Del peso specifico acustico

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Un punto cruciale delle mie attività in campo musicale è stata la pubblicazione de Il manuale di chitarra rock (Anthropos, 1980). E a riguardare oggi quel libro viene ancora da chiedersi come abbia mai potuto essere intitolato in quel modo, visto che tutte le tablature che conteneva riguardavano brani musicali suonati con la chitarra acustica. Ma l’editore fu irremovibile, mi concesse soltanto di inserire il sottotitolo “La chitarra acustica dal folk-blues al rock”, poi eliminato in successive ristampe. E probabilmente la sua idea fu azzeccata, dal suo punto di vista, perché il manuale andò molto bene.
Mentre non andò altrettanto bene Il manuale di chitarra folk, perlomeno nella sua opinione, pubblicato successivamente nel 1982 sulla scia della buona riuscita del primo. E pensare che in quel secondo libro credevo di essere andato ancora più a fondo nelle mie passioni musicali. In quell’esperienza poi mi avvalsi anche della collaborazione del nostro Reno Brandoni, che mi aiutò a trasporre le mie tablature con ritmo in tablature con pentagramma, concorrendo inoltre a sistemare i concetti base di quell’idea allora pionieristica in Italia del doppio rigo con tablatura e pentagramma.
L’opinione imprenditoriale secondo cui il mercato musicale italiano è troppo esiguo per potersi concedere il lusso di offrire uno spazio sufficiente a un genere minoritario come la musica acustica, rispetto al genere dominante della musica rock, fu inevitabilmente rafforzata da quella doppia esperienza e continuò a perseguitarmi quando nel 1986 diedi vita insieme ad Augusto Veroni alla rivista Chitarre. Eppure molti dei collaboratori della prima ora della rivista erano vicini alla chitarra acustica e li ritroviamo oggi a fianco di Fingerpicking.net: oltre a Reno c’erano Beppe Gambetta, Stefan Grossman, Marco Manusso, Giovanni Palombo, ai quali si aggiunse più avanti Davide Mastrangelo.
Dopo una dozzina d’anni, durante i quali si consolidò l’assestamento di Chitarre in direzione di un pubblico prevalentemente ‘elettrico’ e rockettaro, rincontrai un giorno Reno in un autogrill sull’autostrada: lui si stava trasferendo con la famiglia dalla natìa Sicilia a Bologna, per una nuova esperienza professionale; io stavo andando da Roma alla Scuola di Chitarre di Orvieto, dove insegnavo appunto chitarra acustica. Avemmo l’impressione entrambi di qualcosa di magico in quell’incontro. E Reno in particolare pensò che avremmo prima o poi fatto qualcosa insieme di specifico per la chitarra acustica.
Nel 2000 Reno fondò la prima versione di Fingerpicking.net insieme agli amici Alex Di Reto e Giovanni Pelosi. Dopo pochi anni bussò alle porte di Chitarre, proponendo di realizzare in una forma di comune collaborazione una rivista di chitarra acustica. Ancora una volta prevalse la sfiducia che questo argomento potesse vivere di vita autonoma a livello editoriale. Tuttavia lo stimolo ricevuto da Reno non ha mancato di favorire una rinascita d’interesse su Chitarre, che dal numero di luglio 2006 mi ha incaricato di curare sulla rivista una sezione specifica dedicata alla chitarra acustica, riorganizzando i contenuti di quel settore in modo da garantire loro una maggiore continuità e visibilità.
Ed ora è la volta di Fingerpicking.net 3.0, uno stadio di consolidamento e di potenziamento del sito, che vedrà il forum della comunità affiancato da una rivista animata da collaboratori di esperienza. Reno mi ha chiamato a far parte di questa squadra e questa proposta mi ha riempito di orgoglio oltre che di soddisfazione personale. Il web dà una grande mano per offrire delle opportunità di espressione alle piccole realtà e comunità apparentemente minoritarie, ma c’è voluta tutta la passione e il coraggio di Reno per mantenere dritta la barra del timone sullo specifico della chitarra acustica, contribuendo a orientare questo nostro villaggio globale verso la valorizzazione della pluralità delle culture, piuttosto che verso il consolidamento della massificazione e omologazione del pensiero.tre

A crucial point in my work in the music field was the publication of Il manuale di chitarra rock (‘The Manual of Rock Guitar’, Anthropos, 1980).
People still ask me today how the book came to be entitled in this way since the tablatures it contains refer entirely to musical pieces played by acoustic guitar. But the book’s publisher was determined and the only compromise he would accept was to include a secondary title “The acoustic guitar from folk-blues to rock”, which was later eliminated in future editions. Given that the manual had a considerable success, I can only deduce that he was most probably right, at least from his point of view. In fact, the follow-up Il manuale di chitarra folk (‘The Manual of Folk Guitar’), published in 1982 as a result of the first manual’s success, proved to be not such a wise decision for my publisher, even though this second book allowed me to delve far deeper into my musical passion. To do this, I sought the help of our friend Reno Brandoni, who lent a hand transposing my guitar tablatures into staff notation. In doing so, he also contributed to furthering the pioneering Italian idea of the use of a double stave.

