Fabrizio De André – Anime salve Legacy Edition

Rca Records Label – Nuvole Production
COVER-ANIME-SALVE-LEGACY-EDITIONDi solito si dice che la grandezza di un artista si misura dopo la sua scomparsa. Solo allora riceve il giusto tributo alla sua arte e la meritata riconoscenza. Per Fabrizio De André non è stato così: l’immensità della sua arte era evidente e apprezzata da tutti; la crescita esponenziale della sua opera, che da Crêuza de mä in poi ci aveva abituato ad aspettarci sempre qualcosa di nuovo, qualcosa in più, non veniva mai tradita e ogni lavoro era un passo in avanti verso l’innovazione, la fantasia, la spregiudicata voglia di osare non tradendo mai sé stesso, le proprie idee e i propri princìpi.

Pur cambiando costantemente direzione, Fabrizio De André era coerentemente determinato, le sue scoperte e le sue intuizioni erano frutto di un unico ostinato pensiero che racchiudeva perfezione, determinazione, ma innanzitutto curiosità. Per questo è così difficile ri-arrangiare le sue opere: sono già così perfette, così analizzate in ogni singolo dettaglio, che provare a cambiarle o a migliorarle sa tanto di profanazione. È come tentare di arrangiare “Imagine” di John Lennon: il risultato sarà sempre una spanna più in basso dell’originale, che è irreplicabile in quanto imprescindilmente legato al suo autore.

Allora come si fa a celebrare un artista così ‘definito’ come De André? L’operazione non è semplice e la fatica spesso può risultare vana.

Devo riconoscere tuttavia che tutte le celebrazioni del cantautore sono state accompagnate dal buon gusto: mai si è tentato di speculare sulla sua musica o sulla sua figura, si è sempre cercato di salvaguardare l’intento originario riproponendo, più che ‘nuove versioni’, versioni curate in maniera particolareggiata nella confezione, nei libretti che ora finalmente presentano ricordi e appunti dell’autore.
È il caso di questo Anime salve – Legacy Edition, una riproposizione dell’ultimo lavoro di De André in una confezione con due album: l’originale e in più la versione del concerto dal vivo del 1997. Il cofanetto con due CD contiene un libretto di quaranta pagine, mentre la versione in vinile contiene un libretto di otto pagine. I contenuti del lavoro ufficiale sono quelli noti, ovvero “Prinçesa”, “Khorakhanè” (A forza di essere vento), “Anime salve”, “Dolcenera”, “Le acciughe fanno il pallone”, “Disamistade”, “’Â Cúmba”, “Ho visto Nina volare”, “Smisurata preghiera”; mentre quelli del live sono “Prinçesa”, “Khorakhanè” (A forza di essere vento), “Anime salve”, presentazione “Dolcenera”, “Dolcenera”, “Le acciughe fanno il pallone”, presentazione “Disamistade”, “Disamistade”, “’Â Cúmba”, “Ho visto Nina volare”, presentazione “Smisurata preghiera”, “Smisurata preghiera”.

Sicuramente è di particolare spicco nel libretto allegato il testo di presentazione di John Vignola, il quale propone un excursus storico, artistico e qualitativo di quest’ultimo lavoro di De André, che non suona come un testamento ma come tappa di un percorso che ci avrebbe portato chissà dove. È forse proprio questo mistero di una meta che lascia aperte mille opportunità a dispiacerci di più nella scomparsa artistica di Fabrizio: questo inseguire idee e opportunità che si affacciano sulla balaustra di un precipizio, dove di certo ci aspetta un lungo volo, ma anche un nuovo viaggio verso l’ignoto.

Ben vengano allora questi momenti commemorativi, questi ricordi che riportano al presente un’arte che – anche se sepolta da vent’anni di storia – è attuale e, paradossalmente, vede molto più avanti di quanto i nostri occhi possano guardare. Perché immaginare non è solo l’arte d’inventare, ma anche quella di sentire. E Fabrizio De André sapeva ascoltare.

Reno Brandoni

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