Chitarra resofonica elettroacustica Alden ADS 135

Eccoci a scrivere di uno di quegli strumenti in grado di stuzzicare la curiosità di molti, una chitarra resofonica a cassa piccola, amplificata sia con un pickup da elettrica che da un piezo. Le varie caratteristiche, combinate al prezzo concorrenziale, ne fanno un possibile acquisto dove, magari, quella spesa non avremmo neanche pensato di farla.
Al grande pubblico, poco avvezzo alle cose di noi chitarristi, la chitarra resofonica è legata alla celebre introduzione di “Romeo And Juliet” suonata da Mark Knopfler con i Dire Straits. Ma trattandosi di uno strumento strettamente connesso al blues e alla sua cultura, non a tutti sarà capitato di vedere Son House o Bob Brozman imbracciarne una. Resta il fatto che su molti di noi il suono, così particolare, unico, di una resofonica, suscita spesso emozioni controverse, del tipo «mi piacerebbe averne una, ma poi cosa ci suono?» Se fino a qualche anno fa, per comprare una chitarra con queste caratteristiche, ci si doveva per forza di cose rivolgere ai grandi e importanti marchi del settore e spendere diversi soldi, perché modelli economici non ne facevano, sul mercato si trovano oggi chitarre resofoniche a ottimi prezzi: questa Alden ADS 135 sta a testimoniarlo. La forma della piccola cassa a doppia spalla mancante ricorda quella di una chitarra elettrica tipo Gibson 335, il bel magnete P-90 ha sempre il suo fascino, come lo ha il ‘resonator’. Ma andiamo per ordine e cominciamo a scoprirne le caratteristiche.

Caratteristiche
Abbiamo già detto della forma del corpo, dal colore rosso Trans Red a doppia spalla mancante. Su questo troviamo: il cono del risuonatore, vera anima acustica dello strumento, e due piccole griglie aggiuntive; i tre potenziometri e l’ingresso jack cromati come tutto l’hardware della Alden; il ponte e la cordiera, a cui sono fissate le corde, e il magnete P-90, il celebre ‘saponettone’ amato da molti chitarristi, vera anima elettrica della ADS 135. Il binding sul top è in avorio a 5 strati, e sul fondo è sempre nello stesso materiale, ma a uno strato solo. Sul fondo si nota il reggicinghia (l’altro è sulla fascia) e il piccolo coperchio nero a due viti che permette l’accesso alla parte elettrica. Il manico in acero con tastiera in palissandro a 21 tasti è incollato al corpo e presenta segnaposizione dot; è anche dotato di binding che, sulla parte superiore, ha riportati i segnatasti. La paletta nera a tre meccaniche per lato ha il logo Alden e un altro ‘egiziano’ in abalone, oltre al piccolo coperchio che copre la parte finale per la regolazione del truss rod. Al P-90 si aggiunge un piezo sotto la sella. Dalla scheda tecnica i tre potenziometri risultano essere 1 Volume, 1 Balance (fra i due sistemi) e 1 Tono; vi sapremo dire meglio a breve, in occasione del test vero e proprio.
Le spalle mancanti, la cassa stretta, l’amplificazione doppia, ma soprattutto le corde .010 montate di serie, fanno capire chiaramente l’intenzione dei costruttori: non siamo di fronte alla consueta resofonica con corde molto dure e action alta, perfetta per lo slide nella migliore tradizione blues, ma ad uno strumento elettrico suonabile da chiunque, che può darci quel tipo di suoni ma anche altri.

