Jacques StotzemLonely RoadAcoustic Music RecordsJacques StotzemLonely RoadAcoustic Music Records

La copertina del cd "Lonely Road" di Jacques Stotzem

Stotzem ha sviluppato uno stile personale raffinato e armonico, attingendo da diversi generi musicali come il blues, il jazz, il rock e il folk. Suona con i fingerpick posti nel pollice, indice e medio della mano destra, grazie ai quali ricava dalla chitarra suoni percussivi ed effetti armonici di grande effetto. Nel mondo della chitarra acustica, e fingerstyle in particolare, Stotzem si è conquistato negli anni un posto di tutto rispetto, come di colui che sulla scorta degli stili cui abbiamo fatto cenno ha saputo combinare fra loro senso melodico, armonico e ritmico, ed arrivare a regalare una musica di rara qualità e di alto valore creativo. Tutto ciò per sottolineare che il chitarrista belga ha saputo costruire nella propria carriera (tre vinili e più di dieci CD al suo attivo) quell’immagine di profondo conoscitore della ‘poetica’ chitarristica che gli ha fatto meritare il riconoscimento della Martin riservato ai grandi con un modello di chitarra acustica a suo nome, la OMC Jacques Stotzem Custom Signature, equipaggiata con un Fishman Ellipse Matrix Blend Pickup System.
Tre anni fa Jacques Stotzem aveva posto l’asticella molto in alto. Su Catch the Spirit, l’album precedente al recentissimo Lonely Road, proponeva proprie versioni di grandi pezzi rock, quelli che l’avevano influenzato, lui chitarrista acustico ma innamorato dell’energia e del linguaggio del rock elettrico. E così aveva rivisitato il Rory Gallagher di “Moonchild”, il Jimi Hendrix di “Purple Haze”, lo Sting di “Fields of Gold”, conservandone intatto lo spirito. Oggi ritroviamo, dopo questa grandissima pagina, una nuova tappa importante del diario di viaggio di Stotzem, questo Lonely Road che pone quell’asticella ancora più su. Dove? All’altezza del chitarrista/musicista che con creatività e passione ritrova se stesso, riprendendo il proprio percorso con coerenza e umiltà, senza mai cedere alle esigenze commerciali, orgoglioso di percorrere una strada… solitaria.
Apre il CD “Twenty-One”, perfetto trait d’union con il lavoro precedente, così sospeso tra stacchi rockeggianti di hendrixiana memoria e melodia incisiva. “Irish Hills”, “Before and After”, “Heart of the Night”, “The Forgotten One”, “Time to Leave” ci riportano in terre stotzemiane, quelle proprie dell’artista. «Scrivere pezzi, per me» dichiara Stotzem sulle note di copertina del CD «è come raccontare in musica momenti importanti della mia vita, descrivere emozioni che l’accompagnano, incontri che la cambiano, ricordi che la colorano. Per chi ascolta, è un po’ come aprire il mio diario di viaggio dove la mia chitarra racconta delle storie». Una di queste, “Picking in Paris”, come lo stesso titolo suggerisce, ci porta dalle parti di un vibrante fingerpicking tradizionale, mentre la tappa finale (per ora…) di questo diario di bordo, “Through My Window”, è una vera botta di ritmo, di melodia e di armonie, i cui colori accesi impressi da Stotzem formano un concentrato della grande musicalità a cui il chitarrista belga ci ha ormai piacevolmente abituato. Un miele per le nostre orecchie!

Gabriele Longo


Chitarra Acustica, 1/2012, p. 11

La copertina del cd "Lonely Road" di Jacques Stotzem

Stotzem ha sviluppato uno stile personale raffinato e armonico, attingendo da diversi generi musicali come il blues, il jazz, il rock e il folk. Suona con i fingerpick posti nel pollice, indice e medio della mano destra, grazie ai quali ricava dalla chitarra suoni percussivi ed effetti armonici di grande effetto. Nel mondo della chitarra acustica, e fingerstyle in particolare, Stotzem si è conquistato negli anni un posto di tutto rispetto, come di colui che sulla scorta degli stili cui abbiamo fatto cenno ha saputo combinare fra loro senso melodico, armonico e ritmico, ed arrivare a regalare una musica di rara qualità e di alto valore creativo. Tutto ciò per sottolineare che il chitarrista belga ha saputo costruire nella propria carriera (tre vinili e più di dieci CD al suo attivo) quell’immagine di profondo conoscitore della ‘poetica’ chitarristica che gli ha fatto meritare il riconoscimento della Martin riservato ai grandi con un modello di chitarra acustica a suo nome, la OMC Jacques Stotzem Custom Signature, equipaggiata con un Fishman Ellipse Matrix Blend Pickup System.
Tre anni fa Jacques Stotzem aveva posto l’asticella molto in alto. Su Catch the Spirit, l’album precedente al recentissimo Lonely Road, proponeva proprie versioni di grandi pezzi rock, quelli che l’avevano influenzato, lui chitarrista acustico ma innamorato dell’energia e del linguaggio del rock elettrico. E così aveva rivisitato il Rory Gallagher di “Moonchild”, il Jimi Hendrix di “Purple Haze”, lo Sting di “Fields of Gold”, conservandone intatto lo spirito. Oggi ritroviamo, dopo questa grandissima pagina, una nuova tappa importante del diario di viaggio di Stotzem, questo Lonely Road che pone quell’asticella ancora più su. Dove? All’altezza del chitarrista/musicista che con creatività e passione ritrova se stesso, riprendendo il proprio percorso con coerenza e umiltà, senza mai cedere alle esigenze commerciali, orgoglioso di percorrere una strada… solitaria.
Apre il CD “Twenty-One”, perfetto trait d’union con il lavoro precedente, così sospeso tra stacchi rockeggianti di hendrixiana memoria e melodia incisiva. “Irish Hills”, “Before and After”, “Heart of the Night”, “The Forgotten One”, “Time to Leave” ci riportano in terre stotzemiane, quelle proprie dell’artista. «Scrivere pezzi, per me» dichiara Stotzem sulle note di copertina del CD «è come raccontare in musica momenti importanti della mia vita, descrivere emozioni che l’accompagnano, incontri che la cambiano, ricordi che la colorano. Per chi ascolta, è un po’ come aprire il mio diario di viaggio dove la mia chitarra racconta delle storie». Una di queste, “Picking in Paris”, come lo stesso titolo suggerisce, ci porta dalle parti di un vibrante fingerpicking tradizionale, mentre la tappa finale (per ora…) di questo diario di bordo, “Through My Window”, è una vera botta di ritmo, di melodia e di armonie, i cui colori accesi impressi da Stotzem formano un concentrato della grande musicalità a cui il chitarrista belga ci ha ormai piacevolmente abituato. Un miele per le nostre orecchie!

Gabriele Longo


Chitarra Acustica, 1/2012, p. 11

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