È online il quarto numero di Chitarra Acustica

È online il quarto numero di Chitarra Acustica, di cui vi proponiamo qui l’editoriale e che potete andare a sfogliare o scaricare gratuitamente al link http://chitarra-acustica.net.

Chitarre da sogno

Nella presentazione del numero uno di Chitarra Acustica sul sito, scrivevamo: «I primi numeri raccoglieranno principalmente quanto ci sembrerà più adatto e rappresentativo tra le cose pubblicate negli ultimi tempi su Fingerpicking.net. Con l’andare del tempo il sito e la rivista tenderanno naturalmente a differenziarsi maggiormente.» Siamo soltanto al quarto numero e, con un’accelerazione che non immaginavamo, assistiamo già a un’inversione di tendenza: nella rivista gli articoli nuovi tendono ad essere di più rispetto a quanto già apparso sul sito, così che quelli più interessanti da commentare vanno in un secondo momento in home page su Fingerpicking,net, bollinati per evidenziarne la provenienza. Evidentemente la forma in teoria ‘vetusta’ della rivista mensile, con le sue scadenze e le sue esigenze, dimostra una vitalità e una funzione di stimolo insospettabili. E questo è un fatto positivo, che ci rafforza nella convinzione di aver operato una scelta giusta. Ma d’altro canto non ci esime dal tentare sempre di aggiustare il tiro e trovare il miglior equilibrio possibile tra rivista e sito, nella circolazione degli argomenti e nei diversi piani di lettura e di partecipazione. Come al solito, in questa ricerca, i vostri commenti e suggerimenti saranno fondamentali.
Siamo in tempi di festival di chitarra acustica e siamo reduci da una bellissima nona edizione di Ferentino Acustica, una manifestazione a noi particolarmente cara, in primo luogo perché curata dal nostro ‘direttore artistico’ Giovanni Pelosi. Il privilegio di raccontarla è andato questa volta ad Alfonso Giardino, che ha potuto in questo modo compensare la sua forzata assenza dall’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana. Alfonso si è soffermato soprattutto ad osservare come queste rassegne legate al territorio mettano in luce la potenzialità della musica per chitarra acustica: in queste circostanze la nostra musica non appare come una ‘musica di nicchia’, ma viene accolta con soddisfazione e interesse da un pubblico assolutamente non ‘specialistico’. È un discorso ricorrente: quando riusciamo a far conoscere la nostra musica, quando la nostra musica riesce ad arrivare a qualcuno, questo qualcuno generalmente non resta indifferente. Ed è l’annoso problema dell’informazione ufficiale, dell’informazione di massa, che non è in grado di dare la visibilità che meritano alle realtà apparentemente ‘minoritarie’. I prossimi appuntamenti, quindi, saranno al Fiuggi Guitar Festival, ad Acoustic Franciacorta, a Madame Guitar…
La copertina di questo mese è dedicata, con nostra grande soddisfazione, a uno dei più promettenti rappresentanti della liuteria italiana, Mirko Borghino, che ha mostrato un grande spirito di intraprendenza e una positiva volontà di affermazione, proponendoci per l’occasione uno strumento ‘da sogno’: una replica particolarmente impreziosita della famosa chitarra ‘Shakti’ realizzata dal liutaio Abraham Wechter per John McLaughlin, che ne fece un’icona della sua pionieristica visione di una ‘world music’ ispirata all’incontro tra una fusion acustica e la tradizione musicale dell’Estremo Oriente indiano.
Certo, noi non smetteremo mai di dare rilievo ai grandi e prestigiosi marchi industriali e semiartiginali, che assicurano una produzione consolidata di chitarre divenute profondi oggetti del desiderio; né trascureremo di informare sulle numerose chitarre di fasce più economiche, che fortunatamente oggi mostrano sempre più spesso un rapporto qualità/prezzo impensabile in passato, offrendo grandi opportunità a chi inizia e intraprende lo studio della chitarra. Ma, pensando di interpretare in questo modo lo spirito degli amanti della chitarra acustica, riserveremo sempre uno spazio speciale al mondo della liuteria, e in particolare anche della liuteria italiana: la chitarra di liuteria ha infatti il compito di mantenere vivo e alimentare la dimensione del ‘sogno’, il sogno che almeno una volta nella vita si possa aggiungere al proprio parco strumenti quella chitarra ‘unica e irripetibile’, che rappresenti al più alto livello la ricerca della propria identità personale, della propria ‘leggenda personale’.
La chitarra ‘Shakti’, nella fattispecie, ha rappresentato per me stesso uno dei ‘sogni da realizzare’: con le sue evocative corde di risonanza, con la sua tastiera ‘scalloped’ destinata a riprodurre le più sensibili sottigliezze melodiche, mi ha sempre restituito l’idea dell’incontro tra la chitarra acustica, lo strumento ‘popolare’ per eccellenza del mondo contemporaneo, e le grandi costruzioni modali delle musiche tradizionali.
Here is the editorial for the fourth issue of Chitarra Acustica, that is now online and that you can go and leaf through or download at http://chitarra-acustica.net.

