K. Yairi FYM95 Masterwork Guitars – K. Yairi NY0021B New Yorker K. Yairi FYM95 Masterwork Guitars – K. Yairi NY0021B New Yorker

Yairi da oltre mezzo secolo costruisce chitarre acustiche di qualità. La storia di questo marchio giapponese è legata a quella della famiglia Yairi, una storia a dire il vero piuttosto complicata e che, nel tempo, ha portato alla nascita di diverse produzioni e collaborazioni con marchi differenti. Oggi la produzione è saldamente guidata da Kazuo Yairi, che insieme ad un piccolo team di liutai produce una quantità limitata di strumenti, seguendo un processo produttivo assolutamente artigianale a garanzia di una altissima qualità, come espresso orgogliosamente anche nel sito del distributore francese per l’Europa, BBT Distribution: «Quando adottate uno strumento Yairi è per la vita, e per questo gli strumenti Yairi hanno una garanzia a vita che copre ogni difetto di manifattura»… Se le premesse sono queste direi che partiamo bene!

K. Yairi FYM95 Masterwork Guitars
La FYM95 è una OM che si ispira al modello della ‘celebre azienda americana’, con alcune caratteristiche costruttive e dimensionali che ne fanno uno strumento originale. Un progetto che riesce a fondere, con equilibrio, elementi innovativi a un gusto estetico tradizionale. La chitarra, rigorosamente ‘acustica’ e priva quindi di un sistema di amplificazione, appartiene alla linea Masterwork Guitars, la linea di strumenti più prestigiosa prodotta da Yairi, che prevede una costruzione artigianale e l’utilizzo di legni masselli rigorosamente selezionati per un risultato sonoro ed estetico di altissimo livello. Ma… conosciamola nei dettagli.

