Chitarra e Internet?

Chitarra e Internet?

Certo questo argomento per un “attempato” chitarrista come me è certamente controverso, o comunque si tratta di un mondo completamente diverso da quello in cui sono cresciuti i miei sogni, le mie passioni, le mie speranze. Mi fa un po’ impressione iniziare dicendo “ai miei tempi…”, ma, in effetti, ai miei tempi era tutto diverso, la crescita e la maturazione artistica nascevano dal viaggiare, dal cercare di incontrare gli altri musicisti, dal cercare di capire i meccanismi tramite l’incontro diretto con l’artista, con l’evento o con la scena musicale ed esisteva un buon margine dedicato al sogno e all’immaginazione, specie per lo sviluppo di quella parte che si rivelava inaccessibile ed era spesso quella la zona creativa.
Tutte le conoscenze che io ho maturato durante il mio primo viaggio negli USA, viaggiando con mezzi diversi sulle colline intorno ad Atlanta, al Festival di Dahlonega, Georgia per poter finalmente incontrare e vedere Doc Watson in persona e stringergli la mano (per poi non lavare la mia mano almeno per un mese…), tutto quello che sono riuscito ad imparare in quel mese di viaggio partendo dall’allora Jugoslavia per poter risparmiare sul biglietto aereo e facendomi sballottare dal Greyhound che portava verso il sud, oggi lo si può apprendere in pochi minuti con un paio di click giusti su You Tube e Google ed è certo un tesoro da non sottovalutare. Certo, l’odore degli hamburgers (!) nel Campground non si avverte dal computer, ma il movimento della mano destra di Doc Watson si può vedere distintamente.
Si tratta di una tecnologia che, nei confronti della chitarra acustica, può far fare dei passi meravigliosi e creare una comunità internazionale che prima era impensabile potesse esistere.
Io sono un inguaribile sognatore e la parte che prediligo di questo mondo è sicuramente quella che ci mette in contatto con la storia. L’idea di poter vedere Django Reinhardt che suona con Stephan Grappelli e tutto il Quintet con la sigaretta accesa che pende dalle labbra è una emozione impagabile, come è impagabile il duetto di Eddie Lang e Joe Venuti o addirittura la gemma di Pasquale Taraffo che suona “Stefania” con la sua chitarra a quattordici corde filmato nel 1929 a New York, o l’ondeggiare di Jimmy Rogers che canta e si accompagna o le Masterclass di Andres Segovia che tratta malissimo allievi bravissimi…. (e la cosa imperdonabile è che tutti questi filmati non abbiano almeno qualche milione di visioni).
Con Internet ho già scambiato registrazioni importanti, ho scoperto materiale inedito, ho programmato viaggi, ho contattato artisti e promoters e con la mia mailing list riesco più volte l’anno a mettermi in contatto con chi ama la mia musica in ogni parte del globo, promuovendo concerti e progetti diversi. Muovendoci su Internet organizziamo ormai da 10 anni l’Acoustic Night al Teatro della Corte di Genova, una notte internazionale delle chitarre che muove chitarristi da tutto il mondo e pubblico da tutta Europa. Per me si tratta di un mondo nuovo di cui cerco di usare la parte più sana senza farmi uccidere dai suoi deliri.
Aspetti negativi ce ne sono infatti molti, il problema da superare è la mole di dati così enorme da essere ingestibile, il calderone immenso a cui si è esposti nell’impossibilità di capire la qualità delle proposte, il limite tra amatoriale e professionale, tra sublime e mediocre, tra semolino e acqua cotta alla maremmana. Per questo la necessità di siti professionali che possano filtrare il bello e farlo pervenire a chi ama la chitarra come Fingerpicking.net.
Questo progetto ha come fine la qualità, l’amore per la musica vera, la ricerca dello stupore di fronte ad un prodotto musicale bello e puro, la qualità tecnica della proposta.
Occuparsi oggi di chitarra acustica ispirata alle tradizioni (come nel mio caso) può sembrare anacronistico, in realtà è su questa chitarra che è nata l’energia sovrumana del folk revival americano che tanto continua a dare ancora alla musica d’oggi . È la chitarra acustica che è stata motore inarrestabile di generi musicali diversi e continua ad esserlo, nel mio campo ed in Italia in particolare il margine di sperimentazione e ricerca è ancora ampio e variegato e allora ben vengano i portali come questo che aprano nuove prospettive e diano la spinta alla crescita di una nuova comunità acustica.Guitar and the Internet?

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  1. ignazio cadeddu Reply

    Ciao Beppe,
    un grande saluto dalla terra di Sardegna. È inutile… la chitarra è e rimarrà uno strumento eccezionale, in qualsiasi forma essa sia utilizzata (elettrica, folk, classica, ecc.). So che ti sei anche interessato e appassionato alla chitarra sarda. Se tu hai piacere e mi fai avere un recapito ti farò avere il mio primo cd, prodotto da Frorias, intitolato Pizzicata – Ballus a chiterra. Andrea Carpi ne è già in possesso. Anche Mirco Bonucci, che lo ha avuto in regalo da un suo allievo sardo e mi ha chiesto anche alcune informazioni via internet; abbiamo successivamente avuto anche contatti telefonici e stretto amicizia. Un sautone,

    Ignazio Cadeddu

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