Il fingerpickingIl fingerpicking

Posted On 02 Ott 2005
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oldbluesman

C’è il mondo dei vinti e quello dei vincitori, i nostri eroi, forse non fanno parte dei vincitori, ma la loro musica sicuramente si. La loro tecnica strumentale, ha guidato, ispirato e cresciuto una generazione di chitarristi. Non potrei mai dimenticare il fingerstyle di Mississippi John Hurt, trasformarsi in ninna nanna per la mia prima figlia, o l’aggressione dei Rolling Stone che interpretavano i pezzi di Robert Johnson violentandone il modo ma non l’essenza ed il contenuto…

…ed oggi, ancora oggi che il progresso ha messo in piedi quello che 20 anni fa sembrava utopia, sento tra le mani questa vibrazione, questo senso di timido tremore che accompagna le note di Mississippi Blues di Willie Brown. Tante vibrazioni e tante note.
Nel suonarle sento sempre una grande indescrivibile emozione

Reno Brandoni

Ci sono, nella storia del blues americano, dei personaggi che non hanno ricevuto il giusto credito e che invece andrebbero maggiormente considerati. Sono i rappresentanti del blues rurale che nasce intorno al 1900 tra la popolazione nera che popolava le piantagioni degli Stati del Sud, Mississippi, Texas, Carolina, etc.

Questi stabiliscono la metrica musicale del blues, i suoi ritmi, le sue tematiche e diffondono questa nuova cultura con l’ausilio dello strumento che reputano più congeniale, la chitarra.
I bluesmen di oggi ( che io considero di seconda generazione), B.B. King, Muddy Waters, John Lee Hooker e fino ad Eric Clapton sono stati fortemente ispirati e hanno attinto a piene mani nel repertorio dei loro predecessori.
I bluesmen presentati (vedi sez. Autori) sono, tra i tanti, sicuramente i più rappresentativi. Pionieri musicali che, forti del loro talento e carisma, hanno fornito una solida base che, ancora oggi, supporta un genere musicale in continua evoluzione.

Alex Di Retooldbluesman

C’è il mondo dei vinti e quello dei vincitori, i nostri eroi, forse non fanno parte dei vincitori, ma la loro musica sicuramente si. La loro tecnica strumentale, ha guidato, ispirato e cresciuto una generazione di chitarristi. Non potrei mai dimenticare il fingerstyle di Mississippi John Hurt, trasformarsi in ninna nanna per la mia prima figlia, o l’aggressione dei Rolling Stone che interpretavano i pezzi di Robert Johnson violentandone il modo ma non l’essenza ed il contenuto…

…ed oggi, ancora oggi che il progresso ha messo in piedi quello che 20 anni fa sembrava utopia, sento tra le mani questa vibrazione, questo senso di timido tremore che accompagna le note di Mississippi Blues di Willie Brown. Tante vibrazioni e tante note.
Nel suonarle sento sempre una grande indescrivibile emozione

Reno Brandoni

Ci sono, nella storia del blues americano, dei personaggi che non hanno ricevuto il giusto credito e che invece andrebbero maggiormente considerati. Sono i rappresentanti del blues rurale che nasce intorno al 1900 tra la popolazione nera che popolava le piantagioni degli Stati del Sud, Mississippi, Texas, Carolina, etc.

Questi stabiliscono la metrica musicale del blues, i suoi ritmi, le sue tematiche e diffondono questa nuova cultura con l’ausilio dello strumento che reputano più congeniale, la chitarra.
I bluesmen di oggi ( che io considero di seconda generazione), B.B. King, Muddy Waters, John Lee Hooker e fino ad Eric Clapton sono stati fortemente ispirati e hanno attinto a piene mani nel repertorio dei loro predecessori.
I bluesmen presentati (vedi sez. Autori) sono, tra i tanti, sicuramente i più rappresentativi. Pionieri musicali che, forti del loro talento e carisma, hanno fornito una solida base che, ancora oggi, supporta un genere musicale in continua evoluzione.

Alex Di Reto

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