IK Multimedia AmpliTube Jimi Hendrix Anniversary Collection

(di Reno Brandoni) Ebbene sì, lo devo confessare, mi sono avvicinato alla chitarra elettrica. Lo giuro, sarà solo un breve momento, giusto il tempo di finire un lavoro e avere soddisfatto la mia curiosità di capire come funziona quel mondo che, per produrre un suono, oltre che delle mani e dello strumento ha bisogno di una serie innumerevole di accessori.

Primi tra tutti amplificatore e jack. E sì, cari miei, perché senza questi due componenti la nostra chitarra sarà muta e non sarà possibile produrre alcun suono. Vabbe’, mi direte, cosa ci vorrà mai! Basta prendere un ampli per chitarra elettrica, attaccarci lo strumento con un cavo e il gioco è fatto. E no, non è così semplice! Gli amplificatori sono quelli che danno il suono, e questo può essere pulito, sporco, distorto, aggressivo, saturo… Uso alcuni dei termini che mi sono stati proposti dagli esperti quando ho spiegato che mi serviva un amplificatore. Poi ci sono le valvole, che danno quel bel suono caldo e vintage; ricorda però che per registrare devi usare i microfoni, per non perdere il suono dei coni, e attenzione a dove posizionarli. Anche il cavo fa la sua parte e non è consigliabile prenderne uno qualsiasi. Se siete indecisi, per ovviare a scelte così importanti e costose, intervengono gli effetti posizionati tra la chitarra e l’amplificatore; aiutano a modificare il risultato finale. Quindi si può saturare o distorcere il suono non più solo con l’amplificatore, ma anche attraverso la catena di ‘pedalini’ che si interpongono tra lo strumento e la cassa. Ogni cosa ha una sua ‘letteratura’ e, come avrete ben notato, la mia breve esperienza non mi permette di scrivere cose sensate. Immaginate l’avventura: ho sempre suonato solo l’acustica, ma devo affrontare questo mondo per riuscire a proporre piccoli frammenti del suono di Jimi Hendrix, necessari al nuovo libro a cui sto lavorando.

Il viaggio è stato interminabile e molto deprimente. Contattàti gli amici più esperti, ho ricevuto una moltitudine di suggerimenti: mai due uguali o perlomeno simili. Se avessi voluto adottare o solo sperimentare tutti i consigli ricevuti, avrei dovuto spendere una follia, ritrovandomi con la pedaliera piena di attrezzatura che andava settata e parametrizzata, ovviamente, in maniera diversa per ogni brano. La disperazione mi stava assalendo, anche perché il libro dovrebbe dar vita a una serie di laboratori in giro per l’Italia e proprio non mi va di dover trasportare con me chili di attrezzatura, solo per pochi minuti di musica.

Ho iniziato a dimenticare gli amici e a cercare in rete la soluzione impossibile. Quando avevo ormai perso ogni speranza, finalmente, tra le varie ricerche, Google mi ha restituito il link a un sito che immediatamente ha attirato la mia curiosità con un banner pubblicitario: AmpliTube Jimi Hendrix Anniversary Collection.

Il sito è quello della ben nota IK Multimedia, credo il fiore all’occhiello dell’ingegneria elettronica italiana applicata alla musica. E la pubblicità parla chiaro: «Ora puoi usare tutta l’attrezzatura del più grande chitarrista del mondo»… Non vedo nessun pedale effetto, solo un software che funziona sia su tablet/smartphone o direttamente come plugin sui più noti software di registrazione (ProTools, Logic, GarageBand, Cubase, Live, Reaper), ma anche in stand-alone, ovvero direttamente sul computer sia Mac che Windows.

La curiosità si accende: dopo tanta confusione e fatica, possibile che la soluzione al mio problema sia così semplice? Approfondisco il mio studio e scopro che, per quanto riguarda la versione plugin, basta un semplice software da installare sul computer, mentre per la versione mobile bisogna comprare, oltre al software, un’interfaccia che permetta di collegare la chitarra all’amplificatore. Fin qui tutto molto chiaro. La pagina del sito è ben curata, dettagliata e non lascia spazio ad alcun dubbio.

Ordino subito un’interfaccia iRig HD2 e il pacchetto AmpliTube Jimi Hendrix Anniversary Collection. Le interfacce disponibili sono diverse; ho scelto questa perché la presentazione recita: «Registra fino a 96 kHz / 24 Hz, domina il palco, scatena il tuo suono su iPhone, iPad, Mac/PC». Sembra proprio quello che mi serve, ma secondo me andava bene anche la iRig 2, che va anche su smartphone Samsung.

Vi raccontavo dei vari amplificatori e della difficoltà di scegliere quello giusto per il suono che volevo ottenere. Ecco, adesso è come se fossi un felice possessore di:

JH Gold based on Marshall® JTM 45™

JH 1200 based on Sunn® 1200S

Silver Twelve based on Silvertone® Twin Twelve 1484™

British Lead S100 based on Marshall® 1959 JTM100™ Super Lead

American Vintage B based on Fender® Bassman®

American Vintage D based on Fender® Dual-Showman®

American Vintage T based on Fender® Twin Reverb®

La faccio breve, tanto sono sicuro che correrete sul sito a vedere di cosa sto parlando: il kit comprende 7 amp, 7 cabinet, 5 microfoni, 11 stomp e 4 effetti rack.

