È online Chitarra Acustica n. 7-8/2012

È online il numero 7-8/2012 di Chitarra Acustica, di cui vi presentiamo l’editoriale di Andrea Carpi e che potete sfogliare o scaricare qui.

«E la chiamano estate»


Come annunciato, in questo numero abbiamo voluto innanzitutto ricordare Doc Watson, grande testimone della tradizione musicale degli Stati Uniti recentemente scomparso. Lo abbiamo fatto in modo molto semplice, chiamando a raccolta tre amici ed esponenti del flatpicking nel nostro paese, per raccontare in modo personale l’eredità musicale e culturale che Doc lascia a tutti noi: Beppe Gambetta, che ha avuto l’onore di conoscerlo e suonare insieme a lui, Roberto Dalla Vecchia e Andrea Tarquini.

È intanto finita la prima tornata dei grandi festival italiani dedicati alla chitarra acustica: questo mese ci concentriamo soprattutto sulla quindicesima edizione del Meeting di Sarzana e su Ferentino Acustica, che ha raggiunto il traguardo della decima edizione e delle cinque giornate di programmazione. A Sarzana, in particolare, abbiamo raccolto un numero considerevole di interviste, che manterranno vivo il nostro interesse per diversi numeri ancora della rivista.
Dopo la pausa estiva partirà la seconda tornata di manifestazioni, in special modo con Acoustic Franciacorta e Madame Guitar, di cui presentiamo i programmi e alcune anticipazioni. A questo proposito invitiamo tutti a partecipare su fingerpicking.net al concorso “Un brano originale per la chitarra acustica”, la cui fase finale si svolgerà appunto ad Acoustic Franciacorta.
La storia di copertina abbiamo invece voluto consacrarla a un nostro vecchio pallino di sempre, le chitarre di alta liuteria Collings. Il nostro interesse nei loro confronti è partito dalla ben nota battuta di Stefan Grossman: «Ti piace il suono delle vecchie Martin? Allora prenditi una Collings!» Un affermazione di non poco conto.
Ci è sempre piaciuto pensare che l’amore per la chitarra acustica non debba esprimersi esclusivamente in una dimensione di chitarra sola, con il rischio di tradursi in una visione solipsistica, ma possa ampliarsi verso gli ambiti della musica d’insieme e della canzone. Da questo punto di vista il basso acustico, con il suo ruolo fondamentale nel costruire le basi armoniche di un brano musicale, può rappresentare uno stimolo essenziale verso una pratica orchestrale e di gruppo della musica. Abbiamo così affidato una nuova rubrica di basso acustico a Dino Fiorenza, un virtuoso delle tecniche più innovative del basso in genere, un musicista molto considerato anche all’estero nel lavoro in sala d’incisione e in campo didattico.

In questo nostro primo anno di vita ‘cartacea’, abbiamo alla fine pensato più giudizioso rispettare il precetto del riposo estivo. Ci fermeremo quindi ad agosto e riprenderemo dal mese di settembre. Per gli abbonati non cambierà nulla, perché riceveranno in ogni caso dodici numeri effettivi della rivista. Del resto, in questi tempi difficili per tutti, un momento di pausa e di riflessione si rende necessario per riprendere le migliori energie fisiche e spirituali.

Andrea Carpi

È online il numero 7-8/2012 di Chitarra Acustica, di cui vi presentiamo l’editoriale di Andrea Carpi e che potete sfogliare o scaricare qui.

«E la chiamano estate»


Come annunciato, in questo numero abbiamo voluto innanzitutto ricordare Doc Watson, grande testimone della tradizione musicale degli Stati Uniti recentemente scomparso. Lo abbiamo fatto in modo molto semplice, chiamando a raccolta tre amici ed esponenti del flatpicking nel nostro paese, per raccontare in modo personale l’eredità musicale e culturale che Doc lascia a tutti noi: Beppe Gambetta, che ha avuto l’onore di conoscerlo e suonare insieme a lui, Roberto Dalla Vecchia e Andrea Tarquini.

