Il ragtime classico per chitarra

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La prima edizione di “Maple Leaf Rag”

Sono appena tornato dall’aver trascorso questi bei mesi estivi partecipando anche ad alcuni festival chitarristici, quello di Stamford in Inghilterra, di Skarrildshus in Danimarca ed il mio seminario di Köveskal in Ungheria. L’incontro con altri insegnanti e studenti mi ha confermato una volta di più quanto interesse ed entusiasmo ci sia per la chitarra ragtime in questi posti. Molti chitarristi fingerstyle di oggi, infatti, stanno aggiungendo brani di ragtime classico al loro repertorio.

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La prima edizione di “Harlem Rag”

Prendiamo ad esempio “Maple Leaf Rag”, la seconda composizione di Scott Joplin ad essere stata pubblicata e sicuramente quella che ha ottenuto maggior successo. In Danimarca il pubblico ha ascoltato cinque versioni differenti di questo classico: io ho suonato la mia, poi sono venute quelle di Duck Baker, Dave Laibman, Paul Banks e Nick Katzman. Era diventato quasi uno scherzo annunciare di continuo questo brano dal palco. Stranamente le nostre versioni erano tutte in tonalità diverse, a dimostrazione del fatto che trovare la tonalità più appropriata per arrangiare un brano per pianoforte sulla chitarra è estremamente difficile. “Maple Leaf Rag” fu composto in La bemolle, tonalità ostica per la chitarra fingerstyle. La mia versione è in La, quella di Dave in Re, quella di Duck in Do. Paul Banks ha suonato solo la prima sezione come introduzione ad un altro brano, ed era in Sol. Katzman ha suonato la versione di Rev. Gary Davis, “Make Believe Stunt”, in La.
“Maple Leaf Rag” fu pubblicato a stampa per la prima volta nel 1899, solo due anni dopo che si iniziò a pubblicare spartiti di ragtime. Nel 1897 diversi editori fecero a gara per essere i primi a stampare un pezzo rag. Vinse “Mississippi Rag” di W. H. Krell che uscì a gennaio dello stesso anno. Sempre nello stesso anno, ma più tardi, fu pubblicato il primo ragtime scritto da un compositore afroamericano, quello che ho arrangiato per voi, “Harlem Rag” di Tom Turpin, stampato nel dicembre del 1987.

“Harlem Rag” è stato pubblicato per la prima volta dall’editore De Yong di St. Louis, nell’arrangiamento di D. S. De Lisle. Il brano fu poi venduto a Stern di New York, che ne stampò due versioni leggermente differenti, una con l’arrangiamento di William H. Tyers. Avere versioni diverse dello stesso spartito musicale ci permette di scegliere quella che ci sembra più adatta alla chitarra.
Notate che nell’arrangiamento che vi propongo non ho voluto ripetere la terza e quarta sezione. Originariamente entrambe le sezioni erano presenti in due diverse versioni, di cui la seconda in qualche modo più complessa. Studiando la tablatura scoprirete che ho dovuto muovermi piuttosto avanti sulla tastiera, addirittura fino al XV tasto per una nota di corta durata. Tuttavia, nonostante la posizione avanzata, cerco sempre di suonare delle corde a vuoto, nei bassi o nella melodia, ogni volta che è possibile farlo musicalmente e tecnicamente. Lo faccio perché è importante per me creare degli arrangiamenti che non siano troppo difficili da suonare.
Nella terza parte a volte troverete una ‘melodia sui bassi’ parallela a una ‘melodia accordale’ suonata sui cantini. Linee di basso insieme alla melodia sono una caratteristica tipica del ragtime. A volte questo ci appare come due melodie suonate in contemporanea. Nella misura 42 si trovano alcuni armonici al VII e XII tasto.
Nell’ultima sezione gli stessi armonici sono nelle misure 54 e 62. Ho scritto i nomi degli accordi e vi invito a cercare di tenerli il più possibile, anche se non ne suonerete tutte le note. Questa è una pratica comune in questo stile, per il fatto che vi permette di ottenere un suono di chitarra più pieno, poiché vibreranno anche le corde che non verranno suonate. Un’altra ragione è che si noteranno di meno eventuali errori: se suonerete la corda sbagliata, suonerete comunque una nota dell’accordo.

Buona fortuna!

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  1. Lasse Johansson Reply

    Hi Andrea

    Thank you for your comments.
    You are right, arranging is a very wortwhile activity. It can make you understand music better, if you dig deep into other composers work.
    Take a look at Joplin’s Solace-a Mexican Serenade that I have just sent to fingerpicking.net. It’s like a ragtime tango. Not a heavy march feel, more danceable.
    Lasse

  2. Carpandrea Reply

    I find very interesting and instructive the discussion about the five different arrangements of “Maple Leaf Rag”: funny and eloquent! It makes me better understand that arranging and covering may not be a meaningless artistic activity. And I also appreciate the historic depth that you give to the music we love to play. Thank you Lasse!

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