Davide Mastrangelo e Masella Restuccia a Un Paese a Sei Corde

Uno dei tanti meriti dell’assciazione “La finestra sul lago” è di organizzare i concerti in certi posticini deliziosi, sconosciuti anche a chi abita in zona. Come la chiesa di San Bernardo a Prerro, frazione del comune di Pogno. Un posto dove non ci si ‘passa’, ma ci si ‘arriva’, perché ci finisce la strada. Per andarci ci vuole un’occasione davvero ghiotta, come quella di ascoltare Davide Mastrangelo e Masella Restuccia sabato 20 giugno.

Noto didatta e punto di riferimento della chitarra acustica italiana, Mastrangelo non ha rinunciato anche durante il concerto a qualche piccola lezione che ha aiutato, soprattutto i non addetti ai lavori, a comprendere meglio le varie tecniche di esecuzione, che a volte possono sembrare solo dei virtuosismi ginnici. Si è dimostrato subito, naturalmente, anche un eccellente esecutore di brani originali e di arrangiamenti di pezzi provenienti dai più disparati repertori. Così siamo partiti con “Last Steam Engine Train”, dedicato ai musicisti sempre in viaggio anche se non più sui treni a vapore, per poi proseguire con “Tequila” e una delicata “Diamante”. E poi via a illustrare le varie tecniche percussive, tapping e over the neck: roba da far rizzare i capelli ai chitarristi classici più tradizionalisti; ma da lasciare a bocca aperta il pubblico presente con i magnifici brani con cui ne veniva data dimostrazione. Poi, per ricordare che nonostante tutto era quasi estate, ci ha fatto ascoltare “The Last Mosquito’s Flight”, sua spettacolare composizione figlia di un’estate piemontese piena di zanzare. Non poteva mancare un bel “Mississipi Blues”, magistralmente eseguito con una chitarra resofonica.

Ritornato all’acustica, ha completato il suo giro intorno alla musica con “Morrison’s Gig” e “Walking on the Moss”, a introduzione della seconda parte del concerto in cui si è unito alla voce di seta di Masella Restuccia, sua compagna di vita e di scena. A questo punto il percorso ha preso la via del jazz con dei classicissimi come “Night And Day”, “Blue Moon”, “Bye Bye Blues” e qualche brano meno consueto, come “Mama Just Wants to Barrelhouse All Night Long” del canadese Bruce Cockburn, che ha evitato che questa seconda parte si trasformasse in un momento di chitarra bar.

Il bis, un particolare arrangiamento a bossa nova di “Amore che vieni, amore che vai” di Fabrizio De André, ha piacevolmente concluso questo viaggio nel paese, anzi nel mondo delle sei corde, lasciando al pubblico la sensazione di saperne qualcosa in più.

Patrizia & Mauro Gattoni

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Redazione

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  1. YOGA64 Reply

    Concordo pienamente.

  2. Reno Brandoni Reply

    Stiamo lottando per convincerlo a realizzare il suo primo cd.
    La sua grande classe merita maggiori riconoscimenti.

  3. Piero Urban Reply

    Una serata semplicemente perfetta, da tutti i punti di vista. Per quel che mi riguarda, uno dei più bei concerti a cui mi sia capitato di assistere (e ne ho visti tanti…).
    Davide Mastrangelo ha lo straordinario pregio, sempre più raro, di non suonare note a vanvera, ma di utilizzare la sua tecnica raffinata, e la sua profoda conoscenza della MUSICA, per creare arrangiamenti e comporre brani di una bellezza essenziale, che non ha bisogno di fronzoli; né di stupire con vuote dimostrazioni di tecniche fini a se stesse, ma sempre con un obiettivo musicale ben preciso, come da lui giustamente ribadito. È musica per chi sa ascoltare con le orecchie, e non ha bisogno di ‘funambolici’ effetti ‘speciali’, semplicemente perché è bella MUSICA.
    Stesso discorso per Masella Restuccia, che, dotata di un raro talento naturale, si può permettere di cantare in modo del tutto fluido e non ‘pensato’. Non frutto di lunghi studi, ma di una capacità di ASCOLTO di sé e degli altri. La sua intonazione è pressoché perfetta, e la sua gestione del tempo è semplicemente una gioia di anticipi e ritardi sempre nuovi, e mai ‘programmati’.
    L’unico neo è stata la mancanza di un cd da poter comprare e portare a casa, per poter, almeno in parte, rivivere quelle belle atmosfere. Ma si continua a sperare che, prima o poi… qualcuno operi in questa direzione…
    Grazie ancora per una bella serata,

    Piero Urban

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