Il test
Intanto, prima di collegarci per ascoltarla amplificata, diciamo che la Alden ‘si fa suonare’, è comoda, maneggevole, sta bene addosso ed è ben regolata. Certo che le corde .010, così leggere, non intralciano mai il cammino, ma nel complesso lo strumento risulta ben fatto, piacevole da suonare anche da spento. È già presente la componente resofonica, il cono metallico regala un timbro pressoché inconfondibile, anche se la mancanza della cassa armonica che lo amplifica si fa un po’ sentire. Diciamo che possiamo suonare un blues di sera, senza svegliare il vicinato.
Abbiamo quindi testato la ADS 135 sia con un amplificatore valvolare da chitarra elettrica che con uno da acustica, questo perché il piezo ha sicuramente una resa che si addice di più alla seconda tipologia di sistemi. Le impressioni che ne abbiamo ricavato: con l’amplificatore a valvole il P-90 ha un suono davvero ottimo; il magnete è adorato da schiere di chitarristi e ogni qualvolta ne utilizziamo uno ci ricordiamo del perché: ha un suono morbido, caldo, rotondo e presente come pochi altri. Buona la resa anche abbassando il volume o chiudendo il tono, la chitarra si presenta quasi come una normale sei corde elettrica. La componente resofonica scompare e possiamo suonare rock o blues con la band, senza paura di sentirci fuori posto: questo è sicuramente un elemento da tenere in considerazione al momento dell’acquisto.
Ruotando il potenziometro centrale si passa gradualmente da un pickup all’altro. Prima di sentirli insieme, ascoltiamo il piezo sull’amplificatore: il suono è interessante, si perdono alcune sfumature ‘acustiche’, ma se ne guadagnano altre differenti, date dalle valvole. Ci rendiamo conto pian piano che questa chitarra va in una direzione differente da quella che credevamo all’inizio. Miscelare i due suoni penalizza il piezo, perché il P-90 ha molto più volume di uscita, anche se con il potenziometro a metà corsa il volume di uscita del magnete è ridotto rispetto a quando lo utilizziamo da solo: ci sembra una mossa intelligente da parte dei progettisti, che non vogliono far ‘trionfare’ un sistema sull’altro. Questo permette anche, in caso stessimo suonando una ritmica e utilizzando i due sistemi insieme, di passare al solo P-90 e ottenere quell’incremento di volume adatto a suonare un assolo, per esempio, senza dover utilizzare pedali tipo boost. Dobbiamo necessariamente sperimentare tutti i suoni, che vanno dal ‘solo piezo’ al ‘solo P-90’, perché ruotando la manopola si incontrano tante sfumature differenti. Se a queste aggiungiamo l’effetto del togliere volume dalla chitarra, i suoni sono davvero tantissimi. Nel complesso va detto che la caratteristica resofonica, molto evidente all’occhio, è forse la meno evidente in caso di abbinamento ad amplificatore da elettrica: non che sia assente, intendiamoci, solo meno presente, come del resto immaginavamo.

Collegarsi a un ampli da acustica sposta di molto il risultato: la chitarra va ad agire in un territorio molto diverso. Si sente il piezo fare il suo lavoro, anche se il suono è troppo brillante e chiudere il tono non serve, perché si toglie il volume. Sul P-90 il tono funziona, ma sul piezo toglie segnale, chissà perché. L’eccessiva brillantezza può essere imputabile alle corde piuttosto fini: di solito le resofoniche montano corde giganti, tipo .012 o .013, e il suono ne trae vantaggio, anche quello amplificato. La muta da elettrica montata sulla Alden non aiuta, ma saremmo curiosi di sentire cosa succederebbe cambiando scalatura. Le differenze restano comunque tutte, il piezo è ora in zona molto più blues e il P-90 suona comunque caldo, con le differenze cui accennavamo sopra. Alzare troppo il volume utilizzando il piezo porta ai tradizionali inneschi che sperimentiamo con le chitarre acustiche, quindi attenzione ai volumi e al setup degli amplificatori quando siete a suonare: una buona prova del suono è consigliata. Resta da dire che anche se collegati a un solo impianto voci, come accade di solito con le acustiche, il P-90 aggiunge una serie di suoni che anche in ambito acustico possono dire la loro e aiutarci a uscire dal mix della band, o semplicemente a trovare suoni nuovi.