La tavola armonica, contornata da un classico binding bianco, è in abete sitka di qualità selezionata ‘Mastergrade’ dalle venature abbastanza larghe, come capita di riscontrare su alcuni strumenti vintage. Per molti liutai, questa caratteristica rende la tavola più flessibile proprio in prossimità dell’incollaggio con le fasce e quindi maggiormente vibrante rispetto a quelle con fibre più compatte. Una teoria che sposiamo volentieri visti i risultati sonori ottenuti, dei quali parleremo più avanti. Una sottile rosetta in abalone e un filetto di legno più scuro decorano la buca con eleganza e sobrietà, mentre un battipenna tartarugato dalla forma originale protegge efficacemente lo strumento anche dallo strumming più aggressivo. Fondo e fasce sono realizzati in un bel palissandro indiano, anch’esso di qualità ‘Mastergrade’, molto scuro. L’altezza delle fasce, 85 mm all’attacco del manico e 105 mm verso il fondo della cassa, rispecchia il classico standard OM di casa Martin e rende lo strumento particolarmente leggero e confortevole da imbracciare. L’interno è lavorato con cura, niente colla, niente sbavature… niente di niente: pulizia e precisione regnano sovrane. Le catene dell’X-bracing sono scolpite, o meglio scalloped, e dovrebbero garantire alla tavola la massima risonanza e la massima resistenza alla trazione delle corde. L’elemento più caratteristico di questa chitarra, peraltro comune alla maggior parte degli strumenti prodotti da Yairi, è il ponte. È costituito da due parti separate: una base a forma di ‘C’ allungata e molto snella, sulla quale appoggia la selletta in osso perfettamente alloggiata nella propria sede, e l’inserto nero affogato nella tavola, che ospita i fori per i sei bridge pins, in questo caso impreziositi da un inserto in abalone. Questa soluzione aumenta l’angolo con il quale le corde appoggiano sulla selletta, garantendo la massima pressione possibile e quindi la massima trasmissione delle vibrazioni sulla tavola armonica, cosa favorita anche dal fatto che questa porzione di legno non è soggetta alle forze di trazione longitudinali delle corde stesse, il tutto con grande beneficio di attacco, sustain e volume prodotto. La tavola e il corpo dello strumento sono verniciati con finitura lucida, la tavola in particolare sembra essere protetta da uno spessore di vernice molto contenuto, il colore è piacevolmente ‘vintage’, un lavoro ben fatto. Sul fondo della cassa è posizionato orgogliosamente un bottone reggicinghia dorato: inutile cercare il secondo, procuratevene uno uguale, decidete eventualmente la sua posizione e portate la chitarra dal vostro liutaio…
Il manico della FYM95 è in mogano con tacco riportato e presenta una finitura leggermente satinata. Ha una sezione a V schiacciata, digradante verso le posizioni più alte della tastiera, un profilo ben disegnato e comodo anche per chi preferisce manici più tondeggianti. La tastiera in ebano è contornata da un binding bianco, monta tasti piuttosto piccoli e presenta un ampio raggio di curvatura, tale da renderla quasi piatta; è impreziosita da un intarsio originale al XII tasto mentre non presenta altri segnaposizione se non i classici puntini neri sul binding laterale. La larghezza del nut in osso è di 44,5 mm, mentre l’interasse tra la prima e la sesta corda al ponte misura 54 mm. Una tastiera moderna e di facile approccio che riuscirà a ‘mediare’ efficacemente le esigenze di molti chitarristi. La paletta di una chitarra giapponese non poteva che montare delle meccaniche Gotoh, dorate, dal funzionamento preciso come siamo abituati a riscontrare con i prodotti di questo marchio. A sovrastare il tutto l’orgoglioso logo K. Yairi, bianco come il latte.
Come già detto la chitarra è molto comoda e bilanciata, si imbraccia con vero piacere. L’action al XII tasto misura 2,2 mm sulla prima corda e 2,5 mm sulla sesta, valori medi. La chitarra colpisce per l’attacco pronto e per il volume davvero notevole che è in grado di produrre con pochissimo sforzo; inutile dire che è perfetta per il fingerstyle, mentre per il flatpicking esistono strumenti più performanti. I bassi infatti sono leggermente in secondo piano, ma la chitarra sulle prime corde canta che è una meraviglia. Non ci sono punti morti sulla tastiera e l’intonazione è perfetta, malgrado le corde phospor bronze .012 montate non siano proprio ‘di giornata’. Il progetto del ponte sembra, effettivamente, dare una marcia in più a una tipologia di strumento che ben conosciamo e dal quale ci aspetteremmo un suono più piccolo e medioso.
Una rivisitazione in chiave moderna di un classico, una chitarra dalle caratteristiche timbriche e costruttive di alto livello, che dovrà solo fare i conti con una concorrenza agguerrita soprattutto per tradizione. Il prezzo è in linea con la qualità offerta: chitarra promossa a pieni voti!
La custodia nella quale ci è stata consegnata, una bella Hiscox rigida con un accattivante interno rosso fiammante, è fornibile a richiesta (purtroppo) con sovrapprezzo.

K. Yairi NY0021B New Yorker
La Yairi NY0021B è una chitarra che fa parte della linea di strumenti Artist Acoustic Guitar, una linea costruita utilizzando legni masselli per le tavole armoniche e laminati per fondo e fasce. È bene dire subito che in questo caso l’utilizzo di legni laminati non va a discapito della qualità dello strumento, che rimane alta sia per quanto riguarda la costruzione che la resa timbrica.
La NY0021B, come esplicitamente indicato dalla stessa sigla che ne identifica il modello, è una chitarra che si ispira ai celebri modelli Martin taglia ‘00’ nate all’inizio del secolo scorso. Negli ultimi anni si è sviluppato un discreto interesse per questi strumenti, grazie al favorevole periodo di riscoperta e diffusione della chitarra acustica in generale: uno strumento quindi che proviamo con piacere e curiosità. Un modello, tra l’altro, molto più versatile di quanto si possa pensare… scopriamo il perché!

