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		<title>Ferentino Acustica . XI edizione, 21-23 giugno</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 21:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[ferentino]]></category>

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		<description><![CDATA[– 21 giugno, ore 21, piazza Mazzini: Erika Gobbi; Paolo Mari; Liliac con Esther Oluloro (voce) e Giulia Zanni (chitarra); Delia Morelli (voce) e Giovanni Pelosi (chitarra).
– 22 giugno, ore 17, giardino del Palazzo Roffi-Isabelli: Open Mic coordinato da Leonardo Baldassarri; ore 21, piazza Mazzini; Deja con Serena Finatti (voce) e Andrea Varnier (chitarra); Giorgio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1870" class="wp-caption alignnone" style="width: 469px"><a  href="http://fingerpicking.net/files/zappa.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-1869" title="Riccardo Zappa, ospite del festival"><img src="http://fingerpicking.net/files/zappa.jpg" alt="Riccardo Zappa, ospite del festival" width="459" height="344" class="size-full wp-image-1870" /></a><p class="wp-caption-text">Riccardo Zappa, ospite del festival</p></div>
<p>– 21 giugno, ore 21, piazza Mazzini: <b>Erika Gobbi</b>; <b>Paolo Mari</b>; <b>Liliac</b> con Esther Oluloro (voce) e Giulia Zanni (chitarra); <b>Delia Morelli</b> (voce) e <b>Giovanni Pelosi</b> (chitarra).<br />
– 22 giugno, ore 17, giardino del Palazzo Roffi-Isabelli: Open Mic coordinato da Leonardo Baldassarri; ore 21, piazza Mazzini; <b>Deja</b> con Serena Finatti (voce) e Andrea Varnier (chitarra); <b>Giorgio Cordini</b>; <b>Davide Sgorlon</b>; <b>Riccardo Zappa</b>.<br />
– 23 giugno, ore 17, giardino del palazzo Roffi-Isabelli: Open Mic; ore 21, piazza Mazzini: <b>Leonardo Baldassarri</b>; <b>Micki Piperno</b>; <b>Reno Brandoni</b>; <b>Duck Baker</b>.<br />
<i>Info: www.facebook.com/pages/Ferentino-Acustica-Festival/297002278668.</i></p>
<p><a  href="http://fingerpicking.net/files/PUBBLICATO.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-1869" title="PUBBLICATO"><img src="http://fingerpicking.net/files/PUBBLICATO.jpg" alt="PUBBLICATO" width="179" height="97" class="alignnone size-full wp-image-1004" /></a><br />
<em>Chitarra Acustica, 6/2013, p. 6</em></p>
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		<title>Great Owl Guitar</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 21:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reno Brandoni</dc:creator>
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		<title>Baby Boom Baby</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 21:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reno Brandoni</dc:creator>
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		<title>È online Chitarra Acustica n. 6/2013</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 23:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editorial]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarra Acustica]]></category>

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		<description><![CDATA[È online il numero 6/2013 di Chitarra Acustica, di cui proponiamo gli editoriali di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.
