I tempi stanno cambiando

(di Reno Brandoni) – Prima o poi doveva succedere. Così questo Natale, dopo l’apertura dei soliti doni, ecco il gesto che temevo. Mio figlio appoggia sul tavolo un CD e mi dice: «Ascolta questo!» Guardo con simulata distrazione la copertina, mentre in realtà, con misurata attenzione, cerco di scoprire l’autore di quella ‘minaccia’…
È la resa dei conti! Come nell’ultimo istante della vita, ripasso velocemente tutti i miei insegnamenti cercando di ricordare uno sbaglio o una distrazione. Gli ho fatto ascoltare Mississippi John Hurt, Pink Floyd, Elvis Costello, Robert Johnson, Bob Dylan, Jimi Hendrix… La lista si riempie pian piano, ripassando a memoria la storia della musica. Credo di non aver dimenticato nulla, ho somministrato anche i Jefferson Airplane con il giovane Kaukonen alla chitarra e la voce di Grace Slick sulla “Triad” di David Crosby. Credo di essere stato un ‘papà perfetto’… forse è mancato Tim Buckley con il suo Lorca o i Kaleidoscope di Chris Darrow, ma penso di aver introdotto nell’educazione musicale dei miei figli l’indispensabile.
Ore e ore di viaggi in macchina passati a narrare le mie storie di musica a un pubblico ovviamente annoiato e disattento, sia per la giovane età, sia per la tipica ‘nausea’ infantile da viaggio che imponeva una fermata in ogni autogrill, che ogni tanto, fingendo distrazione, saltavo subendo le ire e i pianti di tutto l’equipaggio. Ma come si poteva interrompere il ‘solo’ di Gilmour in “Money”?
Ecco, questo sono stato io. Fin quando ho potuto, ho ‘spinto’ musica nelle orecchie dei miei figli, cercando di far loro capire che dopo i Police è stata ben poca la musica ‘nuova’. Tutto ha funzionato con grande soddisfazione fino a un certo punto. Poi, un giorno, nello specchietto retrovisore ho intravisto la fine: nelle loro orecchie sono comparse le ‘cuffiette’. Così le mie parole e la musica sono svanite nel vuoto, perse nell’abitacolo della vettura con un’unica vittima, mia moglie, che credo abbia ormai imparato ad assecondarmi annuendo senza ascoltare. Memorizza solo le ultime frasi, con un buffer ridotto a una decina di parole da poter ripetere in caso di improvvisa ‘interrogazione’.
Ora è arrivato il giorno. Quel CD sul tavolo è il frutto del mio lavoro. Sono emozionato. Noto già un elemento positivo: il CD è fisico ed è già tanto da parte un giovane diciottenne, che cammina costantemente sommerso e inondato dalla musica liquida. Peggio sarebbe stata una email con un link a un video di YouTube.

Eminem, “The Marshall Mathers LP 2”

Eminem, “The Marshall Mathers LP 2”

Prendo in mano la copertina e leggo l’autore: Eminem; il titolo: The Marshall Mathers LP 2. Anni di fatica… per farmi suggerire l’ascolto di un rapper? Sento il profumo acre della sconfitta.
Obbligato da un dovere paterno ma imbarazzato, dopo anni di forzati ‘insegnamenti’, devo farlo: metto su il CD e mi seggo sconfortato sul divano pronto all’ascolto.

Da un po’ di tempo sto lavorando sul concetto di ‘quarta dimensione’, di cui vi parlerò dettagliatamente in un prossimo articolo. Nei dischi di chitarra, oltre alla musica, al tocco, alla tecnica, ho iniziato anche ad analizzare la 4D: il suono. I dischi cominciano a essere registrati con una qualità impressionante, fornendo un altro utile elemento di valutazione.
Ritorniamo alla dura realtà. Arriva la prima traccia… ed ecco che il suono si distingue per purezza e qualità. Immagino sia il minimo, o forse l’unica cosa, vista la notorietà del personaggio e – suppongo – il costo di produzione del lavoro. Almeno il CD suona bene e t’invita all’ascolto. Eminem ha una voce particolare, segue il ritmo, ogni tanto gli sfugge, lo recupera e spara terzine vocali impossibili da raccontare. Il fondale è ‘ipnotecnico’ e voci femminili in lontananza riempiono melodicamente uno scarno tappeto ritmico. Strano, mi piace. Sono curioso di ascoltare il prossimo brano. Dopo un breve intermezzo di rumori che raccontano di un inseguimento con tante sirene, arriva “Rhyme or Reason”. La porta ormai è aperta, la musica scorre fluida (ecco forse perché la chiamano liquida). Il tema è il famoso “Time of the Season” degli Zombies. Mi appassiono: dentro questo CD c’è una valanga di note, voci, rumori, duetti, cori, ritmi cantati, vomitati, recitati con dolore e passione, accompagnati da armonie conosciute e melodie affascinanti. Ascoltate “Legacy” o “So Far…” e capirete. C’è tutto, da Joe Walsh a Frank Zappa. Quello che all’inizio sembrava solo un’accozzaglia di suoni diventa musica, e i testi incomprensibili sfogliati su Internet mi illuminano dando a tutto il lavoro una quinta dimensione, quella del messaggio e della ‘coscienza sociale’.

eminem

Eminem


Ora sono confuso, non sono così sicuro di aver ‘sbagliato’: ho spinto i miei figli verso la musica, e sono stato ripagato dalla stessa moneta. Dylan cantava “Blowin’ in the Wind” con la sua chitarra acustica e stupiva scandalizzando con l’elettrica in “Like a Rolling Stone”, insegnando che “I tempi stanno cambiando” e che bisogna avere il coraggio di seguirli. Ora questo Natale ho scoperto: Eminem, che canta poesie e storie del nostro tempo, ed io, che ancora mi commuovo. Viva la musica.

Io volevo la fama, ma non la copertina di Newsweek

Oh beh, penso che i mendicanti non possano essere schizzinosi

Volevo ricevere attenzione per la mia musica

Volevo essere lasciato solo in pubblico, scusatemi

Per aver voluto la botte piena e la moglie ubriaca e aver voluto entrambe le cose

La fama mi ha reso un palloncino, perche il mio ego si è gonfiato

Quando sono esploso, vedi questo mi ha confuso

Perché tutto quello che volevo fare era essere il Bruce Lee dei fogli appuntati

Ho abusato dell’inchiostro, usandolo come uno strumento per staccare la spina…

(Eminem, “The Monster”)

Reno Brandoni

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  1. Marco Fazion Reply

    bello….

  2. Tonino Nerone Reply

    A me col maschio, 19 anni, é successa la stessa cosa … Eminem, qualche pericolosa scivolata verso Rhianna, David Guetta … e qualche risalita con John Mayer e Bonamassa … comunque sono già su Spotify e sto ascoltando il rapper per la prima volta … molto bello l'articolo… Saluti.

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