La tavola di questa chitarra è in abete solido dalle venature molto regolari; il fondo e le fasce, come anticipato, sono il laminato di palissandro. I due pezzi del fondo sono uniti da una backstrip in legno che forma una semplice e graziosa greca geometrica a rettangolini. Il corpo è impreziosito da un binding tartarugato dal sapore decisamente vintage, così come il colore della verniciatura della tavola: un salto nel passato che accettiamo volentieri. La costruzione è perfetta e non presenta irregolarità di nessun tipo: uno sguardo all’interno rivela una lavorazione impeccabile e anche in questo caso non possiamo che rendere merito alla Yairi per la meticolosità della realizzazione. Il ponte in palissandro è in questo caso di tipo tradizionale, così come la selletta in osso e i sei bridge pins severamente neri. La buca è ingentilita da un semplice triplo filetto, ma non poteva che essere così: nel suo insieme questa chitarra dall’aspetto discreto e rassicurante è proprio bella e non la vorremmo assolutamente diversa. Come in buona parte delle chitarre presenti sul mercato, è presente un solo bottone reggicinghia, posizionato sul fondo della cassa; e quindi, anche in questo caso, se ne desiderate un altro non vi resta che cercarne uno simile e recarvi dal solito bravo liutaio.
Il manico in mogano ha una sezione decisamente vintage, una bella V che riempie la mano senza risultare affaticante come capita a volte; ha una finitura satinata e il tacco riportato. La tastiera è in palissandro indiano, monta tasti piccoli e particolarmente bassi, i dots sono dei classici pallini in madreperla. La paletta, rivestita da uno strato di palissandro, è di tipo slotted e monta meccaniche dorate con palettine in plastica bianca dal funzionamento abbastanza preciso; la doratura sfavillante è l’elemento estetico a mio avviso meno riuscito e, nell’insieme, stona un po’ con il fascino discreto di tutto il resto. La larghezza del nut misura 46,5 mm, mentre l’interasse tra la prima e la sesta corda al ponte 58 mm, misure ‘comode’ alle quali ci si abitua velocemente. Come ci si abitua facilmente al diapason corto da 633 mm che genera una minore tensione delle corde sotto le dita.
Come lecito aspettarsi da uno strumento di questo tipo, il suono è piacevolmente morbido e rotondo, con una valanga di toni medi che invitano a suonarci rigorosamente in fingerpicking: blues, ragtime, fingerstyle jazz, ma anche irish music e tutto quanto vogliamo e possiamo. Suonata in flatpicking mostra sicuramente dei limiti timbrici, ma utilizzata con un thumbpick o semplicemente con le dita si rivela uno strumento estremamente equilibrato e versatile, con una grande dinamica. L’action è piuttosto alta, ma ci sono tutti i margini necessari per un settaggio meno ‘impegnativo’. La chitarra non monta nessun sistema di amplificazione ma, francamente, la sua vocazione sembra un’altra: in questi giorni ha trovato posto piacevolmente sul mio divano e sembra sia quasi impossibile riuscire ad ignorarla per una sera intera: chitarra pericolosa, provoca dipendenza. Avvisàti.
Anche per questo strumento è disponibile una bellissima custodia Hiscox, non compresa però nel prezzo indicato che, per il solo strumento, ci sembra corretto.
Dario Fornara

K. Yairi FYM95 Masterwork Guitars Series
Tipo: Chitarra acustica
Origine: Giappone
Distributore: BBT Distribution sarl – BP 20 – 84160 Cucuron (Francia) Tel. +33 (0)6 11 585349 – Fax +33 (0)4 90 771612 www.yairi-france.com
Prezzo: € 2.495 IVA compresa
Top: abete sitka massello ‘Mastergrade’
Fasce e fondo: palissandro indiano massello
Battipenna: disegno originale
Binding: triplice filetto bianco-nero
Manico: mogano
Tastiera: ebano
Ponte: ebano, disegno originale
Amplificazione: no
Cutaway: no
Meccaniche: Gotoh dorate marchiate K. Yairi
Larghezza al capotasto: 44,5 mm
Scala: 650 mm
Tasti: 20
Colore: natural

K. Yairi NY0021B New Yorker Artist Acoustic Guitar Series
Tipo: Chitarra acustica
Origine: Giappone
Distributore: BBT Distribution sarl – BP 20 – 84160 Cucuron (Francia) Tel. +33 (0)6 11 585349 – Fax +33 (0)4 90 771612 www.yairi-france.com
Prezzo: € 1.495 IVA compresa.
Top: abete massello
Fasce e fondo: palissandro indiano laminato
Battipenna: no
Binding: tartarugato
Manico: mogano
Tastiera: palissandro
Ponte: palissandro
Amplificazione: no
Cutaway: no
Meccaniche: dorate, marca e modello non specificato
Larghezza al capotasto: 46,5 mm
Scala: corta, 633 mm
Tasti: 19
Colore: natural


