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strumenti

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chitarra acustica 2 duem ilaundici chitarra acustica 2 duem ilaundici

SCHEDA TECNICA Eko Mia 018

Tipo : chitarra acustica

Costruzione : Cina

Distributore : EKO Music Group SpA Via Falleroni, 92 – P.O. Box 52 - 62019 Recanati (MC) Tel. 0733 226271 www.ekomusicgroup.com

Prezzo : 320 euro street price

Top e catene : cedro massello

Fasce e fondo : mogano laminato

Manico : mogano

Tastiera : palissandro

Ponte : palissandro

Battipenna : no

Binding : plastica

Meccaniche : cromate con palettina in ebano

Larghezza al capotasto : 44 mm

Larghezza al ponte: 56 mm

Scala : 650 mm

Tasti : 20

Chitarra acustica Eko Mia 018

Chitarra acustica Eko Mia 018

Uscita sul mercato nel 2009, la Eko Mia di Mas-simo Varini, il modello ‘dread’ per intenderci, è sta-to un vero successo commerciale. Sicuramente il peso mediatico del personaggio ha avuto la sua valenza, ma è indubbio che si trattava di buoni stru-menti, ben costruiti e con materiali di qualità, pro-posti a un prezzo assolutamente concorrenziale. A due anni di distanza assistiamo all’evoluzione della specie e all’ampliamento dell’offerta con una dread a spalla mancante e l’introduzione dello shape 018, sia ‘intero’ che cutaway. I presupposti di partenza sono sempre gli stessi: l’attento lavoro di Massimo e di tutti quelli che gli stanno attorno in fase di proget-tazione, un buon rapporto qualità/prezzo e l’inevita-bile scelta di una costruzione delocalizzata in Estre-mo Oriente per contenere i costi di produzione.

Il modello ricevuto in prova è la ‘nuova’ 018, ma a portata di mano c’era anche una prima serie con cassa D, per poter fare gli inevitabili paragoni tra le due. Senza cadere nei soliti luoghi comuni del ‘quelle nuove non suonano come le prime’, ‘chi le conosce sa di cosa stiamo parlando’ e altre amenità varie da mercatino musicale.

Zero diciotto quindi, con dimensioni della cassa molto ridotte anche a causa dello spessore, leg-germente sottodimensionato, come sul modello D originale. La tavola è in cedro massello di buona qualità, in due parti unite a libro, fasce e fondo sono in mogano laminato. Le giunzioni sono ornate da un doppio fletto bianco e nero e da un binding in ace-ro. Ben realizzato e ben posato, ha un colore che ben si sposa con l’estetica dello strumento, al con-trario di quello un po’ plasticoso della prima serie. Il bordo sale anche sul manico, realizzato in mogano con proflo a V e con tastiera in palissandro, su cui sono perfettamente posati 20 tasti jumbo. L’intona-zione è perfetta. La paletta, di dimensioni generose, è marrone scuro con il logo della casa in ivoroid, e monta meccaniche senza brand, cromate con pa-lettina color ebano. Svolgono il loro compito in ma-niera impeccabile. Il ponte in palissandro, in match con la tastiera, racchiude la prima di alcune delle peculiarità di questo strumento. Sono presenti due dadi a brugola che permettono di regolare l’altezza dell’osso in maniera molto semplice e immediata. La chitarra monta di serie un sistema di amplifca-zione Fishman, il Presys Blend, e il piezo sotto sella è fssato all’osso a morsetto, grazie a quel mecca-nismo. In modo che non sia possibile che si creino spazi tra i due elementi, con i ben noti problemi alla resa del sistema. Il fatto che, praticamente, il ponte non sia a contatto con la tavola armonica può crea-re qualche perplessità. Sarà interessante verifcare

se ci saranno problemi nella resa sonora.

Il manico si inserisce nella cassa al XIV tasto ed è privo di tacco. Sia perché il truss rod, cui si accede dalla paletta, è studiato per intervenire su tutta la ta-stiera e non solo fno all’innesto, sia per la presenza del FastLok. In via di brevetto, questo sistema per-mette di controllare, semplicemente agendo su una boccola posta sul retro della cassa in corrisponden-za dell’innesto del manico, la sua inclinazione ed eventualmente lo sblocco per smontarlo dallo stru-mento. È molto più complicato da spiegare che da fare, a essere sinceri. In pochi minuti, con la com-

binazione di FastLok e ponte regolabile, è possibile fare un setup praticamente perfetto alla chitarra. Magari sperimentando regola-zioni un po’ estreme: ad esempio con un an-golo del manico molto pronunciato è possibile alzare di conseguen-za l’osso, mantenendo l’action molto agevole e creando un buon punto di tensione – e quindi di trasmissione delle vibrazioni – sul ponte. Tutto questo, ovviamente, sulla prima serie non c’era.

Ma veniamo alla prova pratica. Appena imbrac-ciata, la chitarra risulta leggermente sbilanciata ver-so la paletta, quasi inevitabile viste le dimensioni della cassa. Non una cosa tragica comunque. Anzi, si avverte appena. D’altro canto, la piccolina risulta davvero comoda da imbracciare e, vista la regola-zione del manico semplice e immediata, sembra di averla per le mani da sempre. Al primo accordo, il solito Mi in prima posizione, tutte le perplessità su spessore della cassa e conformazione del ponte spariscono: la chitarra suona, eccome. Come per la vecchia serie, la prima cosa che colpisce è il volu-me, assolutamente inaspettato. E non è tutto fumo, c’è anche sostanza. Il tono è articolato, seppur leggermente compresso – ma non è per forza una cosa negativa – con un ottimo equilibrio su tutta la gamma. Strumento ideale per il fngerstyle, sia per dimensioni che per lo shape del corpo, anche se, come spesso accade per chitarre di questo tipo, si presta bene anche a uno strumming leggero di ac-compagnamento. Il sistema di amplifcazione mon-tato dalla casa fa egregiamente il suo lavoro, com-plice anche il microfononino a capsula, integrato nel pre montato sulla fascia superiore. La resistenza al feedback è notevole, merito anche delle vituperate fasce e fondo in laminato.

Si potrebbe ripetere quasi parola per parola quanto già detto in merito alla prima serie: ottimo rapporto qualità/prezzo, ottima costruzione, buoni materiali e soluzioni tecniche davvero interessanti. Chitarra ideale per… tutti: per chi comincia, per chi la vuole come muletto, da consigliare all’allievo che può acquistare uno strumento serio senza rischia-re di essere sbattuto fuori casa. Rispetto alla prima serie, le nuove Mia sono più curate nei dettagli e nelle fniture con il plus di una regolazione del se-tup assolutamente user friendly. Speriamo solo che il distributore non si accorga che ho inflato nella custodia quella ‘vecchia’ e mi sono tenuto la 018…

Mario Giovannini

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