È online il sesto numero di Chitarra Acustica

È online il sesto numero di Chitarra Acustica, di cui vi proponiamo qui l’editoriale e che potete andare a sfogliare o scaricare gratuitamente al link http://chitarra-acustica.net.

Vecchi hippy tornano

La storia di Tom Bedell e di sua moglie Molly assomiglia a una piccola favola moderna, quasi al racconto di un Siddharta vissuto nel mondo della musica e della chitarra.
Due ‘vecchi hippy’, come amano farsi chiamare, al punto da aver contrassegnato la propria impresa con il marchio ‘Two Old Hippies’, sono cresciuti negli anni sessanta profondamente coinvolti dai sogni creativi dei figli dei fiori, dalla passione per la pace, l’amore e la musica. In questo clima Tom, per ottenere un adeguato riconoscimento alle lezioni di chitarra che teneva nel negozio di strumenti del suo paese d’origine, Spirit Lake nello Iowa, e per offrire maggiori opportunità alla propria comunità introducendo strumenti più accessibili, già all’età di quattordici anni avviava un’importazione selezionata di chitarre acustiche dal Giappone, appoggiandosi alle attività di famiglia. Poi i due, come di solito accade, hanno cominciato a fare i conti con il ‘mondo reale’, hanno messo su famiglia e, sulle orme di papà Bedell, hanno intrapreso una lunga carriera nel campo dell’equipaggiamento per la pesca amatoriale, ottenendo successi internazionali. Al culmine del successo hanno deciso di vendere la compagnia ma, spaventati dall’idea di un pensionamento privo di attività, hanno pensato di riprendere in mano i propri sogni adolescenziali e di dar loro corpo creando una nuova impresa commerciale ad Aspen in Colorado: la Two Old Hippies, appunto, che si occupa di diversi prodotti ispirati in vario modo allo stile di vita della cultura alternativa di quegli anni sessanta, dall’abbigliamento ai memorabilia musicali, dai prodotti artigianali di diverse culture alle chitarre di qualità. Tra queste emergono i marchi di propria produzione costruiti in Cina, Bedell e Great Divide, che hanno raggiunto in poco tempo una diffusione e un riconoscimento internazionali: all’ultimo Summer NAMM, una commissione di sei esperti del settore ha selezionato la Bedell tra le sei “Compagnie da tener d’occhio”, e la serie Heritage della Bedell tra gli otto prodotti “Migliori della mostra”.
È questa la storia riuscita di una quadratura del cerchio, di una riconciliazione tra il mondo dei sogni e il mondo della realtà, in un felice ritorno alle origini, alle radici delle proprie passioni e ideali, dopo aver sperimentato le questioni ‘pratiche’ dell’esistenza. Ma è anche la storia, per calarci di più nella nostra contemporaneità, di come le tradizionali competenze del mondo occidentale possano essere messe utilmente a confronto con il mercato globale, con le nuove opportunità offerte dalla globalizzazione e dalle sue esigenze di riequilibrio. Sono queste le ricette che dovremmo seguire per affrontare i ‘mari agitati’ della crisi? Probabilmente sì, se vogliamo evitare i risvolti ‘asettici’ della cosiddetta ‘deriva finanziaria’ che la nostra economia sta attraversando.
Quello che è certo, è che in questa contingenza vanno ricercate con impegno occasioni di solidarietà, di sinergia e di condivisione. È un po’ quello che intendevamo dire nel nostro primo editoriale, quando parlavamo della «nostra attività multiforme e polivalente» e del fatto che preferiamo «presentarci come un ‘contenitore’ aperto, nel quale le più varie componenti del settore della chitarra acustica potranno esprimere i loro diversi punti di vista». In questo numero ci presentiamo per esempio anche nella veste di produttori di libri e spartiti, con la collana “Fingerpicking.net” distribuita da Carisch, alla quale abbiamo voluto dare un lancio decisivo in questo inizio di stagione: troverete quindi interviste agli autori ed esempi musicali tratti dai nuovi libri di Stefan Grossman, Peppino D’Agostino, Riccardo Zappa, Reno Brandoni e Giorgio Cordini. A cui si aggiunge il Trattato di chitarra flatpicking di Beppe Gambetta, che è stato realizzato direttamente dalla Carisch e al quale siamo particolarmente affezionati.
Inoltre inauguriamo finalmente uno spazio dedicato alla chitarra classica, con un ampio servizio sul Fiuggi Guitar Festival. In questa avventura classica all’interno di Chitarra Acustica saremo accompagnati da Roberto Fabbri, che ha diretto il festival di Fiuggi imprimendogli un carattere di apertura verso altri generi musicali come il flamenco, il jazz, la canzone napoletana, il folklore latino, il repertorio ‘popular’ e la stessa chitarra acustica. Queste del resto non sono idee nuove per Fabbri, che gli derivano dalla sua coerente appartenenza alla ‘Scuola romana di Santa Cecilia’, fondata dal compianto Mario Gangi con Carlo Carfagna.
Da ultimo, ma non per minore importanza, segnaliamo l’inizio della collaborazione di Andrea Petretto, avvocato esperto nei diversi aspetti del diritto d’autore e del diritto informatico, oltre che appassionato di chitarre resofoniche. Ci guiderà per mano nelle varie questioni legali che potremo incontrare nella nostra attività musicale. E anche questo, della questione legale, è in tutti i sensi un punto nodale dell’epoca incerta che stiamo attraversando.

