Faith FECN Neptune serie Eclipse – Faith FSCETB Saturn serie Trembesi

(di Dario Fornara) – Patrick James Eggle è un liutaio di fama internazionale, apprezzato in più ambiti grazie a una trentennale carriera che lo ha visto impegnato nella costruzione di chitarre elettriche e acustiche, strumenti di qualità spesso con caratteristiche costruttive uniche e originali. Una passione, quella per la costruzione di chitarre, iniziata all’età di quindici anni e trasformatasi presto in una vera e propria ossessione permanente, finalizzata alla realizzazione del migliore strumento possibile. A metà degli anni ’90, abbandonato l’interesse per la produzione di strumenti solid body, lascia l’Inghilterra e si trasferisce in America nelle montagne del North Carolina per concentrarsi nella costruzione di chitarre acustiche, guadagnandosi presto la stima di musicisti e colleghi liutai. Ritornato in Inghilterra nel 2005 apre una nuova factory presso Oswestry, dove vengono realizzate le bellissime chitarre acustiche di liuteria che portano il suo nome, mentre recentemente crea il marchio Faith attraverso il quale propone un’interessante linea di chitarre acustiche, prodotte in Indonesia e controllate direttamente in Inghilterra, dove avviene il loro settaggio finale. Un ricco catalogo che comprende diverse linee di strumenti, tutti realizzati utilizzando legni masselli e caratterizzati da un rapporto qualità/prezzo vantaggioso, come dimostrato dalle due belle chitarre che sono arrivate questo pomeriggio: possiamo iniziare il nostro ‘sporco lavoro’!

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Faith FECN Neptune Baby Jumbo Electro
Eclipse Series
Lo strumento ha viaggiato nella sua bella custodia rigida, non troppo pesante e dotata di una comoda e massiccia maniglia imbottita che ne agevola il trasporto. Aperto lo scrigno, non si può che rimanere conquistati dalla bellezza e dall’eleganza di questa small jumbo, che con la sua finitura nera high gloss, i binding in acero chiaro marezzato e la rosetta della buca in abalone, non passa certo inosservata: uno spettacolo! Questo tipo di finitura è comune a tutta la linea Eclipse, strumenti concepiti per stare sotto le luci di un palco, una chitarra che forse trova la sua collocazione ideale nelle mani di qualche pop star, ma che sinceramente trovo bellissima anche nelle mie, nel contesto della mia cucina! Legni masselli, tavola in abete Engelmann selezionato e mogano per fondo e fasce, un lavoro di assemblaggio perfetto, compresa la non facile verniciatura. Il ponte e la tastiera sono realizzati in ebano macassar; questa monta degli insoliti tastini larghi e bassi, molto simili a quelli adottati in casa Gibson su alcuni strumenti, e anche il manico in mogano dalla sezione generosa e tondeggiante, per nulla scomodo, ricorda proprio quello di alcune vecchie semiacustiche di questo glorioso marchio. La tastiera non presenta inutili dot se non quelli giustamente montati sul suo bordo, mentre è presente al XII tasto una ‘F’ stilizzata in abalone, soluzione estetica moderna ed elegante. Il manico, che prevede un originale sistema di fissaggio alla cassa bolt-on a due spine specifico di Eggle, è di quelli stretti, 43 mm al capotasto e 55 mm di interasse tra la prima e la sesta corda al ponte: un po’ strettino per le mie mani, ma perfetto per molti; la suonabilità rimane comunque ottima anche grazie al perfetto lavoro di assemblaggio e finitura dei tasti, nonché grazie all’assetto e al settaggio generale della chitarra che, come detto, avviene presso gli stabilimenti della casa madre (testimoniato da un cartellino appeso alla paletta che riporta la firma autografa di un certo Rick!). Nut e selletta del ponte sono realizzati in Tusq, scelta che condivido pienamente, mentre la ‘generosa’ paletta monta delle ottime meccaniche Grover Rotomatic con chiavette nere.
Il suono di questa chitarra è molto bilanciato, non ci sono frequenze a primeggiare sulle altre, mentre rimane una caratteristica morbidezza timbrica di fondo, tipica del mogano e che qui ritroviamo unita ad un attacco preciso anche sulle corde basse. La chitarra ha un buon volume e una discreta proiezione; la catenatura sotto al piano armonico è un progetto originale di Patrick Eggle e sembra proprio pensata per consentire un migliore equilibrio timbrico. Le corde montate dalla casa madre sono delle D’Addario EXP .012, che influenzano non poco il risultato sonoro finale: se vi piacciono, okay; altrimenti vanno cambiate, punto.
Una delle particolarità più interessanti dello strumento è il sistema di amplificazione installato (la linea Eclipse comprende anche modelli semplicemente acustici): uno Shadow L4020 HEX Stereo Preamp abbinato a uno Shadow Nanoflex 6 Pickup, la cui caratteristica principale è quella di permettere una ripresa stereofonica del segnale. Per sfruttare questa possibilità bisognerà chiaramente utilizzare un cavo stereo di tipo a Y, collegando lo strumento a due amplificatori separati o più semplicemente a due canali dell’impianto, con i relativi controlli di pan completamente aperti. Sul pannello di controllo è presente un potenziometro con il quale è possibile variare l’ampiezza stereo dei due segnali: in particolare sarà possibile enfatizzare la separazione tra le corde alte e le corde basse seguendo una logica efficacemente descritta nel libretto di istruzioni allegato. Altri sei mini trimmer permettono di regolare il segnale in uscita di ogni singola corda, consentendo un perfetto bilanciamento del volume tra le stesse. La stessa ‘centrale’ di controllo incorpora un efficace accordatore, oltre ai consueti controlli per i toni e per la regolazione del volume generale. È inoltre presente un led che segnala lo stato di carica delle batterie e un tastino per l’inversione della fase. Ho collegato lo strumento a due amplificatori e devo dire che, al di là di un mio personale iniziale scetticismo, il sistema stereo permette realmente di creare sonorità interessanti e inusuali: molto banalmente è possibile enfatizzare le frequenze basse utilizzando un octaver, mentre sui cantini si può aggiungere del riverbero e un delay a tempo… le possibilità sono veramente infinite e alcune soluzioni decisamente creative! Chi utilizza ad esempio una loop station, pur non permettendo il sistema una completa separazione dei segnali, potrà ‘looppare’ in tempo reale solo la parte suonata sulle corde basse, senza necessariamente creare per sovrapposizione l’immagine sonora desiderata: un modo sicuramente più musicale e realistico rispetto al sistema traccia su traccia solitamente utilizzato! Se avete voglia di sperimentare, il divertimento è assicurato ma non solo: se avete la fortuna di avere a disposizione un impianto adeguato e un fonico al quale affidare il vostro suono, sera dopo sera, i risultati possono essere veramente sorprendenti…
E qui ritorno alla prima riflessione e al fatto che questo tipo di chitarra sembra proprio pensata per stare sotto i riflettori di un bel palco, con migliaia di watt alle spalle e migliaia di persone davanti… magari in un’altra vita! Della stessa serie fa pure parte una graziosissima parlour a scala corta, una ‘dark lady’ a 12 tasti, che a questo punto mi interessa proprio provare! Appello esplicitamente lanciato al distributore…

