Kalabriacustica 2017

A due anni di distanza, Kalabriacustica riprende la sua strada. Questa volta l’edizione è condensata in un’unica giornata, il 22 agosto, in una full immersion presso Marina di Sibari, zona turistica dell’Alto Ionio cosentino. Il viaggio degli artisti comincia il giorno prima, con l’arrivo a tarda sera presso un accogliente agriturismo immerso nel verde delle campagne di Francavilla Marittima; ad attenderli anche quest’anno lo staff al completo con gli immancabili peperoncini portafortuna di Roberto Apolito.
C’è giusto il tempo di un saluto, di un brindisi, e di quattro chiacchiere per stemperare la stanchezza del viaggio: domani sarà una giornata intensa.

Alle dieci al Minerva Resort Club Golf & SPA di Sibari, presso la sala convegni, Gavino Loche apre la sua Masterclass, primo evento della manifestazione. Durante le cinque ore gli allievi sembrano rapiti dalle puntuali e sapienti dimostrazioni: le tecniche di fingerstyle, lo sviluppo delle pentatoniche, gli abbellimenti, il setup della chitarra e gli interventi di Brandoni sulle accordature aperte. Allievi che seguono con interesse, consultano il materiale didattico, eseguono le tecniche apprese e si confrontano costantemente con i docenti. Il tempo passa troppo in fretta e non sembra mai abbastanza per soddisfare tutte le loro curiosità.

Masterclass_GER3688

Alle diciotto segue l’incontro per i più piccoli tenuto da Reno Brandoni, che evoca nel suo libro Il re del blues la vita di Robert Johnson, l’uomo che vendette l’anima al diavolo per diventare il più grande chitarrista blues della storia, alternando alla narrazione le note dei brani che rivelavano l’evoluzione della musica degli schiavi d’America.

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E così, tra i sorrisi compiaciuti degli spettatori, le riprese filmate dagli smartphone e le congratulazioni alle doti interpretative di Brandoni, si giunge al concerto delle ventidue nella piazza principale a Marina di Sibari: gli spettatori sono numerosi e occupano quasi tutto lo spazio dedicato. Il concerto è un mix tra l’intensità emotiva dei brani suonati da Reno Brandoni e la spettacolarità trasmessa dall’estro e dalla grande creatività di Gavino Loche; nell’ultima parte i due si esibiscono insieme accomunati da quella magia che nel libro di Brandoni viene descritta come «una musica che nasce dal cuore, fa il giro del corpo e ti arriva nelle mani»: il blues.

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È mezzanotte, gli applausi del pubblico certificano la conclusione di una giornata estenuante e appagante allo stesso tempo. Cala il sipario sulla seconda edizione di Kalabriacustica. Gli occhi degli artisti rivelano la stanchezza del momento, mentre gli organizzatori – da «giovani calabresi coraggiosi» – sono diventati adulti e consapevoli che gli sforzi e le risorse profuse quest’anno sono giunte a compimento.

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Non è ancora il tempo di realizzare se tutto sia andato come previsto. Ritornano in mente in ciascuno di loro tutti i passi del lavoro di un anno: il viaggio da Bari e da Torino verso Cremona per l’Acoustic Guitar Village, al fine di consolidare la rete di contatti, quindi i corsi di aggiornamento, la masterclass di Raffaele Santagada su L’organizzazione di eventi di spettacolo e culturali con Alceste Ayroldi, la continua ricerca di informazioni, i selfy di Roberto alla fine di ogni concerto con Giovanni Baglioni, Flavio Boltro, Nazzareno Zacconi, Maurizio Colonna e Tony McManus, le web conference di mezzanotte dopo il lavoro, le telefonate, i messaggi, le conferme e le smentite, gli sbalzi d’umore quando occorre buttare giù tutto per riconfezionare le proposte e rivedere il palinsesto e ricominciare nuovamente da capo, i contatti telefonici tra Antonio Santagada e Reno per rassicurarsi a vicenda che tutto procede secondo i piani, nonostante il piano non sia più quello originale, infine Giuseppe Gerbasi che modifica costantemente la grafica delle locandine e reimposta il video dell’evento…

Un notevole impegno, ma mosso dalla passione verso la musica e rivolto alla valorizzazione culturale del territorio delle proprie origini, in linea con i princìpi dell’associazione.
Ecco, in questo momento è tutto finito.

Ora siamo lì insieme con gli artisti, con una birra in mano a raccontarci in silenzio che alla fine ne è valsa la pena e a riprometterci di rivedersi ancora negli anni a venire. Il progetto è stato lungo e difficile, e la sua realizzazione è stata possibile grazie agli sforzi congiunti dell’associazione Kalabriacustica con l’Amministrazione comunale di Cassano all’Ionio e il suo assessorato al Turismo che ha supportato le iniziative, convogliando gli sforzi nella stessa direzione e proponendosi come sede per le prossime edizioni, consolidando così la manifestazione negli anni a venire.

Kalabriacustica continua il suo percorso, la strada è quella giusta e la musica conosce sempre la strada giusta.

(a cura dell’associazione culturale Kalabriacustica)

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Redazione

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