Jacques Stotzem, “Catch the Spirit II” (Acoustic Music Records)

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Quattro anni fa Jacques Stotzem aveva posto l’asticella molto in alto. Con Catch the Spirit ci aveva regalato proprie versioni di grandi pezzi rock, quelli che l’avevano influenzato, lui chitarrista acustico ma innamorato dell’energia e del linguaggio del rock elettrico. E così aveva rivisitato il Rory Gallagher di “Moonchild”, il Jimi Hendrix di “Purple Haze”, lo Sting di “Fields of Gold”, conservandone intatto lo spirito.
Ma non era finita lì. Molti altri pezzi di classic rock aspettavano in un cassetto di venire alla luce. Avevano solo bisogno di trovare spazio tra le corde della chitarra di Jacques, dopo un suo reimmergersi in quell’universo così particolare ma affascinante. Il metodo è stato lo stesso del primo capitolo. Ascoltare profondamente e intensamente i pezzi prescelti, per estrarne gli elementi essenziali che sarebbero serviti come base per gli arrangiamenti. E quindi combinarli in un mélange originale, che rispettasse la personalità musicale del chitarrista belga e il loro spirito iniziale.
E voilà, la ricetta ha dato i propri frutti! Si chiamano Catch the Spirit II. Un disco pieno di energia, di chitarra fingerstyle à la Stotzem, dove gli equilibri stilistici e di genere sembrano sul punto di rompersi per poi ricompattarsi splendidamente, dando vita a interpretazioni di grande carattere e passione. Anche in questo capitolo troviamo l’energia di Rory Gallagher (“Tattoo’d Lady”, “Don’t Know Where I’m Going”) e di Jimi Hendrix interprete (“Hey Joe”), la nostalgia di Neil Young (“Like a Hurricane”) e di Jackson Browne interprete (“The Road”), lo spirito rock degli Stones (“Honky Tonk Women”, “Wild Horses”) e dei Nirvana (“Come As You Are”).
Gabriele Longo

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 12/2013

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