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  1. Alan Geddes Reply

    Che melodia bella, posso sentire qualche sfumature celtiche lì?

  2. Andrea Carpi Reply

    Ah, ecco, l’unghia come una pornostar insomma! 🙂
    Fatto sta che a me, provando a suonare in quel modo, mi viene una schifezza! Comunque ci riproverò…

  3. Alfonso Giardino
    Alfonso Giardino Reply

    Per gustarselo al meglio con tutti gli armonici: ascoltare in cuffia a volume alto.
    Bravissimo, Gabriele.
    Andrea, Gabriele fa crescere l’unghia del pollice verso l’esterno, proprio come se fosse un plettro “incorporato” (o “incarnito”…)! 🙂

  4. Gabriele Posenato Reply

    … questo è il brano di apertura del CD WINE & FEELING dedicato al mondo del vino, e il brano di chiusura del’opera teatrale VANGOG TUTTO ATTACCATO E SENZA L’ACCA sempre dedicato al mondo del vino.

  5. Gabriele Posenato Reply

    …sì la jumbo jet.
    in effetti ANDREA tengo il pollice e indice uniti così quando strummo in giù suono con l’unghia dell’indice e in su con l’unghia del pollice. permette una libertà maggiore.

  6. NonSoloBravo Reply

    Gabri ALL-IN-ONE, il chitarrista bionico con plettro e phaser incorporato… eheh!
    PS: La prossima volta che registri Friend’s Lament usa la Jumbo!

  7. Andrea Carpi Reply

    Ah, ah, evidentemente comincio ad avere dei miraggi senili! 🙂
    Eppure, in quella sezione, muovi la mano destra proprio come se tenessi un plettro: evidentemente hai un ‘pollice-indice-plettro’ incorporato!

  8. Gabriele Posenato Reply

    per Andrea: nessun gioco di prestigio, mai usato plettri in vita mia.

    per NonSoloBravo: in mancanza del pianista ci siamo divertiti con il phaser.

    a chi interessa l’acccordatura DADEBA (il cantino possibilmente 0.18 altrimenti accordato in LA sbambola opps… sbambo LA)

  9. Andrea Carpi Reply

    Oh, maestro, ma che, hai fatto un gioco di prestigio? Come hai fatto a passare dallo strumming al flatpicking? Il plettro dove l’avevi ficcato?

  10. Roberto De Luca Reply

    Che meraviglia!

  11. NonSoloBravo Reply

    Sono il primo a postare? Azz… Ciao Gabri, pezzo stupendo, come ti ho sempre detto fin dal giorno in cui ebbi l’onore di ascoltarlo in anteprima, mi emoziona sempre. Onestamente però non mi entusiasma l’uso degli effetti, preferisco (di gran lunga) il fraseggio accompagnato dal pianoforte. Ad ogni modo, questo per me è sicuramente una delle tue migliori creazioni. Un saluto.

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