L’albero della chitarra acusticaThe Acoustic Guitar Tree

Salve a tutti!

Quello che andiamo a presentare è qualcosa che ci sarebbe piaciuto avere, ma non c’era, quindi lo abbiamo compilato. Forse vi sarà capitato di vedere quegli alberi genealogici dedicati a questo o quel genere musicale: sotto forma di pianta si parte dalla radice di uno stile per arrivare a tempi recenti, percorrendone la storia. Ne abbiamo pensato uno dedicato al nostro strumento, la chitarra acustica, ed eccolo qui.

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Per compilarlo è servito parecchio tempo ed è stato necessario consultare testi e musicisti che hanno una profonda conoscenza del genere, ma sappiamo bene quanto un foglio così sintetico possa essere limitato e limitante. È quindi obbligatoria una breve introduzione scritta per evitare confusione e fraintendimenti.

Una domanda frequente che ci sentiamo rivolgere è quella riguardante il percorso storico della chitarra folk, soprattutto di quella dedicata al fingerstyle (il flatpicking è qui presente ma meno approfondito): chi posso ascoltare? Da dove viene questo o quello? Molti avrebbero voglia di studiare il tema ma non sanno da dove iniziare: speriamo che questo possa essere uno stimolo a farlo.

Iniziamo con il dire che questa è la ‘nostra’ visione del percorso della chitarra acustica nel 1900: se il lavoro fosse fatto da cento persone diverse, sarebbe differente ogni volta. Alcuni nomi saranno dimenticati, altri lasciati fuori, i generi musicali raggruppati in maniera grossolana e a volte forzata. Speriamo nessuno se ne abbia a male, non è una classifica o un saggio, è un orientamento per chi volesse approfondire la storia della sei corde in metallo e avere a portata di mano un sommario quadro generale.
I collegamenti fra i generi e i musicisti sono solo indicativi. È praticamente impossibile definire quante e quali possono essere le influenze di ogni singolo chitarrista, a volte sono talmente tante e inaspettate che a riportarle tutte si creerebbe un’indecifrabile ragnatela, più che uno schema.
E sarebbe comunque impossibile trovare cosa ha influenzato chi. Ci siamo quindi limitati a uno scheletro, per fornire un mezzo di locomozione, all’interno del mondo acustico, a chi ne fosse sprovvisto.

Foto dall’archivio di Stefan Grossman

Non è un testo approfondito, ma potrebbe essere l’occasione per procurarsene uno e sviscerare il tema.
Quello che si intuisce è che, fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, alcuni elementi di base come la parlor guitar (‘chitarra da salotto’), la musica dei minstrel show, il ragtime, la musica dei Monti Appalachi (con il banjo nelle sue forme diverse, il fiddle e la sua storia americana che ne devia il percorso britannico, il dulcimer) e più avanti la musica hawaiiana con il lap style e le accordature aperte, tutto si è fuso insieme in percentuali casuali e sconosciute dando linfa vitale a questo strumento così affascinante e vario, che ha avuto per protagonisti musicisti diametralmente opposti come Robert Johnson e Leo Kottke, Reverend Gary Davis e Tommy Emmanuel, Michael Hedges e Merle Travis, Doc Watson e Pierre Bensusan.

Reverend Gary Davis (foto dall’archivio di Stefan Grossman)

Una storia sempre più ricca e complessa che non è certo finita, anzi sembra vivere un momento di splendore, e che vogliamo celebrare con questo piccolo omaggio, sperando di non ricevere critiche per gli errori e le interpretazioni ma apprezzamenti per lo sforzo fatto.
Il lavoro è solo iniziato, sarà lo spunto per una serie di articoli di approfondimento dedicati a questo o quel tema, che potrete anche scrivere e sottoporci, se vi facesse piacere e aveste cose interessanti da dire.

Stiamo anche lavorando a qualcosa di simile dedicato alla chitarra elettrica, lo diciamo per incuriosirvi, sappiate che è già in cantiere.

Buona arrampicata!Hi everybody!

We’re going to introduce something we’d like to have, but didn’t exist, so we made it. Maybe you happened to see those genealogic trees dedicated to a particular kind of music – under the form of a plant you start from the roots of a style arriving to modern days, throughout its history. We thought of one dedicated to our instrument, acoustic guitar, and here it is.

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It took a long time and required the help of books and musicians with a great knowledge to compile it, but we know well how this approach can be limited and limiting. A brief written introduction is therefore obligatory to avoid confusion and misunderstandings.

A common question we receive is that concerning the historical route of the folk guitar, especially talking about fingerstyle (flatpicking is present here, but less thorough): who can I listen to? Where does this or that come from? Many would like to go deeper but don’t know where to start – hopefully this can be a stimulus to do so.

Let’s start saying that this is ‘our’ vision of what happened to steel-string guitar in the 20th century: if this was compiled by one hundred different people, you’d get as many results. Some name are forgotten, some left out, music styles grouped in a weird and sometimes forced way. We hope no one gets this bad, it’s not a ranking or an essay, it’s just a guide for those who wish to learn folk guitar’s history and can have a fast reference by hand.

Links between styles and musicians are only approximate. It’s impossible to define how many and which are every single player’s influences, they’re usually so many and unexpected that you’d get an indecipherable web, rather than a pattern.

And it would however be impossible to find out what influenced who. We therefore limited the whole thing to a skeleton, to provide a vehicle to move inside the acoustic world, to those unable.