«Goodbye Mr. Bob Brozman»
Abbiamo dato notizia sul sito di fingerpicking.net della improvvisa e inaspettata morte di Bob Brozman, avvenuta lo scorso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>È online il numero 6/2013 di </em>Chitarra Acustica<em>, di cui proponiamo gli editoriali di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su <a  href="http://chitarra-acustica.net/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">chitarra-acustica.net</span></a> o nei migliori negozi di strumenti musicali.</em></p>
<h3>«Goodbye Mr. Bob Brozman»</h3>
<p>Abbiamo dato notizia sul sito di fingerpicking.net della improvvisa e inaspettata morte di Bob Brozman, avvenuta lo scorso 23 aprile. In quell’occasione abbiamo voluto ricordarlo riproponendo la lunghissima intervista che ci aveva rilasciato durante l’edizione 2012 dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, dove era diventato un personaggio di riferimento e dove aveva da poco acquistato una casa con sua moglie Haley S. Robertson, immaginando tutta una serie di progetti in Italia, anche con la nostra collaborazione. A rileggerla adesso quell’intervista, che abbiamo pubblicato sul numero di settembre di <i>Chitarra Acustica</i> e che potete trovare all’indirizzo <i>http://andreacarpi.fingerpicking.net/bob-brozman-il-re-della-national-resophonic-guitar-e-altre-storie</i>, corre un brivido sulla schiena, perché parrebbe ai nostri occhi assumere quasi la valenza di un testamento spirituale, data la grande quantità di argomenti affrontati con passione e debordante urgenza comunicativa.<br />
<div id="attachment_1855" class="wp-caption alignleft" style="width: 335px"><a  href="http://chitarra-acustica.net/"><img src="http://fingerpicking.net/files/00-CA-06-13-cover-light.jpg" alt="“Chitarra Acustica”, n. 6, giugno 2013" width="325" height="459" class="size-full wp-image-1855" /></a><p class="wp-caption-text">“Chitarra Acustica”, n. 6, giugno 2013</p></div><br />
A un certo punto dell’intervista, parlando del suo modo di concepire lo spettacolo dal vivo e del suo rapporto con il pubblico italiano, Brozman diceva: «Il mio spettacolo invece è diverso: forse suono bene, ma la gente non si preoccupa veramente di che note io stia suonando. La gente o sta bene, oppure non sta bene. Quindi il mio messaggio è: “La vita è così breve, è così preziosa. Non è una bella serata questa? È così bello vivere e creare una memoria comune!” Sono molto toccato qui al Meeting di Sarzana, è molto emozionante stare qui!»<br />
Questo inno alla vita, che ben riflette l’immagine che Brozman ci dava di sé, di grande vitalità, energia ed entusiasmo, produce oggi incredulità, lacerazione e profondo smarrimento. Pensiamo poi al dolore e al forte turbamento che le tristi circostanze e contesti del dramma della sua scomparsa hanno potuto ingenerare nelle persone a lui affettivamente più vicine.<br />
Mentre stiamo per andare in stampa, la nuova edizione del Meeting di Sarzana si sta apprestando a dedicargli un ricordo nella serata inaugurale, alla presenza della moglie Haley. È a lei e alla sua personale memoria del marito che dedichiamo fin d’ora il nostro pensiero, la nostra comprensione e la nostra vicinanza, in attesa di raccontare nel prossimo numero le emozioni che quella serata e il festival tutto avranno suscitato.</p>
<p align="right"><b><i>Andrea Carpi</i></b></p>
<h3>«Bob»</h3>
<p>Che cos’è l’amicizia se non la versione discreta dell’amore. Puoi coltivarla senza vincoli o pregiudizi legati all’età, al sesso, alla religione e allo stato sociale. È l’unico atto d’amore di libertà assoluta. La puoi esibire senza timore o imbarazzo, puoi raccontarla ed esercitarla alla luce del sole, descriverla come parte importante della tua vita e soffrirci maledettamente quando per un qualsiasi motivo si dissolve.<br />
<div id="attachment_1857" class="wp-caption aligncenter" style="width: 469px"><a  href="http://fingerpicking.net/files/Bob-2013-light.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-1854" title="Bob al Premio Stefano Rosso 2013 (foto di Gabriella Vaghini)"><img src="http://fingerpicking.net/files/Bob-2013-light.jpg" alt="Bob al Premio Stefano Rosso 2013 (foto di Gabriella Vaghini)" width="459" height="306" class="size-full wp-image-1857" /></a><p class="wp-caption-text">Bob al Premio Stefano Rosso 2013 (foto di Gabriella Vaghini)</p></div><br />
