È online “Chitarra Acustica” n. 09/2018

È online il numero 09/2018 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su fingerpickingshop.com o nei migliori negozi di strumenti musicali.

Come è profondo il mare

CSN&Y cantano in “Wooden Ships”:

Ed è un vento favorevole
Che soffia caldo dal Sud sopra le mie spalle
Credo che traccerò una rotta e andrò.

Il mare, le barche e la navigazione sono tre elementi che spesso entrano nella vita di un artista per mutarne il corso, dare la giusta ispirazione, trascinarlo nella corrente di un pensiero o semplicemente aiutarlo a sognare la libertà.
Probabilmente la montagna regalerà le stesse emozioni, non lo so, non la conosco. So per certo che il mare è diverso, si distende e si perde a vista d’occhio. E se la terra fosse piatta come tanti ancora giurano, si verserebbe nell’infinito generando una enorme cascata.

I sogni veleggiano silenziosi e durante la pausa estiva – quando il riposo incita, prima la distensione e il rilassamento e subito dopo, recuperata ogni energia, la creatività – ecco che la mente umana inizia a produrre storie fantastiche, che spesso ritroviamo nelle canzoni, nei suoni, in quella forza dirompente che agita le acque rendendoci inquieti ma determinati.
I marinai sono uomini d’acciaio, non conoscono il tempo e la ruggine. Come il mio amico Marino De Rosas che in questa estate mi ha incantato con la sua chitarra e la musica della sua terra, ma anche del suo tempo: composizioni originali che svelano un attaccamento a radici, o forse sarebbe meglio dire ad alghe, che negli scogli trovano il loro nutrimento.
Ogni terra di mare nasconde una storia, e le storie s’incrociano, come messaggi racchiusi in bottiglie che si lasciano trasportare dalle onde in cerca di un porto sicuro, a riparo dalla tempesta.
Il mare è solo bellezza, profumo, sale che corrode e colora la pelle. Se appoggi le labbra sul tuo braccio dopo un semplice bagno, puoi assaporarne i colori e gli odori, mentre il sole rapidamente asciuga ogni traccia della tua nuotata e ti salva, perché potresti inebriarti.
Questo mare è vita e speranza, unisce i popoli e rende magico ogni incontro. Cultura, cibo, lingue, musica, tutto viaggia sul mare. Se metti la maschera puoi guardare giù, nel profondo blu: ogni forma di vita si intreccia con un’altra, ogni specie è utile all’altra e tutto funziona in una grande comprensibile armonia.
Certo, si può incontrare l’eccezione di una macina che trascina qualcuno sempre più a fondo, come nella narrazione dell’evangelista Matteo al versetto 18,6, dove il Maestro suggerisce – se si dà scandalo a un bambino – di attaccarsi una macina al collo e di gettarsi nel mare più profondo. Se il pensiero cristiano fosse rispettato, il mare lo troveresti disseminato di queste spietate verità, che meriterebbero di finire nascoste nel fondo più fondo, anche se il mare non merita tanto dolore. Per fortuna, nessuno ormai si attiene a certi rigori, per cui il mare è salvo da ogni pentimento.

Eppure, nonostante questo, nuotando, oggi è possibile scontrarsi con la libertà negata, o il desiderio che la rappresenta, perché ogni corpo galleggiante è un sogno infranto al quale forse solo il mare può restituire rispetto e dignità.
Sento le sirene cantare e mi risveglio dalla poesia, ma il canto non è quello di Ulisse. È la guardia costiera che allerta i bagnanti. I sogni sono lì, in mezzo al mare, che navigano senza vita. Basta aprire gli occhi per vederli.

Preferisco mettermi la maschera e immergermi nel blu più scuro. Dimenticare ogni cosa e viaggiare dritto verso il baratro che non arriva mai alla fine. Come è profondo il mare.

L’orrore ci attanaglia mentre vi guardiamo morire
Possiamo soltanto fare echo alle vostre grida angosciate
Guardare fisso mentre tutti i sentimenti umani muoiono
Stiamo partendo, non avete bisogno di noi.

Reno Brandoni

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