Chitarra Acustica, 4/2012, pp 50-54.Yairi da oltre mezzo secolo costruisce chitarre acustiche di qualità. La storia di questo marchio giapponese è legata a quella della famiglia Yairi, una storia a dire il vero piuttosto complicata e che, nel tempo, ha portato alla nascita di diverse produzioni e collaborazioni con marchi differenti. Oggi la produzione è saldamente guidata da Kazuo Yairi, che insieme ad un piccolo team di liutai produce una quantità limitata di strumenti, seguendo un processo produttivo assolutamente artigianale a garanzia di una altissima qualità, come espresso orgogliosamente anche nel sito del distributore francese per l’Europa, BBT Distribution: «Quando adottate uno strumento Yairi è per la vita, e per questo gli strumenti Yairi hanno una garanzia a vita che copre ogni difetto di manifattura»… Se le premesse sono queste direi che partiamo bene!

K. Yairi FYM95 Masterwork Guitars
La FYM95 è una OM che si ispira al modello della ‘celebre azienda americana’, con alcune caratteristiche costruttive e dimensionali che ne fanno uno strumento originale. Un progetto che riesce a fondere, con equilibrio, elementi innovativi a un gusto estetico tradizionale. La chitarra, rigorosamente ‘acustica’ e priva quindi di un sistema di amplificazione, appartiene alla linea Masterwork Guitars, la linea di strumenti più prestigiosa prodotta da Yairi, che prevede una costruzione artigianale e l’utilizzo di legni masselli rigorosamente selezionati per un risultato sonoro ed estetico di altissimo livello. Ma… conosciamola nei dettagli.

La tavola armonica, contornata da un classico binding bianco, è in abete sitka di qualità selezionata ‘Mastergrade’ dalle venature abbastanza larghe, come capita di riscontrare su alcuni strumenti vintage. Per molti liutai, questa caratteristica rende la tavola più flessibile proprio in prossimità dell’incollaggio con le fasce e quindi maggiormente vibrante rispetto a quelle con fibre più compatte. Una teoria che sposiamo volentieri visti i risultati sonori ottenuti, dei quali parleremo più avanti. Una sottile rosetta in abalone e un filetto di legno più scuro decorano la buca con eleganza e sobrietà, mentre un battipenna tartarugato dalla forma originale protegge efficacemente lo strumento anche dallo strumming più aggressivo. Fondo e fasce sono realizzati in un bel palissandro indiano, anch’esso di qualità ‘Mastergrade’, molto scuro. L’altezza delle fasce, 85 mm all’attacco del manico e 105 mm verso il fondo della cassa, rispecchia il classico standard OM di casa Martin e rende lo strumento particolarmente leggero e confortevole da imbracciare. L’interno è lavorato con cura, niente colla, niente sbavature… niente di niente: pulizia e precisione regnano sovrane. Le catene dell’X-bracing sono scolpite, o meglio scalloped, e dovrebbero garantire alla tavola la massima risonanza e la massima resistenza alla trazione delle corde. L’elemento più caratteristico di questa chitarra, peraltro comune alla maggior parte degli strumenti prodotti da Yairi, è il ponte. È costituito da due parti separate: una base a forma di ‘C’ allungata e molto snella, sulla quale appoggia la selletta in osso perfettamente alloggiata nella propria sede, e l’inserto nero affogato nella tavola, che ospita i fori per i sei