Photo from Stefan Grossman’s archive

It’s not an in-depth text, but could be the opportunity to get one and dissect the issue.

What we guess is that, between the end of the 19th century and the beginning of the 20th, some fundamental elements like parlor guitar, minstrel shows’ music, Appalachian music (with the banjo in its various styles, fiddle and its American history modifying the british one, dulcimer) and then the Hawaiian music with the lap style and the open tunings, all merged together in random and unknown proportions, giving lifeblood to this fascinating and varied instrument, which saw diametrically opposed actors like Robert Johnson and Leo Kottke, Reverend Gary Davis and Tommy Emmanuel, Michael Hedges and Merle Travis, Doc Watson and Pierre Bensusan.

Reverend Gary Davis (photo from Stefan Grossman’s archive)

An increasingly rich and complex history which is certainly not over, it even seems to experience a moment of splendor, and we want to celebrate it with this small tribute, hoping not to receive criticism for errors and interpretations but praise for the effort.

The work just begun, it will be the start for a series of in-depth articles dedicated to this or that issue, which you can write and submit, if you might like and you have something interesting to say.

We are also working on something similar dedicated to electric guitar, we say this to make you curious, so you know we’re working on it.

Good climbing!

...sull'Autore
  1. Riccardo Paddeu Reply

    super ! per tutti gli amanti della chitarra acustica

  2. Jane Stafford Nehring Reply

    Kaki King? Vicki Genfan?

  3. albinik56 Reply

    Molto bello ed originale, ma cercando cercando non ho trovato i nomi di Bob Brozman ed Eric Clapton che a parer mio ci starebbero bene, forse meglio che di alcuni nomi che con la chitarra acustica non si sono certo distinti.

  4. maxgit Reply

    la prima cosa che mi viene da dire è ‘prezioso’. la seconda è grazie a Daniele per aver condiviso il suo amore e conoscenza per questa musica: il frutto è una sintesi cazzutissima e bella, anche a vedersi – wow!

  5. shoun Reply

    bello… provo a farne uno sfondo per il pc… io ci avrei messo il nome bazzani… 🙂

  6. Orlando Reply

    L’arbre magique!
    Bravo Daniele!
    Però De Grassi, fosse solo per Western, merita almeno il grassetto…
    😀

  7. Daniele Bazzani Reply

    grazie, il fatto che non l’avessi mai visto è proprio il motivo che mi ha convinto a farlo.
    ci sono molti chitarristi bravi e molti li avremo di sicuro dimenticati, ma abbiamo cercato di inserire quelli che in un modo o nella’altro hanno avuto un ruolo, saper suonare bene non è sempre sufficiente per essere influente su altri.

  8. gb61 Reply

    bravo, molto interessante, non avevo mai visto nulla di simile. certo che deve essere stato difficile non inserire molti bravi e famosi chitarristi elettrici che anche con l’acustica e in finger-style sapevano destreggiarsi molto bene.

  9. Alex Di Reto Reply

    gran lavoro di Daniele ;))

    gli stili musicali si intrecciano come i rami degli alberi, ma chi se la sentirebbe di potarli? e poi, sotto l’ombra di quest’albero, vuoi mettere come suona la chitarra? :))

  10. Alfonso Giardino
    Alfonso Giardino Reply

    Veramente un lavorone. Bravo Daniele. Avessi ancora la mia “stanzetta” questo sarebbe proprio un bel poster da metterci, semmai sopra l’angolo delle chitarre. 😉

  11. AV andrea Reply

    Fantastico Lavoro!!!!

  12. Daniele Bazzani Reply

    Django è nell’altro… 😉

  13. Dario Fornara Reply

    ma… django reinhardt? Forse la prima vera stella della chitarra, ma anche molto di più: io al posto della parola jazz ci metterei lui.
    Comunque bellissimo lavoro Daniele.

  14. Giovanni Pelosi Reply

    Fantastico. Difficile mettere “ordine”, questo è per lo meno il primo tentativo, ed è appropriatissimo che esca su queste “pagine”!
    So quanto è stata lunga la strada, mi ricorda una diapositiva con una ventina di numeretti che esprimevano la forza esercitata sui denti da un filo ortodontico: R.M. Ricketts consigliò di prenderci un appunto, perché per fare quella dia c’erano voluti 35 anni 😉
    Complimenti.

  15. greensimo Reply

    Bellissimo!

  16. Daniele Bazzani Reply

    Ciao e grazie per aver letto e apprezzato!
    Hai provato a scaricare l’immagine a dimensione reale? C’è il link sotto la foto che vedi in alto.

  17. Fulvio Montauti Reply

    Bellissimo lavoro. Adoro gli “alberi” e aspetto con impazienza gli articoli successivi.

  18. Zio Mich Reply

    grandissima idea! iniziativa alquanto impegnativa senza dubbio, mi sono venuti i brividi nel leggere nomi come Leo Kottke (di cui conservo ancora le partiture originali di Andrea Carpi scritte per Ciao2001) e Peter Finger (ho il vinile prodotto dalla mitica Kicking Mule di Grossman comprensivo di tabs dell’epoca…) o John Renbourn. Però ho stampato l’immagine e non si leggono per nulla tutti i nomi più piccoli, neanche a fare una riduzione e poi vederli con la lente d’ingrandimento! Dovreste mettere una scansione con maggiore definizione o come allegato da scaricare secondo me.
    Complimenti per l’iniziativa 🙂
    Zio Mich

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