Guitar History X – Come ti scambio due rottami con una chitarra di livello

(di Mario Giovannini) – American History X è un film del 1998, diretto da Tony Kaye e interpretato da Edward Norton, che racconta una storia drammatica incentrata sulle tensioni razziali che agitavano l’America di quegli anni. In realtà, quello che voglio raccontare non è per nulla drammatico, è privo di tensione, e ha anche un lieto fine. Però finisce proprio con una X…

Mentre aiutavo un amico a svuotare la casa dei genitori, ormai disabitata da tempo e destinata a nuovi inquilini, scavando tra le ‘ere geologiche’ che si depositano in abitazioni molto ‘vissute’, sono emerse due custodie con chitarre annesse. Vista la luce sinistra che mi brillava negli occhi appena sono comparse – il mio amico mi sonosce bene, non c’è che dire – le ha prese e me le ha caricate in macchina direttamente, senza dire nulla. È stato il suo modo per dirmi grazie.
Una volta a casa, ancor prima di buttarmi sotto la doccia, ho provveduto a verificare le mie conquiste. Con una certa delusione, a onor del vero, mi sono ritrovato davanti un basso Eko B55 e una Maison simil-Stratocaster senza nessuna indicazione di riferimento del modello. Due strumentini primi anni ’80, piuttosto economici e privi di qualsiasi appeal o pretesa di modern vintage. Sul basso, per la verità, avevo qualche piccola speranza (non capendoci un’acca in merito), ma l’amico Dino Fiorenza mi ha subito fugato qualsiasi dubbio via email.

Carino, non suona male, ma niente di che. Mannaggia! Non che sperassi in una Strato del ’59, ma qualcosa di più, in effetti… Anche perché in quel periodo mi serviva disperatamente una dread amplificata decente, da utilizzare in un progetto cui stavo collaborando, e le risorse scarseggiavano. Speravo davvero di trovare qualcosa di utile per concretizzare quello che mi serviva. Tutto questo succedeva circa due anni prima dell’uscita delle Effedot, altrimenti il problema non si sarebbe neanche posto…

Il baratto, torniamo al baratto! Ecco, questa è un’idea! Probabilmente ho visto troppi episodi di Affare fatto… col baratto su Blaze TV, ma ci si poteva provare. Con Internet a disposizione, un lieve accenno di delirio di onnipotenza è quasi inevitabile.

Sono partito con due annunci su mercatinomusicale.com, la ‘casa’ di noi tutti poveri malati di GAS. Ho messo in vendita i due strumenti al prezzo massimo che avrei potuto spuntare, specificando che avrei gradito, anzi preferito permute. Le due storie si sono svolte in parallelo, ma per semplicità proseguiamo in modo lineare.

Eko-ranger-12
Per la Maison ‘Strat’, che era in perfette condizioni, praticamente mai suonata, mi hanno proposto in permuta quasi subito una Majr imitazione della Gibson Dove. Dalle foto sembrava decente, e almeno era un’acustica. L’elettrica proprio non la suono. Confesso che il fatto che fosse praticamente identica alla mitica ‘Trudy’ di Giovanni Pelosi ha avuto la sua importanza, ma questa è tutta un’altra storia. Abbiamo proceduto allo scambio e… ho preso la prima fregatura della mia vita in questo campo: la chitarra era sì decente, ma con il ponte scollato a metà, sollevato parecchi gradi sulla cassa, rendendo lo strumento praticamente insuonabile. Il venditore ha replicato ai miei strali dicendo che si era semplicemente dimenticato di segnalare quel ‘piccolo’ problema, tanto non era niente di che, bastava regolare il truss… Si è anche reso disponibile a riprendersi indietro lo strumento e a restuirmi il mio, ma raddoppiare le spese di spedizione sarebbe stato un colpo fatale ai miei progetti. Per cui ho abbozzato e me la sono tenuta. Ha fatto da complemento d’arredo al mio studio per diverse settimane, finché uno dei nuovi allievi del corso di chitarra ne ha chiesto notizie. Essendo anche un liutaio in erba, mi ha proposto uno scambio con una Aria AGPN-003N, un’onesta dread di fascia economica che aveva rilevato, praticamente nuova, da un fallimento. Ho il sospetto che non gli sia costata nulla, ma sono stato ben felice di concludere lo scambio. Tra parentesi, lui ha poi fatto un lavoro di restauro spettacolare sulla Majr, al punto che sono stato quasi tentato di ricomprarmela. Ma non ho ceduto, giuro. L’Aria è rimasta in casa pochissimo, l’ho passata a un altro allievo, realizzando la folle cifra di 80 euro.

Il basso invece mi ha dato ben altre soddisfazioni. L’annuncio non ha sortito alcun effetto, ma curiosando in giro mi sono imbattuto nell’offerta di una Eko Ranger 6 corde degli anni ’80 che veniva proposta in cambio di un basso elettrico. Contatto l’inserzionista, faccio la mia offerta e concordiamo un appuntamento per incontrarci di persona (sbagliando si impara!). L’affare va a buon fine nonostante, per onestà, durante l’incontro gli abbia fatto notare che la chitarra che stava dando via non era quello che pensava, ma una J-54 di fine anni ’60, decisamente più pregiata di quello che aveva stimato. Infatti la primissima serie di queste chitarre, diciamo le progenitrici delle celeberrime Ranger, sono abbastanza ricercate dai collezionisti e – nel giro di pochissimo tempo – ricevo un’offerta per scambiarla con una Eko Mia 018 FL a spalla mancante. Tentenno un attimo, sia perché la J-54 non mi dispiaceva affatto, sia perché si trattava di un altro salto nel buio. Alla fine ho deciso di rischiare e ho fatto bene. La chitarra è arrivata in perfette condizioni e in ottimo stato. Infatti, neanche il tempo di toglierla dall’imballo e un altro mio allievo se ne invaghisce perdutamente. Mi offre in cambio una Lag T400 J12 e accetto al volo. Anche la 12 corde finisce direttamente sul mercatino e nel giro di una notte la vendo, realizzando 400 euro.

Facendo un piccolo consuntivo, avevo ormai realizzato 480 euro, da cui andavano dedotte le spese per tre spedizioni, circa 60 euro. Non c’ero ancora. Ho quindi investito 100 euro per l’acquisto di una Eko Ranger 12 Electra di fine anni ’70 (quelle con il ‘grecone’ alla buca) che non ho neanche sballato… c’era un amico che ne cercava una da una vita e questa, praticamente insuonata, era perfetta. Ceduta subito a 250 euro.

Finalmente ci siamo! Con i 600 euro abbondanti racimolati ho acquistato una Martin DX1AE, questa trovata usata ma in perfette condizioni su subito.it, tanto per non fossilizzarsi sul solito sito.

Martin-DX1AE

Martin-DX1AE

Per una cifra di questo genere, però, compromessi zero: sono saltato in macchina e sono andato a predermela.
Certo, c’è voluto del tempo, mesi… E ho anche dovuto dedicarci parecchio del mio tempo per gestire il tutto, anche perché per ogni trattativa andata a buon fine ce ne sono dietro almeno due finite male. Avessi avuto 10 euro per ogni volta che mi hanno fermato uno strumento senza poi concludere la trattativa, la Martin veniva fuori gratis. Anche se, ora che ci penso, non è che mi sia costata molto di più!

Mario Giovannini
mario.giovannini@chitarra-acustica.net

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