Musicisti in Trincea (23) – Creiamo una fisarmonica virtuale con pochi euro!

Autoproduzione e tecnologie di sopravvivenza
(di Francesco Manfredi) – Cari chitarristi, come state? Avete venduto anche voi tutta l’attrezzatura professionale per votarvi alla filosofia del minimalismo come me? Proprio In questi giorni su Netflix è uscito il documentario Minimalism, prodotto da due tipi fichissimi che hanno mollato tutto e vivono col minimo necessario, come due eremiti dell’era moderna. E da quando il mio studio si è rimpicciolito per far spazio a mia figlia, ormai lavoro solo con GarageBand sul mio Mac mini del 2012 e con Cubasis sul mio iPad. Più un’infinità di altre app a cui non riesco proprio a rinunciare.

In questi giorni è uscita anche la nuova versione di Audiobus, che consente di collegare anche gli ingressi e le uscite MIDI delle app musicali. Ma visto che non ho mai sfruttato appieno la versione precedente, Audiobus 2, che fretta c’è di comprare quella nuova? Non abbiamo detto che less is more? Allora, visto che vorrei evitare di comprare e accumulare ancora, oggi voglio evitare di comprare una fisarmonica, che amo tanto ma che di solito è difficile da ricreare in modo credibile su una tastiera o peggio ancora su una chitarra MIDI.

La fisarmonica è stata definita da qualcuno il pianoforte dei poveri per la sua semplicità e portabilità e, quindi, si presta benissimo al nostro minimalismo da trincea. Ci basta uno smartphone o un tablet, una tastiera MIDI da due ottave e qualche app per avere una fisarmonica quasi perfetta da suonare anche in piedi. Troverete qualche difficoltà nel caso del tablet, mentre se avete un iPhone sarete ancora più comodi: magari legatelo alla tastiera, senza farlo fracassare a terra però; io non mi ritengo responsabile!

Certo, ci sono delle app che simulano vari tipi di fisarmonica, ma sono difficili da suonare con due mani col touch screen, quindi ho pensato di dividere i compiti delle mani, proprio come nella fisarmonica vera. La sinistra suona gli accordi o dei loop direttamente sull’app, e la destra la melodia sulla tastiera MIDI.

Nel mio esempio userò Audiobus 2, Cubasis 2.1 e BeatHawk 2 con l’espansione Accordion, tutte app abbastanza economiche. Non ho ancora provato con GarageBand e Auria, ma il principo è simile per tutte le DAW per iOS, quindi usate ciò che avete già.
Ecco allora la procedura con tanto di foto illustrative:
1. Inseriamo BeatHawk e Cubasis come input in Audiobus 2.


2. Apriamo Cubasis e BeatHawk da Audiobus e creiamo una traccia MIDI in Cubasis, con Beathawk come plugin Audio Unit collegato alla nostra tastiera MIDI, caricando un suono di musette su uno qualsiasi dei 16 pad: io per esempio ho scelto il pad 5 evidenziato in giallo.


3. Apriamo dall’interfaccia di BeatHawk, sempre nella metà inferiore dello schermo, la terza tabella in alto rappresentata dall’icona della tastiera, per usare il suono di musette non come pad ma come strumento. La particolarità di BeatHawk rispetto alle altre beat machine, infatti, è la possibilità usare suoni e loop sia come single shot che come strumenti veri e propri.


4. Apriamo BeatHawk, sempre da Audiobus, assegniamo ai primi tre pad dei loop di accompagnamento sempre di musette, e blocchiamo la rotazione automatica dello schermo dell’iPad o iPhone in modo da poter reggere il nostro device con la mano sinistra in qualsiasi posizione. Stiamo attenti anche al tempo e al pitch originale dei loop, e aggiustiamo eventualmente il tempo di entrambe le app in modo che non alteri la qualità del suono. L’assegnazione dei loop è di solito mappata sul Do centrale, quindi se il loop suona strano dovete regolare il controllo del pitch di BeatHawk. Se per esempio il loop è stato registrato in Re, quando viene assegnato a un pad viene rimappato a Do in automatico: sarete voi a doverne alzare il pitch di due semitoni. Per fortuna, di solito, ogni loop riporta nel nome stesso il tempo e la tonalità originale.


5. Salviamo i preset su tutte e tre le app per poterle richiamare in futuro senza dover ripetere tutti i passaggi. E suoniamo finalmente l’accompagnamento con la mano sinistra sui pad del nostro telefono o tablet, e la melodia improvvisando sulla tastiera! Possiamo anche registrare il MIDI della nostra improvvisazione su Cubasis, mentre per registrare l’audio basterà usare nell’output di Audiobus un’app come AudioShare, che vi consiglio vivamente anche come database di tutti i vostri appunti audio.

Franceso Manfredi

Una volta appreso il meccanismo potete scegliere di triggerare in tempo reale qualsiasi loop di qualsiasi strumento, e se l’idea dei loop che suonano gli accordi non vi piace, potete usare il principio dei pad di beat machine come BeatHawk anche per associare singole note o power chords: le possibilità sono infinite, a voi la palla. Adesso, cosa vi inventerete?

Francesco Manfredi
Per ogni commento resto a disposizione ai miei soliti link:
francescomanfredi.net
twitter.com/fungosound

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