bridge pins, in questo caso impreziositi da un inserto in abalone. Questa soluzione aumenta l’angolo con il quale le corde appoggiano sulla selletta, garantendo la massima pressione possibile e quindi la massima trasmissione delle vibrazioni sulla tavola armonica, cosa favorita anche dal fatto che questa porzione di legno non è soggetta alle forze di trazione longitudinali delle corde stesse, il tutto con grande beneficio di attacco, sustain e volume prodotto. La tavola e il corpo dello strumento sono verniciati con finitura lucida, la tavola in particolare sembra essere protetta da uno spessore di vernice molto contenuto, il colore è piacevolmente ‘vintage’, un lavoro ben fatto. Sul fondo della cassa è posizionato orgogliosamente un bottone reggicinghia dorato: inutile cercare il secondo, procuratevene uno uguale, decidete eventualmente la sua posizione e portate la chitarra dal vostro liutaio…
Il manico della FYM95 è in mogano con tacco riportato e presenta una finitura leggermente satinata. Ha una sezione a V schiacciata, digradante verso le posizioni più alte della tastiera, un profilo ben disegnato e comodo anche per chi preferisce manici più tondeggianti. La tastiera in ebano è contornata da un binding bianco, monta tasti piuttosto piccoli e presenta un ampio raggio di curvatura, tale da renderla quasi piatta; è impreziosita da un intarsio originale al XII tasto mentre non presenta altri segnaposizione se non i classici puntini neri sul binding laterale. La larghezza del nut in osso è di 44,5 mm, mentre l’interasse tra la prima e la sesta corda al ponte misura 54 mm. Una tastiera moderna e di facile approccio che riuscirà a ‘mediare’ efficacemente le esigenze di molti chitarristi. La paletta di una chitarra giapponese non poteva che montare delle meccaniche Gotoh, dorate, dal funzionamento preciso come siamo abituati a riscontrare con i prodotti di questo marchio. A sovrastare il tutto l’orgoglioso logo K. Yairi, bianco come il latte.
Come già detto la chitarra è molto comoda e bilanciata, si imbraccia con vero piacere. L’action al XII tasto misura 2,2 mm sulla prima corda e 2,5 mm sulla sesta, valori medi. La chitarra colpisce per l’attacco pronto e per il volume davvero notevole che è in grado di produrre con pochissimo sforzo; inutile dire che è perfetta per il fingerstyle, mentre per il flatpicking esistono strumenti più performanti. I bassi infatti sono leggermente in secondo piano, ma la chitarra sulle prime corde canta che è una meraviglia. Non ci sono punti morti sulla tastiera e l’intonazione è perfetta, malgrado le corde phospor bronze .012 montate non siano proprio ‘di giornata’. Il progetto del ponte sembra, effettivamente, dare una marcia in più a una tipologia di strumento che ben conosciamo e dal quale ci aspetteremmo un suono più piccolo e medioso.
Una rivisitazione in chiave moderna di un classico, una chitarra dalle caratteristiche timbriche e costruttive di alto livello, che dovrà solo fare i conti con una concorrenza agguerrita soprattutto per tradizione. Il prezzo è in linea con la qualità offerta: chitarra promossa a pieni voti!
La custodia nella quale ci è stata consegnata, una bella Hiscox rigida con un accattivante interno rosso fiammante, è fornibile a richiesta (purtroppo) con sovrapprezzo.

