Chitarra classica (2) – Dall’intavolatura antica alla tablatura moderna

(di Andrea Moschetti) – Nel numero precedente abbiamo ampiamente analizzato le ragioni storiche e tecniche che hanno portato a un cattivo uso delle tablature moderne. Abbiamo anche visto come la loro origine derivi dalle più antiche intavolature per liuto o strumenti similari e come, attualizzando questa antica parentela, sia possibile ottenere una tablatura completa di ritmi che risponda alle esigenze della più amplia platea possibile di utenti.
Per meglio comprendere questi passaggi andremo ora ad analizzare una trascrizione in notazione moderna di un frammento della “Fantasia prima” di Simone Molinaro (1599).

Cominciamo con un paio di considerazioni sull’intavolatura. Come prima cosa va detto che, a differenza della tablatura moderna, l’intavolatura si presenta rovesciata e quindi la prima corda risulterà essere la prima in basso. Inoltre bisogna considerare che la terza corda era accordata in Fa# sugli strumenti di quell’epoca e di conseguenza anche nelle relative intavolature. Per quanto riguarda invece le indicazioni ritmiche, si tenga conto che appartengono a uno stile al quale l’autore decise di aderire tra i tanti esistenti. Infatti, se osserviamo le prime quattro battute, notiamo che solo sulla prima è indicato il ritmo. Questo perché il suddetto stile prevede che, data un’indicazione ritmica, essa sia valida fino a nuova indicazione. Come ultima considerazione va tenuto presente che, a causa della mancanza di uno standard comune ed essendo in presenza di un modo di scrivere ‘intuitivo’, una trascrizione di questo tipo è sempre e comunque un’interpretazione di chi la esegue e quasi sempre oggetto di diverse valutazioni. Nel nostro caso ho scelto un’intavolatura molto semplice e priva di passaggi dubbi, per permettere a tutti di capirne il funzionamento.
Osservando ancora la prima battuta e, per conferma, la seconda, si deduce che ci troviamo in tempo di 4/4. Potendo poi osservare l’intera intavolatura se ne dedurrebbe anche la tonalità di Re maggiore, che qui diamo già acquisita. La cosa più importante da tenere sempre presente è l’andamento delle voci. Fino alla settima battuta siamo in presenza di un andamento a due voci, che dall’ottava battuta in poi va via via ad intrecciarsi con una terza voce. Ogni voce deve avere, nella nostra trascrizione, un andamento proprio e coerente con l’andamento delle altre. La seconda regola da seguire è che ogni nota dura fino a quando non ne compare un’altra della stessa voce, sempre che sia possibile dai punti di vista armonico e tecnico. Può accadere, infatti, che una nota possa durare dal punto di vista teorico, ma che tecnicamente non sia possibile farla durare sullo strumento.
Fatte queste premesse osserviamo la seconda battuta. L’indicazione ritmica in corso è il quarto. La prima voce (quella sulla prima corda) è facile da scrivere essendo composta da quattro note in un impianto ritmico di 4/4. La seconda voce, invece, ci obbliga già a fare il primo ragionamento: dato che in corrispondenza del secondo quarto non ci sono note, la prima (Re) durerà due quarti. Verificata la coerenza armonica e tecnica, vado a trascrivere questa battuta in notazione moderna (vedi trascrizione). Nella battuta successiva i ruoli si invertono e sarà quindi la prima voce a essere oggetto dello stesso ragionamento. Nella quinta battuta avviene il primo cambio ritmico. La prima nota (Mi) della prima voce sarà ancora del valore di un quarto, ma la seconda e terza nota (Do# – Si) saranno una coppia di ottavi sempre della prima voce che, siccome subito dopo ritorna l’indicazione di quarto, si chiude con un Do# del valore di due quarti. La prima nota della seconda voce (La, poiché la terza corda è in Fa#) durerà due quarti per poi ripetersi con la durata di un quarto. Spiegare a parole questo svolgimento è molto più complicato dello svolgimento stesso, della serie ‘si fa prima a farlo che a dirlo’. Consiglio quindi, una volta compreso il meccanismo, di continuare a leggere l’intavolatura e confrontare quanto dedotto con la trascrizione.
Passiamo infine a osservare la tablatura moderna. Come si può facilmente notare, essa si presenta molto simile alla notazione musicale, sotto l’aspetto ritmico, e quasi identica all’intavolatura per quanto riguarda l’aspetto grafico e numerico. Cosi fatta, è la perfetta sintesi delle due, riduce al minimo i passaggi logici di una lettura intuitiva e si avvicina  così alla lettura istantanea della notazione musicale. Gli ulteriori vantaggi rispetto a una tablatura senza ritmi li abbiamo già elencati nella puntata precedente. Aggiungo soltanto, come ultimo spunto di riflessione, che nella musica suono e ritmo sono come le due facce di una stessa medaglia… e una medaglia con una sola faccia non può esistere.


Chitarra Acustica, 3/2013, pp. 50-51

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