Andrea Carpi

Here is the editorial for the sixth issue of Chitarra Acustica, that is now online and that you can go and leaf through or download at http://chitarra-acustica.net.

Old Hippies Come Back

The story of Tom Bedell and his wife Molly is like a little modern fairy tale. It’s almost the tale of a Siddharta who’s lived in the world of music and guitar.
Two ‘old hippies’, who loved their nickname enough to call their own company by the brand-name ‘Two Old Hippies’, grew up in the sixties and were deeply caught up in the creative dreams of flower power and passionate for peace, love and music. It was in this climate that Tom began importing selected acoustic guitars from Japan at the young age of fourteen, using the support of his family’s business. He wished to receive adequate recognition for the guitar lessons he held in the local music shop in his home town Spirit Lake, Iowa, and to offer greater opportunity to his own community by introducing instruments at an accessible price range. Then the two of them, as often happens, began to come to terms with the ‘real world’. They now had their own family to support and decided to follow in the footsteps of daddy Bedell, so they began a long career in the field of equipment for amateur fishing and had international success. At the peak of this success, they decided to sell the company but were frightened by the idea of a retirement without work. So they thought they would take up their adolescent dreams again and make them real by creating a new company in Aspen, Colorado: the Two Old Hippies, who deal with a range of products inspired in various ways by the lifestyle of the alternative culture from the sixties, from clothing to musical memorabilia, from artisan products from various cultures to high-quality guitars. Amongst these, their own brands Bedell and Great Divide, which are produced in China, have emerged and over a short period of time have reached international distribution and recognition. At the last Summer NAMM, a commission of six experts from the sector selected Bedell amongst the six “Companies to Watch”, and the Heritage series by Bedell was the one of the eight products selected as “Best in Show”.
This is the success story of a squaring of the circle, of reconciliation between the world of dreams and that of reality, of a happy return to the beginning and to the roots of our own passions and ideals, after having experimented with the ‘practical’ questions of existence. But it’s also the story, to bring us back to our contemporary situation, of how the traditional skills of the western world can be usefully compared, on the global market, with the new opportunities offered by globalisation and its need to find a new balance. Are these the recipes that we need to follow in order to tackle the ‘stormy seas’ of the crisis? They may well be, if we want to avoid the ‘aseptic’ implications of the so-called ‘financial drift’ that our economy is passing through.
What’s certain is that in this contingency, opportunities for solidarity, synergy and sharing should be energetically sought out. It’s what we wanted to say with our first editor’s review, when we spoke of «our multifaceted and all-encompassing activity» and of the fact that we preferred to «think of ourselves as an open ‘container’, in which the most diverse components of the acoustic guitar sector can express their different points of view». In this current issue, for example, we have introduced ourselves in the role of producers of books and musical scores, with the edition “Fingerpicking.net” distributed by Carisch, which we wished to give a decisive thrust to in this initial season. So you’ll find interviews with authors and musical examples taken from the new books by Stefan Grossman, Peppino D’Agostino, Riccardo Zappa, Reno Brandoni and Giorgio Cordini. To these, we have added the Trattato di chitarra flatpicking by Beppe Gambetta, that was published directly by Carisch and which we are particularly fond of.
What’s more, we have finally opened a new section dedicated to classical guitar with an ample article on the Fiuggi Guitar Festival. In this classical adventure that’s part of Chitarra Acustica, we will be accompanied by Roberto Fabbri, who directed the festival at Fiuggi – it was he who gave the festival its characteristic openness towards other musical genres such as jazz, Neapolitan songs, Latin folklore, folk repertoire and the acoustic guitar. These are not new ideas for Fabbri, as they stem from the ‘Scuola romana di Santa Cecilia’, founded by the late Mario Gangi with Carlo Carfagna, which Fabbri coherently belongs to.
Last but by no means least, we would like to highlight the first contribution of Andrea Petretto, an expert solicitor in the various aspects of copyright law and legal aspects of computing, as well as a fan of resonator guitars. He will guide us by the hand through the various legal questions we could come across in our musical work. And this too is, in every sense, a key aspect of the uncertain epoch we are going through.

Andrea Carpi

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Redazione

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  1. Andrea Tarquini Reply

    Ottimo Andrea Carpi, spero di vedervi presto anche in edicola!

  2. Lauro Reply

    nel mio piccolo, per la mia piccolissima parte, non posso che ringraziare tutti del supporto e dell’apprezzamento e confessare che è sempre una emozione vedere “uscire” un documento; poi se fosse anche cartacea… ehm… Roberto… altro che fascino 😉

  3. Fulvio Montauti Reply

    La retrospettiva su Stefan Grossman è assolutamente fantastica. Di numero in numero trovo un innalzamento esponenziale della qualità. Non posso fare a meno di rinnovare i miei complimenti a quanti si prodigano nel realizzare questa rivista. Complimenti non solo meritati, ma persino dovuti, vista la distribuzione gratuita.
    Un infinito grazie.
    Fulvio

  4. robypit Reply

    Bravi,
    continuate su questa strada, finalmente una rivista seria senza follie con consigli di tecnica e musica da suonare!!!!!
    ottima l’idea di una rivista online ma non scarterei definitivamente il cartaceo che ha sempre un suo fascino.
    Roberto

  5. Stefano Vessicchio Reply

    Grazie Andrea, per aver pubblicato quella bellissima prospettiva su Stefan Grossmam; sai bene quanto ho nel cuore Stefan, e penso che se l’è veramente meritata. Grazie ancora, anche per la rivista e tutti gli altri articoli.

    Stefano Vessicchio

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