K. Yairi NY0021B New Yorker
La Yairi NY0021B è una chitarra che fa parte della linea di strumenti Artist Acoustic Guitar, una linea costruita utilizzando legni masselli per le tavole armoniche e laminati per fondo e fasce. È bene dire subito che in questo caso l’utilizzo di legni laminati non va a discapito della qualità dello strumento, che rimane alta sia per quanto riguarda la costruzione che la resa timbrica.
La NY0021B, come esplicitamente indicato dalla stessa sigla che ne identifica il modello, è una chitarra che si ispira ai celebri modelli Martin taglia ‘00’ nate all’inizio del secolo scorso. Negli ultimi anni si è sviluppato un discreto interesse per questi strumenti, grazie al favorevole periodo di riscoperta e diffusione della chitarra acustica in generale: uno strumento quindi che proviamo con piacere e curiosità. Un modello, tra l’altro, molto più versatile di quanto si possa pensare… scopriamo il perché!

La tavola di questa chitarra è in abete solido dalle venature molto regolari; il fondo e le fasce, come anticipato, sono il laminato di palissandro. I due pezzi del fondo sono uniti da una backstrip in legno che forma una semplice e graziosa greca geometrica a rettangolini. Il corpo è impreziosito da un binding tartarugato dal sapore decisamente vintage, così come il colore della verniciatura della tavola: un salto nel passato che accettiamo volentieri. La costruzione è perfetta e non presenta irregolarità di nessun tipo: uno sguardo all’interno rivela una lavorazione impeccabile e anche in questo caso non possiamo che rendere merito alla Yairi per la meticolosità della realizzazione. Il ponte in palissandro è in questo caso di tipo tradizionale, così come la selletta in osso e i sei bridge pins severamente neri. La buca è ingentilita da un semplice triplo filetto, ma non poteva che essere così: nel suo insieme questa chitarra dall’aspetto discreto e rassicurante è proprio bella e non la vorremmo assolutamente diversa. Come in buona parte delle chitarre presenti sul mercato, è presente un solo bottone reggicinghia, posizionato sul fondo della cassa; e quindi, anche in questo caso, se ne desiderate un altro non vi resta che cercarne uno simile e recarvi dal solito bravo liutaio.
Il manico in mogano ha una sezione decisamente vintage, una bella V che riempie la mano senza risultare affaticante come capita a volte; ha una finitura satinata e il tacco riportato. La tastiera è in palissandro indiano, monta tasti piccoli e particolarmente bassi, i dots sono dei classici pallini in madreperla. La paletta, rivestita da uno strato di palissandro, è di tipo slotted e monta meccaniche dorate con palettine in plastica bianca dal funzionamento abbastanza preciso; la doratura sfavillante è l’elemento estetico a mio avviso meno riuscito e, nell’insieme, stona un po’ con il fascino discreto di tutto il resto. La larghezza del nut misura 46,5 mm, mentre l’interasse tra la prima e la sesta corda al ponte 58 mm, misure ‘comode’ alle quali ci si abitua velocemente. Come ci si abitua facilmente al diapason corto da 633 mm che genera una minore tensione delle corde sotto le dita.
Come lecito aspettarsi da uno strumento di questo tipo, il suono è piacevolmente morbido e rotondo, con una valanga di toni medi che invitano a suonarci rigorosamente in fingerpicking: blues, ragtime, fingerstyle jazz, ma anche irish music e tutto quanto vogliamo e possiamo. Suonata in flatpicking mostra sicuramente dei limiti timbrici, ma utilizzata con un thumbpick o semplicemente con le dita si rivela uno strumento estremamente equilibrato e versatile, con una grande dinamica. L’action è piuttosto alta, ma ci sono tutti i margini necessari per un settaggio meno ‘impegnativo’. La chitarra non monta nessun sistema di amplificazione ma, francamente, la sua vocazione sembra un’altra: in questi giorni ha trovato posto piacevolmente sul mio divano e sembra sia quasi impossibile riuscire ad ignorarla per una sera intera: chitarra pericolosa, provoca dipendenza. Avvisàti.
Anche per questo strumento è disponibile una bellissima custodia Hiscox, non compresa però nel prezzo indicato che, per il solo strumento, ci sembra corretto.
Dario Fornara

K. Yairi FYM95 Masterwork Guitars Series
Tipo: Chitarra acustica
Origine: Giappone
Distributore: BBT Distribution sarl – BP 20 – 84160 Cucuron (Francia) Tel. +33 (0)6 11 585349 – Fax +33 (0)4 90 771612 www.yairi-france.com
Prezzo: € 2.495 IVA compresa
Top: abete sitka massello ‘Mastergrade’
Fasce e fondo: palissandro indiano massello
Battipenna: disegno originale
Binding: triplice filetto bianco-nero
Manico: mogano
Tastiera: ebano
Ponte: ebano, disegno originale
Amplificazione: no
Cutaway: no
Meccaniche: Gotoh dorate marchiate K. Yairi
Larghezza al capotasto: 44,5 mm
Scala: 650 mm
Tasti: 20
Colore: natural

K. Yairi NY0021B New Yorker Artist Acoustic Guitar Series
Tipo: Chitarra acustica
Origine: Giappone
Distributore: BBT Distribution sarl – BP 20 – 84160 Cucuron (Francia) Tel. +33 (0)6 11 585349 – Fax +33 (0)4 90 771612 www.yairi-france.com
Prezzo: € 1.495 IVA compresa.
Top: abete massello
Fasce e fondo: palissandro indiano laminato
Battipenna: no
Binding: tartarugato
Manico: mogano
Tastiera: palissandro
Ponte: palissandro
Amplificazione: no
Cutaway: no
Meccaniche: dorate, marca e modello non specificato
Larghezza al capotasto: 46,5 mm
Scala: corta, 633 mm
Tasti: 19
Colore: natural


Chitarra Acustica, 4/2012, pp. 50-54

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