Nessuno si stupisce dell’amicizia tra due persone dello stesso sesso, ansi le affinità la elevano e permettono un confronto più diretto. Quando ne senti parlare e capisci che è vera, ti commuove perché risveglia sentimenti assopiti che altrimenti si spegnerebbero nel silenzio della più assoluta solitudine.<br />
Il palco dell’AGM di Sarzana, la notte del giovedì 23 maggio, ha reso omaggio all’amicizia riversando sul pubblico la massima espressione di questo sentimento. Le parole l’hanno descritta e la musica ne ha raccontato i colori.<br />
Eravamo lì, in una notte di primavera che di quella stagione aveva solo lontano ricordo, infreddoliti e silenziosi, camminavamo nervosi all’interno della fortezza, pochi gli sguardi, meno le parole.<br />
Le voci sono lame di coltello, ti feriscono e ti accorgi che ti hanno colpito solo dopo un po’ che sanguini. Vorresti non sentirle, ignorarle, ma quando diventano un coro assordante, non puoi nascondere la testa tra le mani e devi guardare la faccia di chi urla, di chi senza ragione alcuna manifesta dissenso e sdegno solo per elogiare il proprio falso perbenismo, lanciando con gioia la propria pietra su un ricordo facilmente e rapidamente cancellato.<br />
Eppure eravamo lì ed eravamo in tanti, forse pochi di numero, ma ognuno di noi valeva i mille che non erano presenti, i mille che avrebbero voluto ascoltare ancora quella musica, quella lucida geniale follia che rotolava dal palco fin sulla gente. Così, le luci si sono spente e dopo brevi parole dettate dal cuore di Alessio, da quell’amore profondo che solo un amico sincero sa regalare, è ritornata la musica e le voci si sono spente, magari solo per una notte, regalandoci il più dolce e gradito dei ricordi.</p>
<p align="right"><b><i>Reno Brandoni</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Moon Going Down</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 08:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reno Brandoni</dc:creator>
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		<title>Galliate Master Guitar VI edizione, 7-9 giugno, Galliate, Castello Sforzesco</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 07:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
&#160;
– 7 giugno, ore 21, Sala Ottocentesca: “Chitarra e altre corde – Concerti acusmatici”, a cura di Eraldo Bocca e Dante Tanzi. I concerti offriranno una selezione di opere di musica elettroacustica create da compositori che hanno utilizzato suoni di chitarra (acustica o elettrica) o si sono serviti della chitarra MIDI per pilotare sintetizzatori. Saranno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://fingerpicking.net/files/galliate.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-1845" title="galliate"><img class="aligncenter size-full wp-image-1846" alt="galliate" src="http://fingerpicking.net/files/galliate.jpg" width="345" height="210" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>– 7 giugno, ore 21, Sala Ottocentesca: “Chitarra e altre corde – Concerti acusmatici”, a cura di <b>Eraldo Bocca</b> e <b>Dante Tanzi</b>. I concerti offriranno una selezione di opere di musica elettroacustica create da compositori che hanno utilizzato suoni di chitarra (acustica o elettrica) o si sono serviti della chitarra MIDI per pilotare sintetizzatori. Saranno proposte anche opere realizzate con suoni di violino, violoncello, contrabbasso, arpa (acustica e MIDI), arpa eolica, <i>guzheng</i> e <i>pipa</i> (strumenti a corde cinesi), oltre a brani realizzati con strumenti ibridi come lo <i>zitherum</i> (zither + drum) e la <i>lightharp</i> (arpa senza corde).<b> </b>I concerti prevedono l&#8217;interpretazione spazializzata delle opere mediante l’<i>acusmonium</i>, una vera e propria orchestra di altoparlanti di diverso calibro e potenza che, seguendo la descrizione del compositore francese François Bayle che l’ha concepito nel 1974, sono disposti «in modo da organizzare lo spazio acustico secondo le caratteristiche della sala e lo spazio psicologico secondo le caratteristiche dell&#8217;opera. Pianificando ‘tutti’ e ‘solo’, sfumature e contrasti, emergenze e movimenti, il musicista alla consolle diviene colui il quale concepisce un&#8217;orchestrazione e una interpretazione vivente».<b><i></i></b></p>