Conclusioni
Siamo in presenza di uno strumento interessante, non ci sentiamo di dire proprio «due al prezzo di uno», ma poco ci manca: la qualità complessiva è buona, pensando che siamo sotto i 400 euro; e un semplice cambio corde, da una muta leggera a una più pesante, potrebbe consentirci di andare a suonare una volta in un contesto elettrico e un’altra in uno acustico, senza soffrirne troppo. Ovviamente parliamo di ambito blues, almeno per quanto riguarda i suoni acustici; la parte elettrica è molto più gestibile, nonostante il look. Attenzione anche ai cambi corde: una muta di scalatura superiore tira molto di più ed è necessaria una visita dal liutaio per non far soffrire lo strumento e provocare danni; poi se volete fare da soli… fate pure, ma non vi lamentate della vostra nuova ‘chitarra banana’!
Possiamo tranquillamente affermare che se siete alla ricerca di una sei corde nuova, diversa, alternativa, senza spendere cifre assurde, questa ADS 135 potrebbe davvero fare al caso vostro, dandovi una mano sul palco – perché è davvero cool da portare addosso – e offrendo la possibilità di un parco suoni piuttosto ampio rispetto a quelli tradizionali, caratteristica questa da non sottovalutare. Ecco che la domanda iniziale «mi piacerebbe averne una, ma poi cosa ci suono?» perde molto del suo senso, perché in fondo possiamo usarla ‘quasi’ come un’elettrica, salvo poi trovarci fra le mani suoni assolutamente vincenti.

Daniele Bazzani

Scheda tecnica
Tipo: chitarra resofonica elettroacustica
Origine: Cina
Importatore: Alden Italia, Via A. Morandi 7, Uboldo (VA)
aldenitalia@gmail.it – www.aldenitaliaguitars.com
Prezzo: € 380 (IVA inclusa)
Fasce e fondo: tiglio e pioppo americano
Top: pioppo
Binding: avorio
Ponte: Top Spider Resonator
Manico: acero incollato al corpo
Tastiera: palissandro a 21 tasti
Paletta: Rogine Type nera a tre meccaniche per lato
Meccaniche: Alden DC3
Larghezza al capotasto: 4,2 cm
Distanza Mi-mi al capotasto: 3,5 cm
Larghezza al XII tasto: 5,2 cm
Scala: 648 mm
Pickup: 1 P-90, 1 piezo
Controlli: Volume, Balance, Tono
Note: custodia morbida in dotazione
Colore: Trans Red


Chitarra Acustica, 6/2012, pp. 38-40

Eccoci a scrivere di uno di quegli strumenti in grado di stuzzicare la curiosità di molti, una chitarra resofonica a cassa piccola, amplificata sia con un pickup da elettrica che da un piezo. Le varie caratteristiche, combinate al prezzo concorrenziale, ne fanno un possibile acquisto dove, magari, quella spesa non avremmo neanche pensato di farla.
Al grande pubblico, poco avvezzo alle cose di noi chitarristi, la chitarra resofonica è legata alla celebre introduzione di “Romeo And Juliet” suonata da Mark Knopfler con i Dire Straits. Ma trattandosi di uno strumento strettamente connesso al blues e alla sua cultura, non a tutti sarà capitato di vedere Son House o Bob Brozman imbracciarne una. Resta il fatto che su molti di noi il suono, così particolare, unico, di una resofonica, suscita spesso emozioni controverse, del tipo «mi piacerebbe averne una, ma poi cosa ci suono?» Se fino a qualche anno fa, per comprare una chitarra con queste caratteristiche, ci si doveva per forza di cose rivolgere ai grandi e importanti marchi del settore e spendere diversi soldi, perché modelli economici non ne facevano, sul mercato si trovano oggi chitarre resofoniche a ottimi prezzi: questa Alden ADS 135 sta a testimoniarlo. La forma della piccola cassa a doppia spalla mancante ricorda quella di una chitarra elettrica tipo Gibson 335, il bel magnete P-90 ha sempre il suo fascino, come lo ha il ‘resonator’. Ma andiamo per ordine e cominciamo a scoprirne le caratteristiche.

