Jimmy Wahlsteen181st Songs e All Time HighCandyRat Records

Due piccioni con una fava, o meglio, due CD con una recensione! Parliamo dei due lavori oggi all’attivo di Jimmy Wahlsteen, talentuoso chitarrista svedese della scuderia Candy Rat. Wahlsteen fa la sua brava gavetta in patria come session man, partecipando a numerose band e altrettante apparizioni televisive. Già dal suo primo album nel 2009, 181st Songs, riesce ad affermarsi a livello internazionale. Non fatevi ingannare dal look trendy (più simile a quello di un membro di una boy band che a quello di un ‘tipico’ chitarrista acustico che, ammettiamolo pure, talvolta sa anche un po’ di muffa…) e dall’enorme visibilità che questa etichetta discografica ha ormai consolidato tra gli appassionati di chitarra di tutto il mondo: è grazie alle sue doti tecniche che il biondo Jimmy si è fatto strada.
Undici brani originali, nei quali si può apprezzare la particolare tecnica chitarristica di Wahlsteen, basata quasi esclusivamente sull’uso contemporaneo di plettro e dita, e le sue grandi qualità di arrangiatore e produttore. Tutti i brani, a partire dalla frizzante “Shifts of Attention”, sono stati pensati e costruiti per più strumenti, sia archi o fiati o altri strumenti come il cajon e le percussioni, sia semplici effetti elettronici o sovraincisioni di altre chitarre, tutte, compresa una lap steel, suonate dallo stesso Wahlsteen (esemplificativa in questo senso la title track, della quale è possibile vedere il simpatico video sul Tubo).
In un certo senso, si potrebbe dire che proprio questo suo approccio può trasformarsi in un limite. La ricerca dell’effetto, della sovraincisione con la quale creare contrappunti alla linea principale, comporta un uso forse un po’ troppo frequente di pattern melodici e armonici che, pur se accattivanti, alla fine non sempre fanno decollare il brano. Limite che sembra evidente in certe esibizioni dal vivo, nelle quali, nonostante il supporto di qualche ‘pedale’, il chitarrista da solo potrebbe lasciare leggermente spaesato lo spettatore che abbia avuto modo di ascoltare prima il CD.


Con All Time High, suo secondo CD del 2011, Wahlsteen non si discosta molto dalla sua vena compositiva. Spinge forse di più sul tasto del virtuosismo (sarà questo quello che la foto di copertina vuole rappresentare?), il tutto enfatizzato da un’ottima registrazione, nella quale la chitarra, più matura rispetto al debutto, spicca per il suono pulito, netto e al tempo stesso forte e corposo. Grazie anche all’uso del plettro, che ben caratterizza il suo originale fingerstyle, lo stile di Jimmy risulta molto personale (sua la tecnica del ‘left thumb rimshot’, che si traduce nell’uso percussivo sul retro del manico di un robusto anello al pollice sinistro) dimostrando di saper affrontare anche atmosfere più sentimentali e intimiste, come in “Mindlessness” e “Hitched for Life”. Quest’ultima, insieme ad “Efaristo” (suonata con una nylon?), è l’unica ad essere eseguita senza alcun altro sostegno strumentale.
Un artista da tener d’occhio (anche su suolo italico: lo scorso anno è stato ospite ad Acoustic Franciacorta), in possesso di una tecnica ammirevole, la cui evoluzione è destinata a progredire, contribuendo ad innovare il mondo della chitarra acustica internazionale.

Alfonso Giardino


Chitarra Acustica, 3/2013, p. 10

Alfonso Giardino
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