<p>– 8 giugno, ore 15-24: “Locanda in Corte” e “Mercato in Corte”; ore 15-19, Aula Consiliare: “Fingerstyle Life” con <b>Andrea Baileni</b>, <b>Giorgio Verderosa</b>, <b>Deja</b>, <b>Andrea Castelfranato</b>; ore 21: <b><i>Radio Kabouter</i></b>, concerto spettacolo con tutti coloro che hanno reso indimenticabile l’emittente nata a Novara negli anni ’70.</p>
<p>– 9 giugno, ore 15-24: “Locanda in Corte” e “Mercato in Corte”; ore 15-19, Aula Consiliare: “Fingerstyle Life” con <b>Dario Fornara</b>, <b>Roberto Dalla Vecchia &amp; Luca Francioso</b>, <b>Pietro Nobile</b>; ore 21: <b>Ralph Towner</b>.</p>
<p>Info: Associazione culturale ‘Valentino Airoldi’,<b> </b><i><a  href="http://www.masterguitar.it/">www.masterguitar.it</a></i>,<b> </b><i><a  href="mailto:scrivi@masterguitar.it">scrivi@masterguitar.it</a>.</i></p>
<p><a  href="http://fingerpicking.net/files/PUBBLICATO.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-1845" title="PUBBLICATO"><img class="alignleft size-full wp-image-1004" alt="PUBBLICATO" src="http://fingerpicking.net/files/PUBBLICATO.jpg" width="179" height="97" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Chitarra Acustica, 5/2013, p. 7</em></p>
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		<title>These Boots Are Made for Walking</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2013 06:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reno Brandoni</dc:creator>
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		<title>When the Castles Crumbled</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2013 21:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reno Brandoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È già passato un anno dal terribile terremoto del 29 maggio 2012. In molti hanno ricordato il 20 maggio, ma il 29 è stato forse più devastante… devastante anche per gli animi! Dopo il 20 maggio si pensava di aver già pagato il proprio &#8216;tributo&#8217; al fato, alla sfortuna, alla sorte o in qualsiasi altro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<br /><img src="http://fingerpicking.net/file/images/varini-whenthecastles.jpg" alt="media" /><br />

<p style="text-align: left;">È già passato un anno dal terribile terremoto del 29 maggio 2012. In molti hanno ricordato il 20 maggio, ma il 29 è stato forse più devastante… devastante anche per gli animi! Dopo il 20 maggio si pensava di aver già pagato il proprio &#8216;tributo&#8217; al fato, alla sfortuna, alla sorte o in qualsiasi altro modo si voglia chiamare. Il 29 ha risvegliato tutti di colpo, come se fossero una serie di atti terroristici… «Non puoi stare tranquillo… mai!» Per questo è impossibile – per chi abbia vissuto il terremoto – dimenticare. Ho chiesto a fingerpicking.net di caricare questo brano oggi, perché nelle notti che seguiranno sarà passato un anno da quando l&#8217;ho scritto. E il titolo non dice che i Castelli sono più importanti delle case o delle persone… ma vedere crollare un Castello, una Rocca, una Chiesa, una Scuola… dà ancor di più il senso dell&#8217;impotenza dell&#8217;uomo. Quando i simboli di un paesino crollano, la comunità perde dei riferimenti e di questo ho voluto raccontare. &#8220;When the Castles Crumbled&#8221; &#8216;racconta&#8217; questo.</p>
<p style="text-align: right;">
<em><strong>Massimo Varini</strong></em></p>
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		<title>Cross Road Blues</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2013 06:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reno Brandoni</dc:creator>
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		<title>Il canto delle balene</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
(di Roberto De Luca)
«Under the bridges/ Over the foam / Wind on the water / Carry me home»&#8230;
Ce l’hanno tutti, un armadio dei ricordi. Magari non proprio un armadio. Forse un comodino, o un cassetto o chissà.