È intanto finita la prima tornata dei grandi festival italiani dedicati alla chitarra acustica: questo mese ci concentriamo soprattutto sulla quindicesima edizione del Meeting di Sarzana e su Ferentino Acustica, che ha raggiunto il traguardo della decima edizione e delle cinque giornate di programmazione. A Sarzana, in particolare, abbiamo raccolto un numero considerevole di interviste, che manterranno vivo il nostro interesse per diversi numeri ancora della rivista.
Dopo la pausa estiva partirà la seconda tornata di manifestazioni, in special modo con Acoustic Franciacorta e Madame Guitar, di cui presentiamo i programmi e alcune anticipazioni. A questo proposito invitiamo tutti a partecipare su fingerpicking.net al concorso “Un brano originale per la chitarra acustica”, la cui fase finale si svolgerà appunto ad Acoustic Franciacorta.
La storia di copertina abbiamo invece voluto consacrarla a un nostro vecchio pallino di sempre, le chitarre di alta liuteria Collings. Il nostro interesse nei loro confronti è partito dalla ben nota battuta di Stefan Grossman: «Ti piace il suono delle vecchie Martin? Allora prenditi una Collings!» Un affermazione di non poco conto.
Ci è sempre piaciuto pensare che l’amore per la chitarra acustica non debba esprimersi esclusivamente in una dimensione di chitarra sola, con il rischio di tradursi in una visione solipsistica, ma possa ampliarsi verso gli ambiti della musica d’insieme e della canzone. Da questo punto di vista il basso acustico, con il suo ruolo fondamentale nel costruire le basi armoniche di un brano musicale, può rappresentare uno stimolo essenziale verso una pratica orchestrale e di gruppo della musica. Abbiamo così affidato una nuova rubrica di basso acustico a Dino Fiorenza, un virtuoso delle tecniche più innovative del basso in genere, un musicista molto considerato anche all’estero nel lavoro in sala d’incisione e in campo didattico.

In questo nostro primo anno di vita ‘cartacea’, abbiamo alla fine pensato più giudizioso rispettare il precetto del riposo estivo. Ci fermeremo quindi ad agosto e riprenderemo dal mese di settembre. Per gli abbonati non cambierà nulla, perché riceveranno in ogni caso dodici numeri effettivi della rivista. Del resto, in questi tempi difficili per tutti, un momento di pausa e di riflessione si rende necessario per riprendere le migliori energie fisiche e spirituali.

Andrea Carpi

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Redazione

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  1. Alfonso Giardino
    Alfonso Giardino Reply

    Augusto, non ci conosciamo, o meglio… tu non conosci me.
    Finalmente, dopo moooolti anni dall’acquisto de “Il Manuale di Chitarra Rock”, ho avuto il piacere di farmelo autografare da Andrea (che ho poi avuto l’onore di frequentare e con il quale sto collaborando qui). Spero sinceramente di poter avere anche il tuo autografo, stringerti la mano e… aprire una bella e buona bottiglia di vino e berla insieme per festeggiare. Sbaglio o era il tuo augurio nella prefazione del Manuale?! 😉

  2. Giovanni Pelosi Reply

    Caro Augusto, non so se te ne ricordi, ma ci siamo conosciuti parecchi anni fa… e leggo con grande piacere il tuo intervento… tra l’altro condivido l’idea del suonare per una ragazza… la rabbia può esserci o no, ma la ragazza deve esserci, da qualche parte 🙂
    Giovanni

  3. Daniele Bazzani Reply

    Ciao Augusto, anche se non ci conosciamo di persona è un piacere averti qui, speriamo spesso se non regolarmente!
    daniele

  4. Andrea Carpi Reply

    Permettetemi un saluto particolare nei confronti di questo intervento, che per certi versi speravo da tempo potesse giungere in qualche forma. Non posso infatti non riconoscere dietro questa firma, queste argomentazioni e – soprattutto – questo modo di porgerle, la persona del mio amico Augusto Veroni, promotore a suo tempo del mio “Manuale di chitarra rock”, dei “Quaderni di chitarra” della casa editrice Anthropos e primo direttore della rivista “Chitarre”!
    Sì, è vero, oggi come allora la chitarra, e in particolare la chitarra acustica, è il simbolo efficace di un modo di essere, è il veicolo con cui esprimere il nostro desiderio di un mondo migliore, il modo per uscire dalla crisi.
    Anche noi ci crediamo. Grazie Augusto, sia benedetta e benvenuta la tua ‘stronzaggine’! 🙂

  5. Augusto Reply

    Sì, ma… Non dimenticate che la chitarra diventa grande quando gli schiavi la trasformano in uno strumento per esprimere la propria dolorosa incazzatura blues. E diventa grande quando i giovani ora vecchi la usano per esprimere la propria voglia di contare, la propria incazzatura, le proprie speranze per il futuro e anche – stupido far finta di niente – la propria voglia di gnocca. Ma non la gnocca di oggi: la gnocca che sa d’amore, che crea sentimenti anche quando non durano.
    Parlate agli incazzati: dite loro che non basta andare in televisione a sparar su quel che non piace per farsela passare. Dite loro che oggi come ieri la chitarra è un fantastico strumento per dire che voglio una vita migliore.
    È vero: resto un po’ stronzo…
    a

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