Davide CitroloAfterblueswww.myspace.com/davidecitroloDavide CitroloAfterblueswww.myspace.com/davidecitrolo

Dopo quasi trent’anni dedicati allo studio, alla pratica e all’insegnamento della chitarra blues, principalmente nella sua versione rurale, Davide Citrolo è giunto finalmente all’incisione del suo primo CD, autoprodotto, nel quale di blues… ce n’è giusto un assaggio. Strano? Forse, ma, come stesso lui dichiara nelle note di copertina, potrebbe non essere un caso che «improvvisamente in un momento di grande intensità artistica ci si metta a comporre musica scoprendo sonorità che prendono le distanze dal blues e approdano ad atmosfere forse più mediterranee».

Afterblues, quindi, un viaggio alla scoperta delle proprie radici più intime, lasciando la via maestra, esplorando le sonorità e le sensazioni che, forse, ci si porta dentro da sempre. Ed ecco che dopo il blues Davide ritrova i colori e le immagini della sua Sicilia (“Primo giorno d’estate”, “Monte Pellegrino DADGAD”), i ritmi antichi secondo i quali si scandiscono le giornate dell’infanzia (“Tempus fugit”, “L’ozio”), le ansie di fronte alle incognite di una vita ancora tutta scoprire (“L’attesa”, “Insonnia”, “L’ultimo giorno”), il viaggio e il desiderio d’avventura (“Viaggio a Sud”, “Strade”), il blues che ritorna (“Pianeta Giove”).
No, queste immagini non me le ha suggerite Citrolo in persona, ma la bella foto di copertina: una vecchia foto seppia degli anni venti-trenta (di famiglia?). Oddìo, non che Davide sia così vecchio, ma vedere capeggiare il titolo-dichiarazione su di un momento di vita antica, mi sembra comunichi chiaramente che dopo il blues per Davide Citrolo c’è il ritorno alle proprie origini.
Un disco, questo, di sola chitarra, un viaggio intrapreso con il passo deciso del fingerpicking classico, talvolta anche ostinato, muovendosi, però, all’interno di sonorità inusuali per un bluesman, utilizzando anche accordature fino ad oggi non praticate come la DADGAD.
Dieci composizioni originali imperniate su strutture armoniche articolate, con poche concessioni alla melodia, quasi a voler ulteriormente sottolineare il cambio di direzione rispetto ad un genere che fa della cantabilità una sua prerogativa.
Questo CD, pubblicato a fine 2009, non è l’ultima fatica di Citrolo: è appena stato pubblicato il nuovo CD Acquerelli, un progetto che Davide ha realizzato insieme all’armonicista Leonardo Triassi e che siamo in attesa di ascoltare al più presto.

Davide Citrolo has been dedicated to studying, playing and teaching blues guitar, mainly in the form of country blues, for nearly thirty years. He has finally reached the point of recording his own first CD, self-produced, in which… there is only a taste of blues. Strange? Perhaps. But, as he himself declares in the cover notes, it might not be pure co-incidence that «suddenly in a moment of great artistic intensity one applies himself to composing music and discovers sounds that are quite distinct from blues and perhaps come closer to Mediterranean atmospheres».

Afterblues is, then, a journey towards the discovery of his most intimate roots. He leaves the master’s path to explore sounds and sensations that perhaps he had always carried inside him. And voilà! After his blues Davide rediscovers the colours and images of his Sicily (“Primo giorno d’estate”, “Monte Pellegrino DADGAD”), the ancient rhythms with which he recalls his childhood days (“Tempus fugit”, “L’ozio”), anxieties in facing the unknown and a life yet to be discovered (“L’attesa”, “Insonnia”, “L’ultimo giorno”), a journey and desire for adventure (“Viaggio a Sud”, “Strade”) and the blues that returns (“Pianeta Giove”).
No, it wasn’t Citrolo in person who brought these images to my mind, but the beautiful photograph on the album cover. It is an old sepia photo from the ’20s or ’30s – maybe a family photo? Of course, Davide isn’t that old! – but seeing the album’s title-declaration coupled with a moment from life long ago seems to me to clearly communicate that after blues means returning to his origins for Davide Citrolo.
This is an album solely of guitar music. It is a journey undertaken with the determined steps of traditional fingerpicking, sometimes even like an ostinato. Yet it evolves around unusual sounds for a bluesman and uses tunings that haven’t been used till now, such as DADGAD.
The ten original compositions have been created around articulated harmonic structures with few concessions for the melody, as if the will was to further underline the change of direction with respect to a genre that makes the music’s singability its prerogative.
The CD, released at the end of 2009, is not Citrolo’s most recent exertion. His new CD Acquerelli has just been recorded. It’s a project Davide created together with the harmonica player Leonardo Triassi. We’re hoping to listen to it very soon!

Alfonso Giardino
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