Caratteristiche
Abbiamo già detto della forma del corpo, dal colore rosso Trans Red a doppia spalla mancante. Su questo troviamo: il cono del risuonatore, vera anima acustica dello strumento, e due piccole griglie aggiuntive; i tre potenziometri e l’ingresso jack cromati come tutto l’hardware della Alden; il ponte e la cordiera, a cui sono fissate le corde, e il magnete P-90, il celebre ‘saponettone’ amato da molti chitarristi, vera anima elettrica della ADS 135. Il binding sul top è in avorio a 5 strati, e sul fondo è sempre nello stesso materiale, ma a uno strato solo. Sul fondo si nota il reggicinghia (l’altro è sulla fascia) e il piccolo coperchio nero a due viti che permette l’accesso alla parte elettrica. Il manico in acero con tastiera in palissandro a 21 tasti è incollato al corpo e presenta segnaposizione dot; è anche dotato di binding che, sulla parte superiore, ha riportati i segnatasti. La paletta nera a tre meccaniche per lato ha il logo Alden e un altro ‘egiziano’ in abalone, oltre al piccolo coperchio che copre la parte finale per la regolazione del truss rod. Al P-90 si aggiunge un piezo sotto la sella. Dalla scheda tecnica i tre potenziometri risultano essere 1 Volume, 1 Balance (fra i due sistemi) e 1 Tono; vi sapremo dire meglio a breve, in occasione del test vero e proprio.
Le spalle mancanti, la cassa stretta, l’amplificazione doppia, ma soprattutto le corde .010 montate di serie, fanno capire chiaramente l’intenzione dei costruttori: non siamo di fronte alla consueta resofonica con corde molto dure e action alta, perfetta per lo slide nella migliore tradizione blues, ma ad uno strumento elettrico suonabile da chiunque, che può darci quel tipo di suoni ma anche altri.

Il test
Intanto, prima di collegarci per ascoltarla amplificata, diciamo che la Alden ‘si fa suonare’, è comoda, maneggevole, sta bene addosso ed è ben regolata. Certo che le corde .010, così leggere, non intralciano mai il cammino, ma nel complesso lo strumento risulta ben fatto, piacevole da suonare anche da spento. È già presente la componente resofonica, il cono metallico regala un timbro pressoché inconfondibile, anche se la mancanza della cassa armonica che lo amplifica si fa un po’ sentire. Diciamo che possiamo suonare un blues di sera, senza svegliare il vicinato.
Abbiamo quindi testato la ADS 135 sia con un amplificatore valvolare da chitarra elettrica che con uno da acustica, questo perché il piezo ha sicuramente una resa che si addice di più alla seconda tipologia di sistemi. Le impressioni che ne abbiamo ricavato: con l’amplificatore a valvole il P-90 ha un suono davvero ottimo; il magnete è adorato da schiere di chitarristi e ogni qualvolta ne utilizziamo uno ci ricordiamo del perché: ha un suono morbido, caldo, rotondo e presente come pochi altri. Buona la resa anche abbassando il volume o chiudendo il tono, la chitarra si presenta quasi come una normale sei corde elettrica. La componente resofonica scompare e possiamo suonare rock o blues con la band, senza paura di sentirci fuori posto: questo è sicuramente un elemento da tenere in considerazione al momento dell’acquisto.
Ruotando il potenziometro centrale si passa gradualmente da un pickup all’altro. Prima di sentirli insieme, ascoltiamo il piezo sull’amplificatore: il suono è interessante, si perdono alcune sfumature ‘acustiche’, ma se ne guadagnano altre differenti, date dalle valvole. Ci rendiamo conto pian piano che questa chitarra va in una direzione differente da quella che credevamo all’inizio. Miscelare i due suoni penalizza il piezo, perché il P-90 ha molto più volume di uscita, anche se con il potenziometro a metà corsa il volume di uscita del magnete è ridotto rispetto a quando lo utilizziamo da solo: ci sembra una mossa intelligente da parte dei progettisti, che non vogliono far ‘trionfare’ un sistema sull’altro. Questo permette anche, in caso stessimo suonando una ritmica e utilizzando i due sistemi insieme, di passare al solo P-90 e ottenere quell’incremento di volume adatto a suonare un assolo, per esempio, senza dover utilizzare pedali tipo boost. Dobbiamo necessariamente sperimentare tutti i suoni, che vanno dal ‘solo piezo’ al ‘solo P-90’, perché ruotando la manopola si incontrano tante sfumature differenti. Se a queste aggiungiamo l’effetto del togliere volume dalla chitarra, i suoni sono davvero tantissimi. Nel complesso va detto che la caratteristica resofonica, molto evidente all’occhio, è forse la meno evidente in caso di abbinamento ad amplificatore da elettrica: non che sia assente, intendiamoci, solo meno presente, come del resto immaginavamo.