The relative failure of this second book, when compared to the first book’s success, confirmed the entrepreneurial opinion that the Italian music market was too small to be able to allow itself the luxury of offering sufficient space to a genre such as acoustic music, which remains a minority in a market area dominated by rock music. This belief continued to haunt me as I began breathing life into the magazine Chitarre (‘Guitars’), founded together with Augusto Veroni in 1986. Even so, most of the people involved in the initial stages of the project were oriented towards acoustic guitar and they are still involved today in Fingerpicking.net: Reno Brandoni, Beppe Gambetta, Stefan Grossman, Marco Manusso, Giovanni Palombo and at a later stage Davide Mastrangelo.

A decade passed and the content of Chitarre settled itself as being aimed at a public prevalently made up of electric guitarists and rock fans. Then, I bumped into Reno by chance in a motorway café. He was moving with his family from his native home in Sicily to Bologna in order to take up a new career opportunity. I was on my way from Rome, heading to the Scuola di Chitarre (‘Guitars School’) in Orvieto, where, not co-incidentally, I taught acoustic guitar. We both felt the magic of that chance meeting and Reno was confident that we would sooner or later create a project together dedicated to acoustic guitar.

In 2000, Reno founded the first version of Fingerpicking.net together with his friends Alex Di Reto and Giovanni Pelosi. A few years passed and sure enough he came knocking on the door of Chitarre with a proposal of jointly creating a magazine for acoustic guitar. But once again, I found people doubting that such a narrow topic could survive independently on the market. However, Reno’s input gave birth to renewed interest in Chitarre and from July 2006, I was put in charge of a new section of the magazine that was specifically dedicated to acoustic guitar. I re-arranged the contents to guarantee maximum continuity and visibility.

And now we have arrived at Fingerpicking.net 3.0: the 3rd phase of the site’s consolidation and development. It offers a community forum together with a dynamic magazine made up of experienced writers. Reno has called on me to be part of the team, a request which fills me with pride and personal satisfaction. The Web offers a not-to-be-missed opportunity for small groups and seemingly-marginal communities to express themselves. Reno’s passion and courage has been essential in keeping our focus unbendingly on acoustic guitar, and in this way we hope to contribute to helping our global village appreciate the value of cultural variety, as opposed to the de-individualization and ratification of thought.

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Redazione
  1. Donato De Cristo Reply

    Grazie Andrea,
    io sono in possesso de Il manuale di chitarra rock e Suonare e cantare il rock inglese. Proverò a trovare anche gli altri, anche se quando prendo in mano i pochi fogli di Ciao 2001 che mi sono rimasti… scatta la nostalgia. È proprio quello che ricercavo: gli inserti di Ciao 2001.
    Un grazie di cuore per quello che hai fatto per tanti ragazzi chitarristi in erba, in un periodo in cui molti purtroppo sceglievano altri strumenti da suonare.
    2001 volte ciao da un cinquantenne nostalgico.
    Donato

  2. Andrea Carpi Reply

    Ciao Donato,
    buona parte delle tablature di Ciao 2001 sono state pubblicate su due miei libri editi da Anthropos, Il manuale di chitarra rock (1980) e Il manuale di chitarra folk (1982); e poi anche su alcuni “Quaderni” editi tra il 1982 e il 1983 sempre dalla Anthropos e curati da me insieme ad Augusto Veroni: Suonare e cantare il folk americano, Suonare e cantare il rock’n’roll, Suonare e cantare il pop italiano, Suonare e cantare il rock inglese, Suonare e cantare i cantautori italiani, Suonare e cantare il blues; e infine su Suonare la chitarra elettrica, scritto insieme a Paolo Somigli (Anthropos, 1988).
    Tutti questi libri sono ormai fuori commercio. Potresti forse trovarli ancora in qualche bancarella o su Internet.
    Ma i brani musicali contenuti in quelle tablature sono oggi coperti da vincoli editoriali più stretti, che non consentono di venderli liberamente.

  3. Donato De Cristo Reply

    Ciao Andrea,
    anche io in gioventù ero un fan della tua rubrica su Ciao 2001 e possedevo gran parte delle pagine con le tablature, ma ahimè sono andate perdute qualche anno fa in un trasloco.
    Non esiste nessuna pubblicazione dove sono raccolte? E se no, non si possono scansionare o altro per venderle in formato PDF? Io sicuramente comprerei una copia. 🙂
    Grazie, Donato.

  4. Andrea Carpi Reply

    Caro Claudio,
    ovviamente sono già uno dei più di mille fan della pagina “Quelli che leggevamo Ciao 2001“!
    Adesso vado in garage a cercare quei vecchi numeri: li ho sicuramente. E domani stesso cerco di postarveli.
    Un abbraccione ad Alexandra!

  5. Claudio Ramponi Reply

    Caro Andrea,
    sono il fondatore della pagina facebook “Quelli che leggevamo Ciao 2001“, che se ti fa piacere ti invito a visitare. Proprio ieri è stato pubblicato il post seguente di Alexandra Fisher: «Chi mi può aiutare? Cerco le lezioni di chitarra di Andrea Carpi (le prime due). In una di queste ci dovrebbero essere delle foto per come si tiene la chitarra: in una se non sbaglio è Andrea e l’altra è una bambinella (io!). Le vorrei avere, chi me le può recuperare?»
    Riesci a darle una mano? Hai la foto in oggetto? Se sì e se non è troppo disturbo, potresti inviarmela via e-mail o, se preferisci, diventando fan della pagina potresti pubblicarla direttamente. Sarebbe un gesto simpatico, no?
    Grazie per l’attenzione.

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