Gli arpeggi di Giuliani e il tunnel

Quando viviamo periodi bui, ci chiudiamo in noi stessi, facciamo di tutto perché il tempo passi velocemente e ci porti lontano dalle nostre ansie. Poi ci accorgiamo che non sono i momenti bui a passare velocemente, ma è la nostra vita: la stiamo sprecando per sfuggire al buio di un momento. Sarebbe allora il caso di fermarsi, smettere di scappare e di correre via dal silenzio. Meglio combattere e affrontare ogni giorno rendendolo il più lungo, il più ‘noioso’ possibile. Quel giorno è parte della nostra vita e verrà il tempo in cui ci mancherà: perché sprecarlo?

Cosa fare allora per sopravvivere? «Se non riesci a uscire dal tunnel… arredalo!» direbbe qualcuno. Riempire la propria vita di eventi non è difficile, soprattutto per chi ha una passione, come può essere la chitarra. I 120 arpeggi di Giuliani o gli Studi di Carcassi sembrano creati appositamente: non sapete quante volte mi sono immerso nelle loro pagine per ritrovare forma e concentrazione, o anche solo per evitare che il tempo mi sfuggisse inutilizzato.

Pensate che bello, io suono la chitarra e posso dire che lavoro! Questo è sicuramente un vantaggio, anche se ha i suoi lati negativi: non riesco ad affrontare la musica con distrazione o disinvoltura, mi sento sempre impegnato ad annotare ogni idea, pensando che ognuna potrebbe essere quella giusta, quella che mi fa ‘svoltare’; per poi dimenticarla la mattina dopo. Ho imparato a lasciare che la musica ‘sedimenti’: se dopo poco sparisce o non la ricordo più, vuol dire che non valeva la pena di essere ricordata.

Nei momenti di difficoltà cerco di rinunciare a questa mia predisposizione: leggo e studio Giuliani o Carcassi proprio per non pensare. L’uno mi serve per riscaldare le mani, l’altro per dare un senso melodico e armonico ai miei studi. Così, quelle mattine difficili diventano piacevoli grazie alla disciplina. Oddìo, ‘piacevole’ è una parola eccessiva: diciamo che offrono spunto e ragione per far sì che la giornata in qualche modo inizi…

Perché questa esternazione? Non sono le confessioni di un disadattato o di un depresso cronico: sono le riflessioni di una persona che cerca di vivere di musica e vede tante cose che non girano per il verso giusto. Anche se devo aggiungere che la questione non è esclusivamente riferita alla musica (che sicuramente in questo momento soffre di maggiore crisi): pure in altri settori trovo amici con una consistente insoddisfazione, sia essa dovuta alla crisi economica, sia semplicemente a un fatto anagrafico. Quando si fanno i conti con il proprio passato, non sempre si tirano somme positive. La causa non è sempre un rimorso o un rimpianto: basta anche solo il dubbio che, se avessimo scelto un altro percorso, sarebbe andata meglio di come è andata. Ecco che allora si apre quel baratro che scava una pericolosa trincea ai nostri piedi e scurisce le nuvole sulla nostra testa.

Non sono un pessimista. Anzi, chi mi conosce bene sa che sono uno pieno di iniziative e idee, uno che ha trasformato anche i momenti difficili in opportunità. E la musica – soprattutto la chitarra – mi sono sempre stati di aiuto. Per questo motivo invito sempre tutti, maggiormente i più piccoli, ad appassionarsi a uno strumento: perché uno strumento può essere compagno e aiuto nelle vicende della vita.

Ora, potrebbe darsi che qualcuno si convinca che quanto ho scritto sia vero. E vorrebbe recuperare il tempo perduto prendendo per la prima volta lo strumento in mano. Per questa ragione, ultimamente, ho lavorato al progetto di portare in tablatura il Metodo di Carulli, aggiornandolo e rendendolo fruibile a tutti. Credo che proprio la didattica di primo livello vada implementata, perché apre sempre più porte alla conoscenza e alla passione.

Con l’arrivo della bella stagione, probabilmente nessuno farà caso a questo mio scritto. Il sole, il caldo e il mare o la montagna, riempiono il cuore e le giornate di ognuno di noi, rimandando i problemi e le riflessioni al prossimo autunno. O peggio, all’inverno. Allora meglio organizzarsi per tempo, preparando le armi e sfogliando le soluzioni.

Buon fingerpicking!

Reno Brandoni

...sull'Autore

Related Posts

Lascia il tuo commento