Chitarra classica – RAMIREZ 130 ANNIVERSARY

Liutai al femminile ce ne sono pochi, pochissimi. Ed è un peccatto perché, in questo campo come in molti (tutti? gli) altri, l’altra metà del cielo dimostra di avere una sensibilità particolare e un’attenzione ai dettagli non comune. Quando poi il liutaio in questione – oltre a essere una donna – raccoglie anche il testimone di un’azienda come Ramirez, con 130 anni di storia alle spalle, e una consolidata abitudine di gestione tutta al maschile, deve per forza essere davvero molto bravo per fare breccia e risultare credibile in un ambiente troppo spesso un po’ involuto. Amalia Ramirez ha tutte queste caratteristiche, con una piacevole vena di ‘leggerezza’ con cui affronta grandi e piccole sfide legate alla sua professione. E, se da una parte ha volutamente recuperato una dimensione strettamente artigianale per la produzione delle sue chitarre, dall’altro è molto attenta ai nuovi media e alla comunicazione globale.
Vivendo in ‘tempi interessanti’, come lei stessa li definisce qualche pagina più indietro nel corso dell’intervista, le celebrazioni per un anniversario importante come i 130 anni di vita del marchio Ramirez si limitano alla messa in commercio di un modello commemorativo che – come già accaduto per quello dei 125 anni, che viene quindi sostituito – rimarrà in produzione per solo cinque anni. Le chitarre della casa spagnola, ora come in passato, vengono realizzate interamente a mano da un unico liutaio all’interno del laboratorio, per poi passare il controllo finale tra le mani del ‘Ramirez’ in comando. Lo strumento messo a disposizione per la prova è il n. 96 di questa serie limitata. Nel prezzo è compresa anche una custodia rigida di ottima qualità, che per una volta non pesa come se fosse una libreria in massello, dichiarata resistente all’umidità.ramirez3

Al suo interno troviamo il certificato di autenticità della serie in edizione speciale, oltre ai tagliandi dei controlli qualità effettuati sia da Ramirez che da Carisch (l’importatore).
La tavola armonica è in cedro rosso, con venature molto fitte e compatte. La finitira laccata e l’ottimo montaggio rendono praticamente invisibile la giunzione delle due parti, tagliate a libro. Fasce e fondo sono in palissandro indiano, scuro e con marezzature poco pronunciate. Tutto ovviamente massello e di alta qualità. Il binding che orna le giunzioni della tavola è a lisca di pesce, non così frequente su questo tipo di strumenti. Mentre, sul retro dello strumento, il filetto è in acero. Il fregio alla buca, come accennato da Amalia nel corso dell’intervista già citata, è ornato con motivi a fiori di ciliegio, in omaggio al popolo giapponese e alla tragedia che recentemente ha dovuto affrontare. Il legame tra la casa spagnola e il paese del Sol Levante è da sempre molto forte e, anche in questo particolare, si apprezza una sensibilità non comune. Il ponte, in ebano, riprende il motivo della buca. Anche la tastiera è realizzata in ebano, assolutamente priva di qualsiasi tipo di segnatasto, anche sul bordo del manico in mogano. Del resto stiamo parlando di un modello da ‘studio’ realizzato nella più pura tradizione classica. La paletta, ricoperta in palissandro, monta meccaniche con piloncino dorato e paletta in perloid. Il profilo del manico è a D schiacciata, molto sottile e scorrevole, adatto anche a mani non enormi.
Nel complesso la realizzazione dello strumento è impeccabile, con una cura estrema di ogni dettaglio. All’interno della cassa non si può fare a meno di notare, oltre all’assoluta pulizia di incastri e catenature, il blocchetto sottomanico che, invece della consueta forma squadrata, è un vero e proprio tacco, elegantemente stondato. La chitarra è leggera, perfettamente bilanciata e – sperando che nessuno si offenda per averci anche solo pensato – in accavallatura ‘non classica’ rimane in posizione senza l’ausilio delle mani.

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Il setup con cui lo strumento ci è stato consegnato è praticamente perfetto, con corde Ramirez – naturalmente – a media tensione nuove di pacca. La chitarra ha il caratteristico odore dolciastro dello strumento uscito da poco dalle mani del liutaio, ma ha già una gran voce. Precisa, definita, rotonda e corposa. Molto reattiva al tocco, risulta dotata sia di volume che di carattere. E, ci perdonino i puristi del genere, anche molto versatile. Per essere una ‘studio’, quindi destinata ai compimenti del Conservatorio, non disdegna escursioni in altri ambiti, jazz acustico e bossa nova su tutti, ma anche un certo fingerpicking alla Chet, facendo la sua gran bella figura.
Chitarra molto interessante: modello tutto sommato economico – stiamo pur sempre parlando di uno strumento di liuteria – in grado di dare belle soddisfazioni in molti ambiti, anche oltre l’uso cui è destinata. José Ramirez I sarebbe molto orgoglioso della nipotina, se provasse questo strumento.

mario.giovannini@chitarra-acustica.net

Scheda tecnica
Tipo: Chitarra classica
Costruzione: Spagna
Distributore: Carisch S.p.A. – Lainate (MI)
www.carisch.it
Prezzo: € 2.200 (IVA inclusa)
Top: cedro rosso
Catene: cedro
Fasce e fondo: palissandro indiano
Manico: mogano
Tastiera: ebano
Binding: celluloide

Meccaniche: dorate con paletta in perloid

Larghezza al capotasto: 52 mm
Distanza Mi-mi al ponte: 60 mm
Scala: 650 mm
Tasti: 20

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 5/2012, pp. 44-46

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