a casa mia, dove ospito allievi che vengono per studiare da ogni parte del mondo. Insegno diversi esercizi su scale, intervalli e diteggiature degli accordi. Sono anche disponibili gli spartiti della musica che ho registrato negli anni, se qualcuno mi vuole scrivere per chiederli. Inoltre ho realizzato un dvd intitolato In Search of the Harp Guitar [Fisher-King Productions, 2005], che mostra la storia, i fabbricanti e i musicisti che suonano questo strumento. (5)
Ma fondamentalmente, si deve prendere in mano la chitarra-arpa e divertirsi. Suonarla come piace ed esplorare un mondo nel quale si è completamente immersi nel suono.

E dal punto di vista interpretativo? Ti abbiamo sentito suonare anche la musica di Jimi Hendrix: questo vuol dire che si può far tutto su questo strumento, oltre al repertorio celtico-irlandese che ovviamente sembra il più adatto?
Suono diversi stili di musica sulla chitarra-arpa, fondamentalmente ogni stile che si possa suonare su una chitarra tradizionale. La chitarra-arpa ti dà più risonanza, estensione e comodità. Ciò a cui non pensano di solito i chitarristi è che sulla chitarra, per ottenere una nota, occorre far due cose contemporaneamente: pizzicare con la mano destra e premere in corrispondenza dei tasti con la sinistra. Sulla chitarra-arpa si può semplicemente pizzicare un basso libero o un superacuto, e la mano sinistra è libera di suonare qualsiasi cosa sulla tastiera, senza restare fissa in una posizione per tenere premuta una nota dei bassi o mantenere una nota della linea melodica quando bassi e armonia potrebbero cambiare. Amo il fingerstyle, la musica classica, il rock, la musica irlandese e altro, e a volte combino gli stili per dire qualcosa che immagino musicalmente.

A proposito del repertorio dominante nella tua produzione discografica, abbiamo constatato dal vivo che tu hai una grandissima conoscenza della musica, ma anche della cultura e della tradizione dei paesi di origine celtica: da dove nasce il tuo interesse per questo filone? Hai origini irlandesi?
Cerco di essere prima di tutto un musicista e poi un chitarrista o un chitarra-arpista. Credo che la musica abbia un significato e così, spesso, mi trovo a scrivere di ciò che agita il mio cuore e la mia anima mentre cerco di dare un senso al mondo che mi circonda. Tendo a sviluppare i miei lavori musicali attorno a un concetto, così i miei album non sono solo una collezione di brani per chitarra ma un tentativo di capire qualcosa.
Il mio cd natalizio Wrapped in White – Visions of Christmas Past [Hearts O’ Space, 1995] cerca di infondere nuova vita a vecchi brani natalizi, utilizzando dozzine di strumenti vecchi di un secolo in nuovi arrangiamenti e in medley, che spesso sono trascritti per orchestra da camera o piccoli ensemble. Lo spettacolo televisivo con questa musica, A Victorian Christmas with John Doan [OPB, 1993], è stato nominato agli Emmy Awards come “Best Entertainment Special of the Year” [‘Miglior programma di intrattenimento dell’anno’]. In questo programma cerco di ricreare un tempo in cui i musicisti intrattenevano veramente se stessi e gli altri, prima che le macchine lo facessero per noi. È spesso una rivelazione per il pubblico il fatto che noi viviamo sempre meno attivamente le nostre vite, e invece guardiamo altri farlo nei film, negli eventi sportivi, nei concerti… (6)
I miei album Eire – Isle of the Saints [Hearts O’ Space, 1997], che ha vinto il titolo di “Miglior album celtico dell’anno”, e Wayfarer – Ancient Paths to Sacred Places [Hearts O’ Space, 1999] sono degli schizzi musicali che ho fatto sul luogo, in Irlanda e nelle Isole Britanniche, e che raccontano la vita e i tempi di San Patrizio. La storia di questi luoghi, che ho raccontato in musica, era così interessante che mi sono trovato a voler ridare vita alla tradizione da cantastorie dei vecchi bardi irlandesi nei miei concerti. Questo dà vita alla musica e aiuta il pubblico a seguire e ad apprendere dal suo significato.
Per quel che riguarda le mie origini celtiche, sicuramente in me c’è qualcosa di irlandese. Il mio cognome Doan viene da “Dun”, uno dei sei nomi celtici con cui si indicava una collina fortificata. Forse è per questo che mi sono sentito così a mio agio sulla collina fortificata di Rigomagno… ma in realtà credo che sia stata la meravigliosa e calorosa gente etrusca che mi ha fatto innamorare della vostra collina fortificata!

Hai in cantiere nuovi progetti musicali?
Nel corso di un faticoso lavoro di ricerca sulla storia della chitarra-arpa, ho scoperto dieci opere per arpa-lira scritte da Fernando Sor. La cosa sorprendente è non soltanto che questi brani siano estremamente dolci e lirici, ma anche che non siano più stati rappresentati in pubblico dal 1830! Mi sono sentito come Indiana Jones che riscopre una musica dimenticata per uno strumento dimenticato… (7)

“Six petites pièces progressives”, n. 3
(Fernando Sor)
http://www.youtube.com/watch?v=UAf_5nn9zNI

Da quel momento mi sono appassionato alla musica di Sor e ho trovato lo strumento che, sotto la sua supervisione, è stato costruito nel 1819 a Londra come copia della sua chitarra da concerto. Quindi ho scritto un album tributo a Sor su questo strumento, usando il suo linguaggio musicale, instaurando una conversazione con lui attraverso i secoli. È una musica molto romantica e tra le più delicate che io abbia scritto fino a oggi.
Dopo questo progetto porterò a termine un altro album intitolato Icons of the Sixties, che comprenderà versioni per chitarra-arpa di brani di Jimi Hendrix, Jim Morrison, Paul McCartney e altri.

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Note

1 http://www.sixbarsjail.it.
2 http://www.rigomagno.it.
3 http://www.harpguitars.net/players/taraffo/taraffo.htm.
4 I disegni sono stati pubblicati e possono essere acquistati su Internet  all’indirizzo http://www.luth.org/plans/harp.htm.
5 Per saperne di più  circa i corsi, gli spartiti e il dvd citati in questo paragrafo, potete consultare il sito http://www.johndoan.com.
6 Il filmato è contenuto, insieme all’altro special televisivo A Christmas to Remember with John Doan (OPB, 1991), nel dvd Christmas Combo disponibile all’indirizzo http://www.johndoan.com/products.html.
7 John Doan ha interpretato queste dieci composizioni nel cd The Lost Music Of Fernando Sor, Tapestry, 2008.

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Redazione
  1. Sergio Bianco Reply

    È stato un vero onore ospitare un grande personaggio come John Doan, musicista colto e raffinato, e sua moglie Deirdra, entrambe persone di sincera disponibilità e sconfinata simpatia!
    Sergio

  2. Riccardo Luchi Reply

    I’m Riccardo of Six Bars Jail Folk Club.
    Nice interview with two exceptional people with whom we immediately became friends.
    For all of us in the Six it has been a fantastic experience, for me a great honor and pleasure to host you in my house in Rigomagno.
    We look forward to come out, I really hope, a piece dedicated by John to Rigomagno.
    Greetings to all,
    Riccardo

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