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Faith FSCETB Saturn Dreadnought Cutaway/Electro
Trembesi Series
Dreadnougth! Non poteva certo mancare… Anche questa bella chitarra, come la sorellina, è realizzata interamente con legni masselli. Lo shape della cassa è tipicamente dreadnougth, a spalla mancante, mentre le misure di manico, tastiera, nut e ponte ricalcano perfettamente quelle descritte precedentemente per la Eclipse. La finitura in questo caso è satinata e offre il piacevole contatto della mano sinistra con il mogano utilizzato per la costruzione del manico; solo la tavola armonica in abete Engelmann è lucidata e anche in questo caso il lavoro è ben fatto, privo di imperfezioni. Bella la buca ornata in abalone! Anche questa chitarra monta delle meccaniche Grover Rotomatic delle quali possiamo parlare solo bene e, similmente allo strumento precedente, sulla paletta troviamo l’accesso alla regolazione del truss rod, nascosto da un coperchietto in legno fissato con tre vitine. La vera novità, comune a tutta la linea Trembesi, è rappresentata proprio dall’utilizzo di questo particolare legno indonesiano per la realizzazione di fondo e fasce. Il trembesi è un legno che fa parte della famiglia dei mogani, ma presenta una marcata marezzatura che lo rende esteticamente assai più interessante; a livello di sonorità si pone a metà strada proprio tra il mogano e il palissandro, ricordando quest’ultimo per definizione, proiezione e spinta tipica sulle frequenze basse. Il volume acustico di questa chitarra è veramente notevole; il timbro non eccessivamente ‘scavato’ permette allo strumento di rispondere efficacemente anche al tocco delicato delle dita, pur rimanendo probabilmente più adatto all’energia del flatpicking.
Il sistema di amplificazione montato di serie, uno Shadow Performer Tuner Preamp abbinato a un rilevatore Shadow Nanoflex Pickup, lavora bene e in modo equilibrato pur presentando, a parere del sottoscritto, qualche asprezza di troppo sui cantini, facilmente controllabile dall’equalizzazione a due bande integrata nel pannellino di controllo. Questo sistema ha peraltro il pregio di ‘sentire’ microfonicamente le percussioni prodotte sulla cassa dello strumento, pur non essendo dotato esplicitamente di un microfono; la qualità della riproduzione, con tutti i limiti del caso, è buona e sufficiente a coprire le necessità di buona parte dei chitarristi che utilizzano queste tecniche senza abusarne! Ho riscontrato questa caratteristica anche sul modello precedentemente testato e, anche in quel caso, il risultato timbrico era stato allo stesso modo sorprendente e apprezzabile. Anche questo sistema incorpora un accordatore, dal funzionamento onesto, e un tastino per cambiare la fase del segnale in uscita. Presente il secondo bottone per la tracolla, fissato sul tacco del manico, un’ottima cosa se consideriamo il chitarrista medio incapace di fissarne uno autonomamente in quella posizione: bene!
Finito il pomeriggio, finite le prove. Ma le chitarre sono rimaste nel mio studio come al solito per qualche giorno, durante i quali si è rafforzata l’idea di aver conosciuto un nuovo marchio con ottimi strumenti in catalogo, dal buon rapporto qualità/prezzo.
Aspetto la Parlour…

Dario Fornara
www.dariofornara.it
dariofornara1@alice.it

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 9/2013, pp. 40-42

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