Dream Guitars

In the presentation of issue number one of Chitarra Acustica on the website, we wrote: «The first issues will be a collection of the most interesting and relevant features recently published on Fingerpicking.net. With the passing of time, the website and the magazine will naturally tend to differ more.» We are only at issue number four and with an acceleration that we couldn’t have imagined, we are already witnessing a change in trend: there tends to be a greater number of new articles in the magazine with respect to those already published on the website, so that the most interesting ones to comment on are published later on the homepage of Fingerpicking.net, with a stamp to show where they’ve come from. Evidently the theoretically ‘out-of-date’ form of the monthly magazine, with its deadlines and necessities, shows an unexpected vitality and acts as a stimulus. And this is a positive fact, that strengthens our conviction that we made the right choice. But, on the other hand, it doesn’t exempt us from trying to always adjust our gauge and find the best possible balance between magazine and website, in terms of the circulation of arguments and in the various levels of reading and participation. As usual, in this research, your comments and suggestions are fundamental.
We are in the middle of a period of acoustic guitar festivals and we have just come back from a truly beautiful ninth edition of Ferentino Acustica, an event that’s particularly dear to us, first and foremost because it’s organised by our ‘art director’ Giovanni Pelosi. The privilege of talking about it has gone this time round to Alfonso Giardino, who has been able this way to make up for his forced absence from the Acoustic Guitar Meeting in Sarzana. Alfonso paused above all to observe how these events, which are tied to certain areas, highlight acoustic guitar music’s potential. In these circumstances our music doesn’t appear as ‘niche’, but is met with satisfaction and interest by a completely non-specialist public. It’s always the same. Whenever we manage to get our music recognised, whenever our music manages to communicate with people, they do not generally remain indifferent. And it’s the age-old problem of official information, information through the mass media that isn’t able to give the visibility to apparent ‘minorities’ that they deserve. So the next appointments will be at the Fiuggi Guitar Festival, at Acoustic Franciacorta and at Madame Guitar…
With great satisfaction, we have dedicated this month’s cover page to one of our most prominent representatives of Italian luthiery – Mirko Borghino. He has shown great initiative and a positive desire to achieve something special, by presenting us with a ‘dream’ guitar for the occasion. It’s a particularly precious replica of the famous ‘Shakti’ guitar made by luthier Abraham Wechter for John McLaughlin, who made an icon out of it with his pioneering vision for ‘world music’ inspired by the meeting point in a fusion of acoustic and traditional music from the Indian Far East.
Of course, we will never stop emphasising the great and prestigious industrial and semi-artisan brands, that have guaranteed a consolidated production of guitars that have become meaningful objects of desire. Nor will we neglect to talk about the numerous low-budget guitars, that fortunately today offer quality at a low price – a thing that was unthinkable in the past – and as such offer great opportunities to anybody taking up learning the guitar. But, with the intention of representing the spirit of acoustic guitar lovers, we will also always reserve a special space for the world of luthiery, and in particular for Italian luthiery. In fact, the luthier’s guitar has the task of nurturing the dimension of a ‘dream’ and keeping the hope alive, that at least once in your life that ‘unique and unrepeatable’ guitar will reach your own collection of instruments. It represents the quest for your personal identity at the highest level – your own ‘personal legend’.
The ‘Shakti’ guitar, in the case in point, represented my own ‘dream to be fulfilled’. With its evocative resonance strings, with its scalloped fretboard that’s purpose-made to reproduce the most sensitive melodic subtleties, it has always given me the idea of being the perfect hybrid between an acoustic guitar – the embodiment of the people’s instrument within the contemporary world – and the great modal creations of traditional musics.

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Redazione

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