Strana storia, questa degli armadi. Frutto della silenziosa sedimentazione prodotta dal tempo. All’improvviso: zac! Qualcuno recide il filo, stacca [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://fingerpicking.net/files/Il-canto-delle-balene.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-1826" title=""><img src="http://fingerpicking.net/files/Il-canto-delle-balene.jpg" alt="" title="Il-canto-delle-balene" width="459" height="344" class="aligncenter size-full wp-image-1827" /></a></p>
<p><em>(di Roberto De Luca)</em><br />
<em>«Under the bridges/ Over the foam / Wind on the water / Carry me home»</em>&#8230;</p>
<p>Ce l’hanno tutti, un armadio dei ricordi. Magari non proprio un armadio. Forse un comodino, o un cassetto o chissà.<br />
Strana storia, questa degli armadi. Frutto della silenziosa sedimentazione prodotta dal tempo. All’improvviso: zac! Qualcuno recide il filo, stacca la spina, chiude la finestra. Un evento nuovo, un brusco scarto dal tran tran quotidiano, un cambiamento profondo e l’armadio si chiude. Meglio, non si apre più.<br />
Tempo addietro ero nella mia vecchia casa paterna e gironzolavo intorno al mio armadio. Non che sia granché come armadio. Un vecchio armadio sfasciato. Contiene riviste e soprattutto dischi, vecchi 33 giri in vinile. Mi riesce difficile pensare che proprio quei dischi fossero il tesoro della mia adolescenza. Un tesoro che, credevo, avrei portato sempre con me. E invece è ancora lì, seppellito nell’indifferenza con la quale, di anno in anno, ci si abitua allo scorrere degli eventi.<br />
Andò più o meno come comunemente accade. Nuova casa, nuova vita e… «Questi dove li metto?» E addio tesoro.<br />
Aprire l’armadio dei ricordi provoca impressioni contraddittorie. Si comincia per gioco e si rischia di essere travolti da qualcosa di inaspettato, come accade a un pedone sbadato, mentre attraversa la strada che pensa di conoscere meglio.<br />
Il mio gioco consiste nell’indovinare il titolo dell’album semplicemente osservando il colore della copertina. I dischi sono allineati in verticale, e i colori a cui mi riferisco sono dunque sottilissime striscioline multi cromatiche addossate l’una all’altra. Qualche volta ci piglio, qualche volta no.<br />
L’altro giorno ce n’era uno che in qualche modo spiccava nel mucchio. Quell’arancione intenso si stagliava nettamente nella confusione cromatica dell’insieme, ma curiosamente non suggeriva alcun titolo, alcun nome. Delicatamente, l’ho tirato fuori dalla fila. Delusione. Un disco assolutamente anonimo, musicalmente parlando. Una vecchia antologia di Crosby, Stills &amp; Nash. Gli idoli della mia adolescenza, in un lavoro privo di senso, un’autocelebrazione legata a qualche stupido evento contingente, a bieche esigenze economiche, alla paura dei tristi anni ottanta che bussavano alla porta.<br />
Nessuna emozione musicale, ma immagini tante. Quel disco, in origine, non era mio. Apparteneva a un mio amico. Ricordo perfettamente il giorno dell’acquisto. Per dei sedicenni perennemente squattrinati, l’arrivo di un disco era un evento magico, quasi sempre legato a ricorrenze più o meno altisonanti. E questo, naturalmente, creava aspettative spasmodiche. Guai a sbagliare acquisto! Era molto più di uno smacco, quasi un’umiliazione, che continuava a bruciare per giorni e giorni. Rammento perfettamente la faccia del mio amico mentre il disco girava sul piatto. Per noi, CSN&amp;Y erano essenzialmente un disco live dal ruspante impasto sonoro, di grande impatto emotivo. E i suoni che l’impianto rimandava quel giorno non ci piacevano affatto: artefatti, troppo curati, quasi patinati. Gridammo al tradimento e non facemmo neanche nulla per dissimularlo. A quell’età un pizzico di crudeltà ci può stare, perciò infierimmo senza pietà sul nostro amico e sul suo acquisto tanto costoso quanto incauto. Lui accusò il colpo e si ritirò in un silenzio sdegnoso. Il tormento proseguì per qualche giorno, poi nessuno parlò più di quel disco.</p>
