Donne, chitarre, e cinema

(a cura di Fabiana Ferrandino) – Questo mese vogliamo raccontarvi di un evento speciale, che coinvolge la chitarra femminile: il 27, 28 e 29 giugno al Cinepalace di Riccione, si è svolto Cine@Donna, tre giornate di incontri e film all’insegna del cinema al femminile. Testimoni e madrine di un evento giunto ormai alla terza edizione sono state quest’anno Cristiana Capotondi, Valentina Lodovini e Marina Rocco, tre attente e splendidi interpreti del nostro cinema e della nostra televisione. La rassegna ha voluto inoltre la propria colonna sonora, tutta femminile. La nostra guitar lady e cantautrice Chiara Raggi ha incantato gli ospiti con la propria voce e le proprie canzoni. Ci racconta come si è preparata all’evento e pone un focus sul ruolo delle cantautrici e compositrici nel cinema italiano.

Donne, chitarre, e cinema

Una combinazione perfetta da coltivare

Quando si parla di cinema non si può non parlare di musica: immagine e colonna sonora sono unite a doppio filo con l’intento di completarsi per comunicare, unendo i sensi. Anche Cine@Donna aveva bisogno di una ‘colonna sonora’ ed è così che mi hanno chiesto di aprire e chiudere le tre giornate di incontri con un set acustico, voce e chitarra.

Ho scelto un ‘equipaggiamento’ semplice, leggero e, allo stesso tempo, efficace: chitarra acustica, chitarra classica e il multieffetto a pedale MultiStomp MS-50G della Zoom. Utilizzare un multieffetto in un unico pedale per me significa avere un’ampia offerta di possibilità – che solitamente è prerogativa di pedaliere e amplificatori – con cui ottenere un suono caldo e su misura che posso modificare in un solo gesto. Ho ‘settato’ un numero x di ‘catene di suoni’ – sia per l’acustica che per la classica – e, a seconda del brano, cambiavo caratteristiche alla mia personale colonna sonora. Compressore, riverbero, delay, un ‘goccino’ di chorus e un bell’overdrive, quando ce n’è bisogno. È semplice da utilizzare e, prendendo confidenza, è davvero possibile creare il proprio suono andando a dosare Depth, Rate, Decay, Dry/Wet, Tone, Mix ecc., a seconda dell’effetto e del proprio gusto.

Preparandomi a quest’evento ho avuto modo di riflettere riguardo al rapporto tra cinema e musica, e mi sono sorte due domande che condivido con voi. La prima è: «Qual è il ruolo della donna-compositrice nel mondo delle colonne sonore?»; e la seconda: «E la chitarra che ruolo ha nella musica da film?»

Quando guardo un film e ascolto una musica particolarmente bella, avvincente o perfettamente descrittiva, non mi domando se è composta da un uomo o una donna ma, la maggior parte delle volte, è opera di un compositore. Quindi tornano prepotenti le domande: «Ancora poche le donne compositrici? Ancora poche le donne chitarriste? Ancora poche le donne in un certo contesto musicale?» Sinceramente sono stufa di pormi questi interrogativi, certa che la risposta sia: «No, le donne musiciste/compositrici/chitarriste ci sono eccome, sono tante e di enorme valore”. Mi auguro che parlarne muova un interesse e una possibilità di confronto, esattamente uno degli obiettivi di questa nostra rubrica al femminile dedicata alla chitarra.

Così mi sono messa alla ricerca della prima storica compositrice italiana di musica per film, il ‘maestro’ Nora Orlandi. Cantante, compositrice e pianista, conosciuta anche con lo pseudonimo di Joan Christian, è celebre per essere stata dagli anni ’50 agli anni ’70 la prima donna italiana a comporre musiche da film in un mondo in mano agli uomini. Leggendo alcune sue interviste ne ho evinto una figura femminile forte, determinata e ambiziosa, nel senso migliore del termine; e lei stessa racconta:

«La cosa funzionava nel seguente modo: io consegnavo la partitura che tassativamente non poteva essere alterata o tagliata per nessun motivo! Nessun compromesso, anche a costo di diventare antipatica! Io del resto non mi sarei mai permessa di criticare una sequenza di un film»

(www.colonnesonore.net/contenuti-speciali/interviste/4646-la-prima-storica-compositrice-italiana-di-musica-per-film-intervista-esclusiva-a-nora-orlandi.html)

Questo atteggiamento volitivo e ‘pulito’ l’ha portata nel 1966, con la colonna sonora di Johnny Yuma di Romolo Guerrieri, a vincere il Premio della critica per la migliore musica per film western. Bene, Nora Orlandi, nata a Voghera nel 1933, ha aperto una strada in Italia, perseguendo e dando vita alla ‘bizzarra’ idea che le donne potessero comporre…

La compositrice americana Suzanne Ciani dice: «Siamo ancora l’eccezione e non la regola». Negli Stati Uniti sono nate organizzazioni internazionali non profit come Alliance for Woman Female Composers e Women in Film & TV, per dare visibilità alle donne di talento attive nell’industria cinematografica e formare un ‘coro, perché la collettività può fare la differenza.

Con questo stesso intento è nato l’inserto #guitarladies, una sorta di coro di chitarriste che si confrontano e fanno squadra, raccontando le proprie storie, le proprie esperienze per incoraggiare a farsi strada, chitarra alla mano e musica nel cuore.

Chiara Raggi

E la chitarra nel cinema, che ruolo ha? Come e quando diventa protagonista? Ne parleremo a settembre nel prossimo numero di Chitarra Acustica! Nel frattempo buona estate guitar ladies, che sia piena di corde vibranti e tanta bella musica.

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