È online Chitarra Acustica n. 6/2013

È online il numero 6/2013 di Chitarra Acustica, di cui proponiamo gli editoriali di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

«Goodbye Mr. Bob Brozman»

Abbiamo dato notizia sul sito di fingerpicking.net della improvvisa e inaspettata morte di Bob Brozman, avvenuta lo scorso 23 aprile. In quell’occasione abbiamo voluto ricordarlo riproponendo la lunghissima intervista che ci aveva rilasciato durante l’edizione 2012 dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, dove era diventato un personaggio di riferimento e dove aveva da poco acquistato una casa con sua moglie Haley S. Robertson, immaginando tutta una serie di progetti in Italia, anche con la nostra collaborazione. A rileggerla adesso quell’intervista, che abbiamo pubblicato sul numero di settembre di Chitarra Acustica e che potete trovare all’indirizzo http://andreacarpi.fingerpicking.net/bob-brozman-il-re-della-national-resophonic-guitar-e-altre-storie, corre un brivido sulla schiena, perché parrebbe ai nostri occhi assumere quasi la valenza di un testamento spirituale, data la grande quantità di argomenti affrontati con passione e debordante urgenza comunicativa.

“Chitarra Acustica”, n. 6, giugno 2013

“Chitarra Acustica”, n. 6, giugno 2013


A un certo punto dell’intervista, parlando del suo modo di concepire lo spettacolo dal vivo e del suo rapporto con il pubblico italiano, Brozman diceva: «Il mio spettacolo invece è diverso: forse suono bene, ma la gente non si preoccupa veramente di che note io stia suonando. La gente o sta bene, oppure non sta bene. Quindi il mio messaggio è: “La vita è così breve, è così preziosa. Non è una bella serata questa? È così bello vivere e creare una memoria comune!” Sono molto toccato qui al Meeting di Sarzana, è molto emozionante stare qui!»
Questo inno alla vita, che ben riflette l’immagine che Brozman ci dava di sé, di grande vitalità, energia ed entusiasmo, produce oggi incredulità, lacerazione e profondo smarrimento. Pensiamo poi al dolore e al forte turbamento che le tristi circostanze e contesti del dramma della sua scomparsa hanno potuto ingenerare nelle persone a lui affettivamente più vicine.
Mentre stiamo per andare in stampa, la nuova edizione del Meeting di Sarzana si sta apprestando a dedicargli un ricordo nella serata inaugurale, alla presenza della moglie Haley. È a lei e alla sua personale memoria del marito che dedichiamo fin d’ora il nostro pensiero, la nostra comprensione e la nostra vicinanza, in attesa di raccontare nel prossimo numero le emozioni che quella serata e il festival tutto avranno suscitato.

Andrea Carpi

«Bob»

Che cos’è l’amicizia se non la versione discreta dell’amore. Puoi coltivarla senza vincoli o pregiudizi legati all’età, al sesso, alla religione e allo stato sociale. È l’unico atto d’amore di libertà assoluta. La puoi esibire senza timore o imbarazzo, puoi raccontarla ed esercitarla alla luce del sole, descriverla come parte importante della tua vita e soffrirci maledettamente quando per un qualsiasi motivo si dissolve.

Bob al Premio Stefano Rosso 2013 (foto di Gabriella Vaghini)

Bob al Premio Stefano Rosso 2013 (foto di Gabriella Vaghini)


Nessuno si stupisce dell’amicizia tra due persone dello stesso sesso, ansi le affinità la elevano e permettono un confronto più diretto. Quando ne senti parlare e capisci che è vera, ti commuove perché risveglia sentimenti assopiti che altrimenti si spegnerebbero nel silenzio della più assoluta solitudine.
Il palco dell’AGM di Sarzana, la notte del giovedì 23 maggio, ha reso omaggio all’amicizia riversando sul pubblico la massima espressione di questo sentimento. Le parole l’hanno descritta e la musica ne ha raccontato i colori.
Eravamo lì, in una notte di primavera che di quella stagione aveva solo lontano ricordo, infreddoliti e silenziosi, camminavamo nervosi all’interno della fortezza, pochi gli sguardi, meno le parole.
Le voci sono lame di coltello, ti feriscono e ti accorgi che ti hanno colpito solo dopo un po’ che sanguini. Vorresti non sentirle, ignorarle, ma quando diventano un coro assordante, non puoi nascondere la testa tra le mani e devi guardare la faccia di chi urla, di chi senza ragione alcuna manifesta dissenso e sdegno solo per elogiare il proprio falso perbenismo, lanciando con gioia la propria pietra su un ricordo facilmente e rapidamente cancellato.
Eppure eravamo lì ed eravamo in tanti, forse pochi di numero, ma ognuno di noi valeva i mille che non erano presenti, i mille che avrebbero voluto ascoltare ancora quella musica, quella lucida geniale follia che rotolava dal palco fin sulla gente. Così, le luci si sono spente e dopo brevi parole dettate dal cuore di Alessio, da quell’amore profondo che solo un amico sincero sa regalare, è ritornata la musica e le voci si sono spente, magari solo per una notte, regalandoci il più dolce e gradito dei ricordi.

Reno Brandoni

 

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