Davide Sgorlon a Un Paese a Sei Corde

 

Davide Sgorlon ha esordito come solista a Cressa, proprio nell’edizione 2009 di “Un Paese a Sei Corde” e, dopo un anno, lo ritroviamo il 7 agosto nella graziosa piazzetta di Legro, frazione collinare di Orta San Giulio, nota per i suoi ‘muri dipinti’. Se già l’anno scorso aveva convinto, in questa serata ha presentato un set ancor più raffinato e particolare, segno di una continua ricerca e sperimentazione unite a buon gusto e grande tecnica.

Grazie anche all’esperienza teatrale di Domenico Brioschi, de “La finestra sul lago”, l’atmosfera è stata resa ancor più suggestiva dal suono amplificato dell’acqua dell’antica fontana che domina la piazzetta, preludio al primo brano eseguito da Davide, che ci ha traghettato in un sogno magico quasi ipnotico, cullati dal gioco di dolcissimi armonici fino al suono elettronico ottenuto con l’E-bow.

Dopo questa introduzione è partito il concerto vero e proprio, fatto di musiche e immagini realizzate dallo stesso Davide, movie maker di talento, che ci ha subito trasportato nell’Africa più profonda. Mentre il video rimandava a mondi antichi, ‘selvaggi’ e incontaminati, il suono della chitarra si arricchiva di effetti. Sgorlon ha infatti saputo utilizzare al meglio i loop elettronici, senza esagerare, senza stancare, ma sfruttandoli anzi per far risaltare ancor di più la sua tecnica strepitosa. Il viaggio è così proseguito, un pezzo dopo l’altro, senza soluzione di continuità con l’unica interruzione degli applausi, mentre sullo sfondo scorrevano immagini di foreste, vulcani in eruzione, nuvole impetuose e danze tribali. Con il chitarrista a esprimere il frutto della sua voglia di sperimentare e innovare. Mentre la loop station ripeteva all’infinito le note appena suonate con la chitarra, Davide si sdoppia diventando anche percussionista accompagnandosi col cajón, miscelando moderna tecnologia e tradizione in uno straordinario intreccio di suoni etnici provenienti da terre lontane ed elementi jazz e rock.

Di effetto poi il finale con Sgorlon che se ne va, lasciando la chitarra sul palco mentre il campionatore ne ripete la musica che va a sfumare, fondendosi col suono dell’acqua della fontana che torna protagonista. Quasi a sottolineare che tra la musica e i suoni della natura l’uomo è solo un accessorio.

Patrizia & Mauro Gattoni

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Redazione

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