Il primo concerto fingerstyle

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Marco Tombesi al seminario annuale di Franco Morone a Malosco (TN), agosto 2011

Ho ricevuto da Marco Tombesi, uno studente che ha partecipato ad agosto di quest’anno al mio seminario annuale a Malosco in provincia di Trento, il seguente messaggio:
«Ciao Franco, tra circa un mese dovrò esibirmi per la prima volta in un concerto come chitarrista solo fingerstyle. Avresti dei consigli da darmi e, in generale, come dovrei comportarmi? Ho diversi brani nel repertorio e variano praticamente tutti di accordatura: potrei facilitare il mio set avendo a disposizione due chitarre? Nel posto dove suono penso sia opportuno dire qualcosa tra un brano e l’altro, ma premetto che a parlare di fronte al pubblico non sono un granché. Grazie per la tua disponibilità!»

francomorone

Franco Morone in concerto

Ciao Marco, domanda da cento punti… Provo a darti alcune dritte, che spero possano esserti utili.
Scegli i brani sui quali ti senti sicuro, poi se nel repertorio hai anche qualcosa che possa catturare l’attenzione del pubblico o addirittura coinvolgerlo, ancora meglio. Il primo pezzo in scaletta, meglio che non sia troppo impegnativo, perché ti dà modo di ambientarti e – se sei emozionato – di rientrare man mano in una dimensione vicina alla normalità ma con la tensione giusta… up up. Non suonare cose che sai così così, con la speranza che vengano meglio, anzi aspettati sempre un possibile calo della qualità di esecuzione del dieci-venti per cento. Cioè a dire, se un brano lo suoni benissimo avrai qualche chance di suonarlo bene. Puoi legare ai brani qualcosa da dire, di ironico, di attualità politica, sociale, personale o quello che ti pare, ma cerca di essere ricettivo e interagire con quello che accade in sala, per esempio se cade un bicchiere o squilla un cellulare. Per i vari imprevisti sul palco o in sala cerca di rigirare gli eventi a tuo vantaggio, magari con una battuta che eviti l’attimo di imbarazzo.
Più senti il concerto in termini di «oddìo mi vedono» e più rischi di deconcentrarti su quello che farai da lì a poco. Se hai tempo registrati un video, vedi come sei quando suoni. Per un pubblico non è il massimo vedere un esecutore che ha un espressione sofferente durante i passaggi complessi, o che guarda sempre il pavimento. Tu mi dirai «io guardo la tastiera», va benissimo, ma poi quando parli però cerca di guardarli. Se puoi vai nel posto dove suonerai per assistere a un concerto, può essere una buona idea, l’ambiente sarà probabilmente simile a quello che troverai. Quindi, se la gente è attenta e in silenzio, potrai pensare di aggiungere un microfono a condensatore perché basta meno volume e lavori sulla qualità del suono. Se il pubblico è un po’ rumoroso e distratto, non è un gran che come situazione. Potrei suggerirti alcune soluzioni ma non è certo che diano sempre buoni risultati. Il tema in questione genera discussioni infinite. Certo potremmo prendercela sempre con i soliti discorsi sul pubblico che va educato all’ascolto, della situazione dei concerti in Italia ecc. Ma vale almeno la pena provare ad imporsi. Ad esempio avere qualcuno che ti presenta è sempre meglio che salire sul palco direttamente. Parlando tra un brano e l’altro la gente deve capire quello che dici, quindi controlla il volume e l’equalizzazione del microfono, cercando di avere una certa presenza e personalità sul palco (possibilmente la tua), dire poche battute, veloci e non tanto ovvie perché altrimenti non serve che tu le dica. Cerca più notizie riguardo i brani che suoni, potresti trovare anche qualcosa che valga la pena di raccontare. Se nel posto dove suoni si esibiscono anche dei gruppi, il pubblico potrebbe essere abituato a volumi alti. In questo caso un magnetico in buca aiuta. Il piezo, se usato con molto volume, tira fuori frequenze alte che a volte possono essere fastidiose.

Cerca di avere un bel suono anche dalle spie: se il suono sul palco non ti piace, suonerai meno bene e poi non ti diverti. A proposito, le spie sono meglio di lato che di fronte, così eviti problemi se hai un microfono in buca. Magari portati un amico competente che può aiutarti con il soundcheck. Ricorda che avere un buon fonico e un buon impianto è sempre fondamentale.
Accordature diverse e seconda chitarra sono due cose che potrebbero complicarti la vita. Cerca di selezionare i brani scegliendo quelli con le accordature più simili e avere quindi una scaletta che ti permetta, passando da un brano all’altro, di modificare una o due corde al massimo, così non rischi di perdere la bussola! È sempre meglio avere comunque l’accordatore a portata di mano.
Specialmente se il tuo set non dura molto ti consiglierei di usare una sola chitarra. Se le due chitarre non sono elettrificate in modo uguale, la differenza in negativo di una delle due potrebbe compromettere una parte del tuo concerto. Ricordati che il Sol e il Mi cantino, se li muovi più di tre o quattro volte, sono corde che tendono a spezzarsi. Quindi abbassale e tirale su non più di una, due volte al massimo… e cambiale prima di suonare, ok?
Buon concerto e buona musica!

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 2/2012, p. 10

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