Non vedo l’ora che sia tra le mie mani per capire come funziona e come suona. Attendo, come un bimbo che spera in Babbo Natale e fa finta ancora di crederci, passeggiando nervosamente davanti alla porta. Ogni corriere che citofona accende in me una speranza, fino a quando, finalmente, l’oggetto è tra le mie mani.

La confezione è talmente bella che si fa fatica a rovinarla per aprirla. Intervengo quindi con la massima cautela, cercando di preservare la cura con cui tutto il packaging è stato creato. Parliamo di una scatolina con un piccolo oggetto hardware (l’interfaccia iRig HD2), un manualetto e i codici per scaricare e abilitare il software. L’operazione è semplicissima: prendo il mio tablet, scarico l’app AmpliTube, inserisco i codici del pacchetto dedicato a Jimi Hendrix e tutto prende forma. Nel box dell’interfaccia ci sono più cavetti per collegare iRig HD2 ai vari modelli di tablet. Scelgo il mio e inserisco il connettore nell’iPad. Poi inserisco il jack della chitarra e il jack che va all’amplificatore, alzo il volume, metto i controlli flat e il gioco è fatto. Inizio a selezionare amplificatori, cabinet ed effetti, producendo suoni fino a quel momento inimmaginabili; o perlomeno ‘immaginati’, ma che con difficoltà sarei riuscito a realizzare.

Dopo una buona mezz’ora di gioco e di soddisfazione, ritorno nella disperazione. Come faccio a settare il suono di “Purple Haze” o “Voodoo Chile”? Dovrei conoscere le varie combinazioni tra effetti, microfoni, ampli e cabinet per avvicinarmi al suono desiderato, ma dopo un po’ le mie orecchie assordate dal rumore dei vari distorsori non distinguono più la gamma delle note. Cerco la soluzione e anche questa, magicamente, è a portata di mano: si trova nei preset. Non si tratta di un preset qualunque, è un menù dove – oltre alle varie combinazioni di suono già preimpostate – puoi scegliere nello specifico ogni brano di Jimi Hendrix e indicare se vuoi eseguire l’intro, il solo, la ritmica. Selezionata la voce, la chitarra ha iniziato a produrre i suoni di cui avevo bisogno: fantastico! Certo, i puristi mi condanneranno, magari dicendo che non è la stessa cosa del Marshall originale collegato col Big Muff… Però devo dirvi che il suono a me non dispiace per niente, è immediato, preciso, senza sbavature o interferenze; e lo posso ulteriormente customizzare come mi piace. Posso anche cambiare i microfoni e la loro posizione davanti al cabinet, e sentirne le differenze; interessante anche per capire e imparare la dinamica dei suoni.

Rimaneva un punto da risolvere: durante i laboratori, come posso cambiare i vari suoni della chitarra senza obbligatoriamente agire sul tablet? Di solito suono, parlo, racconto, e non mi va di interrompermi per switchare da un effetto all’altro. Allora ecco che interviene in aiuto la iRig BlueBoard, una pedaliera MIDI Bluetooth: basta connetterla al tablet (ovviamente senza alcun cavo, funziona via Bluetooth) e memorizzare per ognuno dei quattro pulsanti il preset prescelto. Niente di più semplice.

Ora il mio set è a posto, ho potuto sperimentare suoni accattivanti, riuscendo a realizzarli con pochissimo sforzo (anche economico) e con grande qualità. Inutile dire che tutto quello che suono può essere facilmente registrato, poiché il software ha un suo personale ‘studio di registrazione’. Posso anche accordarmi, visto che è presente un preciso accordatore. Ma soprattutto posso farmi accompagnare da una ritmica, in quanto nel pacchetto è inclusa una batteria con suoni e riff preimpostati. Ora ho una band sul mio smartphone, senza alcuna confusione. Tutto estremamente easy e intuitivo.

L’ultima fatica, quella più impegnativa per la qualità del suono, è la prova del plugin sul mio ProTools. Collego la chitarra alla scheda audio del computer – una Focusrite Clarett 8PreX – e avvio il software all’interno del DAW (ProTools 12.8). L’interfaccia è la stessa visualizzata sui dispositivi mobili, quindi ritrovo un ambiente familiare. Vado subito a cercare i preset, scelgo “Intro Purple Haze” e inizio a registrare.

Se scrivo questo articolo in maniera così entusiasta, potete immaginare che il risultato è stato a dir poco eccellente. Mi correggo: soddisfa a pieno le mie esigenze. Faccio questa precisazione per ovviare alle giuste critiche che riceverei da musicisti o tecnici del suono che si adoperano alla ricerca della estrema qualità, attraverso attrezzature sofisticate, costose e certamente dalle prestazioni inarrivabili. Ma ogni cosa è utile al proprio scopo. In questo caso, la scelta di IK Multimedia ha soddisfatto appieno le mie necessità, permettendomi di realizzare il suono necessario pur avendo il minimo della competenza sullo strumento elettrico.

Ho voluto condividere con voi questa esperienza, perché credo possa essere utile a chiunque voglia provare a costruirsi un proprio set da chitarrista elettrico senza necessariamente investire una fortuna, con un risultato qualitativamente ottimo. Ultima nota di merito è data dal fatto che la ditta è italiana e, per me, è una grande soddisfazione poter parlare orgogliosamente di un prodotto nazionale così valido. Compimenti a tutto il team!

Reno Brandoni

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