Colourstrings: il metodo didattico delle corde colorateThe Colourstrings Teaching Method

Alan Geddes è un chitarrista e insegnante di musica di Glasgow. Dopo molti anni di attività dal vivo e di insegnamento ai bambini attraverso il metodo Colourstrings per chitarra, sta gestendo attualmente un sito web dedicato all’insegnamento della chitarra fingerstyle: http://www.fingerpickingguitar.org. Recentemente ha aderito alla nostra comunità con il nickname “fingerpicking” e ha lasciato un interessante commento al post “Didattica ignorante? – 2” di Giovanni Pelosi. Su richiesta di Giovanni, ci ha inviato questo stimolante articolo che volentieri pubblichiamo.

Alan Geddes

Il metodo didattico Colourstrings è stato sviluppato in Finlandia a partire dalla filosofia di Zoltán Kodály, nella quale l’apprendimento inizia con il canto e con lo sviluppo dell’orecchio ‘interiore’. Per bambini molto piccoli, dai diciotto mesi in su, le lezioni sono presentate in modo da incoraggiare il gioco e l’immaginazione. I bambini cantano, battono le mani e marciano seguendo un programma musicale costruito accuratamente, basato sui principi di ritmo, intonazione, dinamica, tempo, timbro, forma e stile.

Stick notation

All’inizio i bambini imparano ripetendo le azioni dell’insegnante: l’insegnante canta una canzone, il bambino la ripete; l’insegnante batte un tempo con le mani, il bambino ripete. Appena crescono un pochino, questa imitazione è accompagnata da gesti manuali che corrispondono al sistema Tonic Sol-Fa.* Uno dei primi intervalli che imparano è l’intervallo discendente di terza minore, Sol-Mi. Non sono sicuro per ciò che riguarda l’Italia, ma sicuramente in Scozia questo intervallo appare regolarmente nelle canzoni da cortile dei bambini, per i quali è un intervallo molto naturale da intonare. Gradualmente, attraverso la ripetizione delle canzoni e del battere le mani a tempo, poi attraverso l’uso della notazione ritmica (stick notation), i bambini cominciano a riconoscere le note sul pentagramma. All’età di sei anni imparano a suonare gli strumenti, utilizzando lo stesso metodo di canto e imitazione. Si insegna loro a cantare il brano, poi loro imparano a suonarlo sul proprio strumento.

Originariamente la tecnica Colourstrings è stata sviluppata sul violino dal suo fondatore Géza Szilvay. Ad ogni corda del violino viene assegnato un colore per aiutarne il riconoscimento, da cui il nome Colourstrings (‘corde colorate’). La notazione musicale viene tenuta al minimo essenziale con i bambini, ai quali viene mostrata soltanto la notazione a loro necessaria per suonare. Per esempio, al bambino non vengono inizialmente mostrate tutte le linee del pentagramma, ma soltanto quelle usate per le note insegnate. Il metodo è ovviamente molto ben applicabile al violino, a causa della sua necessità di una buona intonazione: se il bambino è in grado di cantare una nota, allora si accorgerà se sta suonando fuori tono.
E anche se questo problema di intonazione non è applicabile a uno strumento a tasti come la chitarra, la metodologia che consiste nello sviluppare l’orecchio per istruire le mani è – secondo me – il miglior modo di insegnare la chitarra. Per parecchi anni ho incluso il metodo Colourstrings per chitarra, sviluppato da Jussipekka Rannanmaki, nella mia didattica per bambini dai sei anni in su, e ho trovato che i risutati sono straordinari. Fortunatamente molti dei bambini a cui insegnavo avevano partecipato a classi di canto Colourstrings, per cui erano avvezzi all’idea di cantare. Il fatto di insegnare ai bambini a cantare la melodia, mostrando poi loro come suonarla sulla chitarra, otteneva invariabilmente un effetto di scorrevolezza della musica. Benché soltanto parzialmente elaborati come metodo per chitarra, i princìpi alla base della metodologia Colourstrings e degli insegnamenti di Kodály, dai quali il metodo si è sviluppato, hanno in me una grande risonanza. Quando insegno, faccio sempre riferimento ai princìpi musicali che consistono nello sviluppare l’orecchio interiore e cantare ciò che si vuole suonare.

Alan Geddes

* Tonic Sol-Fa è una tecnica pedagogica per insegnare la lettura a vista nel canto, sviluppata in Inghilterra da Sarah Ann Glover (1785-1867) e resa popolare da John Curwen (1816-1880) che la adattò da differenti sistemi musicali antichi quali la solmisazione medievale. Utilizza un sistema di notazione musicale basato sul “Do mobile”, nel quale il Do viene considerato come “tonica mobile”, applicabile in sostituzione della tonica fissa di ogni scala maggiore (mentre il La diventa la tonica di ogni scala minore). Questo metodo venne perfezionato in maniera esemplare da Zoltán Kodály (1882–1967). E nel 1972, in Italia, Roberto Goitre (1927-1980) pubblicò una delle più importanti versioni moderne di questo sistema in Cantar Leggendo.

...sull'Autore
My guitar playing spans many years, originally playing in big bands to solo guitar to jazz combos travelling the world on cruise liners !

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