Franco Morone – Back to My Best – Acoustic Guitar Records

morone cover

Inutile negarlo: per quello che mi riguarda, ma penso tranquillamente di poter estendere questa affermazione a una larga maggioranza dei musicisti che conosco, se mi sono avvicinato a un certo tipo di approccio alla chitarra e se ho imparato ad amare ‘certa musica’ è tutto merito suo. Durante i cupi (e non solo musicalmente) anni ’80, in Italia i nomi legati alla chitarra acustica erano due – Morone e Gambetta – e si riducevano drasticamente a uno, se ci si interessava al fingerstyle. Seguendo in tutti questi anni la carriera di Franco da una posizione quanto meno privilegiata non ho potuto fare a meno di apprezzare, oltre al tocco unico che ha sviluppatto sullo strumento, praticamente inconfondibile e riconoscibile di primo acchito, la grande capacità di confrontarsi con molti generi diversi ed essere sempre molto ‘dentro’ quello che suona. Oltre ad avere un talento unico nel saper ‘leggere’ la platea che gli sta di fronte e proporre sempre, attingendo da un repertorio praticamente infinito, la canzone giusta al momento giusto. Un artista che non si è mai fermato, non si è mai seduto su quanto aveva realizzato, ma ha sempre cercato di evolvere e maturare. E questo Back to My Best ne è la conferma più evidente. Invece di mettere insieme una raccolta di successi, sfruttando materiale già esistente (e a costo zero), Franco ha riproposto quelli che sono i suoi brani storici come li suona ora, in alcuni casi a quasi vent’anni di distanza dalla prima stesura. Sempre uguali e sempre diversi, arricchiti e abbelliti da tanta strada percorsa e molto rodaggio su palchi di tutto il mondo. Riconfermandosi, ancora una volta, un punto di riferimento imprescindibile del fingerstyle italiano. E il miglior stimolo possibile per incominciare ad apprezzare ‘certa musica’. O continuare a farlo.

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 9/2012, p. 14

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  1. Mario Giovannini Reply

    Per ‘tutto il resto’ è in arrivo una bella intervista… sul numero di ottobre

  2. Roberto De Luca Reply

    Gli 11/12 di ciò che suono vengono dalla “lezione” di Franco. “Stare dentro a quello che suona”: mi sa che hai colto l’aspetto più importante di Morone, al di là di tutto il resto (che è tantissimo…)

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