È online Chitarra Acustica n. 4/2013

È online il numero 4/2013 di Chitarra Acustica, di cui proponiamo l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

«Il caposaldo del fingerstyle jazz»

Martin Taylor è forse oggi il punto di riferimento più accreditato di quello straordinario linguaggio che è il fingerstyle jazz, uno degli orizzonti più ampi che si presentano allo sguardo del chitarrista acustico contemporaneo.

“Chitarra Acustica”, n. 4, aprile 2013

Della tecnica di quel linguaggio dà per esempio una descrizione mirabile già nel video Fingerstyle Jazz Guitar, pubblicato dallo Stefan Grossman’s Guitar Workshop nel 1996. Ai suoi studenti propone di seguire un procedimento graduale: cominciare suonando la melodia di uno standard sui cantini, poi costruire una linea di basso fondamentale da suonare con il pollice della mano destra, quindi suonare melodia e basso insieme. In seguito si dovrebbe cercare di dare al basso l’andamento di un walking bass, inserendo note di passaggio e cromatismi, per poi suonarlo ancora con la melodia. Volendo aggiungere al walking bass il vero feeling del contrabbasso, è inoltre importante aggiungere degli effetti percussivi toccando le corde con il pollice anche ‘in su’: ancora una volta il tutto va suonato insieme alla melodia. A questo punto, tra gli acuti e il basso, possono essere inseriti gli accordi, non necessariamente estesi ma in particolare con i determinanti intervalli di terza e di settima: il risultato è una voce melodica suonata con l’anulare della mano destra, le armonie suonate con indice e medio, e una ‘linea di contrabbasso’ eseguita con il pollice. Detto fatto, l’effetto è stupefacente! E su questo tipo di base, sarà possibile introdurre delle efficaci variazioni sia sul basso, sia sulla melodia. Perché per Martin il fingerstyle jazz non si esaurisce nella ‘scrittura’ di arrangiamenti complessi di standard, ma implica lo sviluppo di una forma mentale aperta alla variazione estemporanea, all’improvvisazione, all’interplay con gli altri musicisti, grazie alla consapevolezza dei ‘canovacci musicali’ su cui si sta suonando.
Nell’intervista che pubblichiamo in questo numero, Taylor annuncia l’imminente uscita di un suo disco in duo – udite udite – con Tommy Emmanuel, The Colonel and The Governor, che aspettiamo da un momento all’altro in redazione! E chi sarà mai, allora, il colonnello o il governatore tra il caposaldo del fingerstyle jazz e il punto di riferimento mondiale della chitarra acustica? Quello che è certo è che i punti di dialogo non mancheranno. Emmanuel è il più che riconosciuto erede del country nashvilliano di Chet Atkins, che a sua volta fu per diversi aspetti un precursore del fingerstyle jazz: il suo primo ispiratore Merle Travis si accompagnò a un certo punto con i Westerners, gruppo di western swing; il suo fratellastro Jim si esibiva in radio anche al fianco del primo Les Paul; e lui stesso, a partire dal suo primo impiego in una radio, imparò ad arricchire i suoi arrangiamenti di brani tradizionali con elementi progressivi e jazzistici, per rendere più ‘radiofoniche’ le sue performance strumentali solistiche.
Ne vedremo delle belle e ne torneremo a parlare.

Andrea Carpi

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