<p><a  href="http://fingerpicking.net/files/vento-sullacqua.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-1826" title=""><img src="http://fingerpicking.net/files/vento-sullacqua.jpg" alt="" title="vento-sull&#039;acqua" width="459" height="303" class="aligncenter size-full wp-image-1828" /></a></p>
<p>Sono tornato al presente e ho dato un colpo d’occhio ai titoli: “Carry On”, “Marrakesh Express”, Just a Song Before I Go”… Capolavori assoluti, che avremmo scoperto solo più tardi. Ho sorriso. Poi la tentazione ha avuto il sopravvento. Ho alzato il coperchio impolverato dell’impianto e ho messo su il vinile. Qualità sonora indecente, ma si capiva, nonostante gli anni, quanto il disco fosse nuovo. I rari, rarissimi ascolti non avevano impresso cicatrici indelebili sulla sua superficie, come sempre accadeva ai lavori musicali di cui quotidianamente ci nutrivamo.<br />
No, l’amico non aveva neanche tentato di farsi piacere quel disco, e forse in questo era stato più coerente di quanto allora non lo fossimo noi.<br />
Ma sull’ultima traccia qualcosa non tornava: la densissima polifonia vocale di “Wind on the Water”<em> </em>era okay, come pure la canzone vera e propria, gli arpeggi distesi di pianoforte, gli archi e tutto il resto; era sul finale che i conti non quadravano. Sull’ultima strofa, l’ultimo cantato «Vento sull’acqua / Portami a casa»… era lì, in quel punto che mi aspettavo quegli strani rumori, quei versi per me ormai familiari, visti i ripetuti ascolti degli anni successivi. Quel giorno, a casa del mio amico, li scambiammo per grida di gabbiani. Solo tempo dopo scoprimmo che si trattava invece di balene, del grido inquieto e affascinante dei grandi cetacei marini. La canzone, del resto, di quello parla: di mare, di natura, di vita e della follia degli uomini.<br />
Sul disco quei fischi non c’erano più. Al loro posto, l’odioso rumore della puntina che salta ripetutamente sui solchi. Polvere del tempo, ho pensato; ho sollevato la testina, ho pulito la superficie del disco e sono tornato all’ascolto. Stesso fastidioso scricchiolio. Le balene erano scomparse per sempre, tornate ai loro abissi incantati.<br />
Ho spento il tutto, ho sollevato il disco e l’ho riposto nella sua custodia, mentre la curiosità si faceva strada.<br />
La soluzione era però a portata di mano, e con essa una riflessione, una scoperta o forse la nuova consapevolezza di una verità che conoscevo già. Ebbene, molti anni addietro avevo un amico capace di dare un senso a un disco ascoltando la voce delle balene; un timido sedicenne, che a un mare di note celestiali preferì il canto delle balene. E soltanto quello si limitò ad ascoltare. Più e più volte, fino a incidere i solchi, rovinando per sempre il disco.<br />
Così, l’altra sera fumavo in giardino ruminando pensieri. Sarà forse deformazione professionale, ma non ho potuto fare a meno di domandarmi se oggi, da qualche parte, esista ancora un adolescente inquieto, capace di frugare tra i solchi sonori e lasciarsi rapire dal canto di una balena. Ammesso che un freddo MP3 possa poi, in qualche modo, conservarne la testimonianza.<br />
«Ma sì!» mi sono detto. Chi meglio di un sedicenne è alla perenne ricerca della voce del mare, del respiro della terra, del soffio della vita?<br />
Me lo sono visto davanti e ho provato un’improvvisa tenerezza: un adolescente disorientato. Solo, fra i tanti rumori del mondo. È un compito difficile, quello che lo aspetta. Ma ho fiducia. Anche lui, in mezzo a questo frastuono, riuscirà prima o poi a udire quel canto.</p>
<p><a  href="http://fingerpicking.net/files/PUBBLICATO.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-1826" title=""><img src="http://fingerpicking.net/files/PUBBLICATO.jpg" alt="" title="PUBBLICATO" width="179" height="97" class="alignnone size-full wp-image-1004" /></a><br />
<em>Chitarra Acustica, 4/2013, pp. 10-11</em></p>
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