Di Guitar Star e altri talent

Non amando particolarmente la televisione, non sono un grande fruitore di talent e reality in genere. Anzi, per dirla tutta, se sparissero domani non me ne accorgerei neanche. Però Guitar Star mi aveva già incuriosito l’anno scorso, parlandone con Jon Gomm nel corso di un’intervista. Il suo racconto entusiastico dell’esperienza mi aveva coinvolto al punto che, quando Sky Arte ha messo in programmazione lo show, mi è sembrato d’obbligo buttarci un occhio.

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Piccola parentesi: l’intervista di Jon contiene uno spoiler mostruoso, il nome del vincitore… per cui se non ve la ricordate e state seguendo il programma evitate di andare a rileggerla!

Tony Visconti, George Benson e Miloš Karadaglić sono i giudici, e ammetto che – va be’, George Benson non si discute – se di Visconti qualcosa sapevo, il chitarrista classico croato ho dovuto proprio googlarlo perché non mi suonava molto familiare. Però è sicuramente un artista di spessore, niente da dire. Mi è piaciuta molto l’ambientazione di studio, con i tre seduti su un divanetto, senza banconi o barriere di sorta con chi gli stava di fronte. Anche il pubblico in piedi e con la birra in mano, molto easy, fa più talk show alla Top Gear Extra – trasmissione che adoravo, pur non distinguendo una biella da un pistone – che contest. Clima rilassato e cordiale, giudici fin troppo entusiasti delle esibizioni e molto alla mano. Mi è piaciuta moltissimo la scelta dei musicisti che hanno avuto accesso alla finale. Pochissimi virtuosi, ma non esasperati, tutti molto giovani e preparati. A parte i chitarristi blues, che proprio ragazzini non erano.

Piuttosto penalizzanti, invece, i suoni degli strumenti… Su una televisione ‘normale’, magari a tarda notte (si fa quel che si può), non ‘arriva’ molto, manca parecchia dinamica. Per tutti i generi. Proverò degli ascolti migliori per le prossime puntate, magari migliora.
Da rivedere – e qui però la trasmissione c’entra poco – la traduzione dei dialoghi, con errori anche piuttosto gravi: armonie per armonici e viceversa, accordi per corde e non solo… Per fortuna Sky permette di passare all’audio originale, per chi se la sente.

Insomma, nel complesso un’oretta passata in maniera piacevole, che ha dato parecchio spazio alla chitarra acustica e classica; sicuramente sarà un buon veicolo di divulgazione. Magari collocato su un canale più generalista avrebbe più riscontro… in fondo non è che mancano i chitarristi in Italia!

Però a questo punto ho ceduto alla tentazione, confesso. Sapevo che me ne sarei pentito, ma l’ho fatto lo stesso. Ho guardato la prima puntata anche di X Factor… Platea oceanica in sala, giudici trincerati dietro il loro bancone, ben distanti dagli artisti, giudizi sputati in faccia senza la minima empatia. I giudici… no, eviterò di sparare sulla croce rossa, troppo facile. In fondo sono già stati stesi fiumi di inchiostro sull’argomento e i confronti sarebbe impietosi.

Prima di calare il solito – pietoso – velo, però devo ammettere che una cosa mi ha colpito piacevolmente: un esercito di chitarre acustiche, soprattutto di giovanissimi, che suonano e cantano in maniera decisamente credibile e convincente. Certo, magari si assomigliano tutti un po’ troppo, ma il fatto mi ha restituito un briciolo di fiducia nel genere umano. A quanto pare c’è comunque vita su questo pianeta, al di là dei talent.

Mario Giovannini
mario.giovannini@chitarra-acustica.net

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