Collegarsi a un ampli da acustica sposta di molto il risultato: la chitarra va ad agire in un territorio molto diverso. Si sente il piezo fare il suo lavoro, anche se il suono è troppo brillante e chiudere il tono non serve, perché si toglie il volume. Sul P-90 il tono funziona, ma sul piezo toglie segnale, chissà perché. L’eccessiva brillantezza può essere imputabile alle corde piuttosto fini: di solito le resofoniche montano corde giganti, tipo .012 o .013, e il suono ne trae vantaggio, anche quello amplificato. La muta da elettrica montata sulla Alden non aiuta, ma saremmo curiosi di sentire cosa succederebbe cambiando scalatura. Le differenze restano comunque tutte, il piezo è ora in zona molto più blues e il P-90 suona comunque caldo, con le differenze cui accennavamo sopra. Alzare troppo il volume utilizzando il piezo porta ai tradizionali inneschi che sperimentiamo con le chitarre acustiche, quindi attenzione ai volumi e al setup degli amplificatori quando siete a suonare: una buona prova del suono è consigliata. Resta da dire che anche se collegati a un solo impianto voci, come accade di solito con le acustiche, il P-90 aggiunge una serie di suoni che anche in ambito acustico possono dire la loro e aiutarci a uscire dal mix della band, o semplicemente a trovare suoni nuovi.

Conclusioni
Siamo in presenza di uno strumento interessante, non ci sentiamo di dire proprio «due al prezzo di uno», ma poco ci manca: la qualità complessiva è buona, pensando che siamo sotto i 400 euro; e un semplice cambio corde, da una muta leggera a una più pesante, potrebbe consentirci di andare a suonare una volta in un contesto elettrico e un’altra in uno acustico, senza soffrirne troppo. Ovviamente parliamo di ambito blues, almeno per quanto riguarda i suoni acustici; la parte elettrica è molto più gestibile, nonostante il look. Attenzione anche ai cambi corde: una muta di scalatura superiore tira molto di più ed è necessaria una visita dal liutaio per non far soffrire lo strumento e provocare danni; poi se volete fare da soli… fate pure, ma non vi lamentate della vostra nuova ‘chitarra banana’!
Possiamo tranquillamente affermare che se siete alla ricerca di una sei corde nuova, diversa, alternativa, senza spendere cifre assurde, questa ADS 135 potrebbe davvero fare al caso vostro, dandovi una mano sul palco – perché è davvero cool da portare addosso – e offrendo la possibilità di un parco suoni piuttosto ampio rispetto a quelli tradizionali, caratteristica questa da non sottovalutare. Ecco che la domanda iniziale «mi piacerebbe averne una, ma poi cosa ci suono?» perde molto del suo senso, perché in fondo possiamo usarla ‘quasi’ come un’elettrica, salvo poi trovarci fra le mani suoni assolutamente vincenti.

Daniele Bazzani

Scheda tecnica
Tipo: chitarra resofonica elettroacustica
Origine: Cina
Importatore: Alden Italia, Via A. Morandi 7, Uboldo (VA)
aldenitalia@gmail.it – www.aldenitaliaguitars.com
Prezzo: € 380 (IVA inclusa)
Fasce e fondo: tiglio e pioppo americano
Top: pioppo
Binding: avorio
Ponte: Top Spider Resonator
Manico: acero incollato al corpo
Tastiera: palissandro a 21 tasti
Paletta: Rogine Type nera a tre meccaniche per lato
Meccaniche: Alden DC3
Larghezza al capotasto: 4,2 cm
Distanza Mi-mi al capotasto: 3,5 cm
Larghezza al XII tasto: 5,2 cm
Scala: 648 mm
Pickup: 1 P-90, 1 piezo
Controlli: Volume, Balance, Tono
Note: custodia morbida in dotazione
Colore: Trans Red


Chitarra Acustica, 6/2012, pp. 38-40

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  1. Zio Mich (Riese P. X) Reply

    che bella qst chitarra, e che gran descrizione di Daniele… viene proprio la voglia di fare un giretto a Varese per fare l’acquisto. Qualche idea per trovare i fondi? che ne so…
    bagnino condominiale, gonfia biciclette nella piazza paesana, temperamatite negli studi di un geometra…?!? Accetto suggerimenti e lavoro part-time -;)))))

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