John PizzarelliDouble ExposureTelarc

Un modo inconsueto e interessante di presentare delle grandi pop song. Questo l’intento con cui si è posto John Pizzarelli in Double Exposure. Il chitarrista, figlio del leggendario Bucky, da quasi trent’anni esplora le mille sfaccettature del panorama jazz internazionale fondendole con una grande varietà di stili in un suono unico e distintivo. In ogni sua registrazione è possibile apprezzare una miscela divertente e raffinata di jazz, swing, pop e bossa nova. In questo suo ultimo lavoro, prodotto dall’etichetta americana Telarc, John Pizzarelli porta ancora più in là questa sua caratteristica combinando in modo assolutamente innovativo jazz e pop. Pizzarelli non si limita, infatti, a riproporre brani di alcuni dei grandi cantautori pop della sua generazione riletti semplicemente in chiave jazz, ma li sveste del loro abito musicale originale reinventandoli come se fossero stati concepiti in quel particolare stile in cui sono presentati. Il risultato è un ibrido affascinante e coinvolgente che sorprende tanto per l’audacia della concezione quanto per la qualità del risultato. Tra gli autori dei brani troviamo alcuni dei migliori cantautori degli ultimi cinque decenni: Lennon e McCartney, Neil Young, James Taylor, Leiber e Stoller, Tom Waits, Joni Mitchell, Elvis Costello, Billy Joel. I loro lavori sono intrecciati con il linguaggio e lo stile di Wes Montgomery, Billy Strayhorn, Thad Jones, Miles Davis e John Coltrane, solo per citarne alcuni.
Pizzarelli, che suona una chitarra classica e una archtop a 7 corde del liutaio Moll, è affiancato dalla sua band usuale formata dal tastierista Larry Fuller, il bassista (e fratello) Martin Pizzarelli e il batterista Tony Tedesco, a cui si aggiungono su alcune tracce l’organista Larry Goldings e una sezione di fiati formata da Tony Kadleck (tromba, flicorno), John Mosca (trombone), Kenny Berger (sax baritono, clarinetto basso) e Andy Fusco (sax alto e sax tenore, clarinetto). Il fraseggio fluido e brillante di John ha modo di esprimersi con la consueta eleganza grazie ai bellissimi arrangiamenti e all’ottimo livello dei musicisti presenti nel disco. Una prova di classe ma soprattutto una promessa mantenuta.


Chitarra Acustica, 6/2012, p. 11

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