Chitarra acustica – Venturin ‘Nautilus’ (Torrefied Woods)

(di Dario Fornara) – Legni ‘arrosto’! Alcuni importanti costruttori come Martin e Bourgeois propongono strumenti costruiti con legni ‘torrefatti’, ovvero legni che hanno subìto un processo di invecchiamento artificiale, capace di ricreare le caratteristiche strutturali tipiche delle essenze stagionate naturalmente; un processo quindi in grado di simulare il risultato di anni e anni di esposizione all’ossigeno, ai raggi UV e ad altri elementi ambientali. I processi di torrefazione prevedono una stagionatura termica a temperature intorno ai 400 gradi: questo processo fa in modo che acqua, zuccheri e resine vengano eliminati, lasciando intatte cellulosa e tessuto legnoso. Una volta eseguito il trattamento, la massa e il peso del legno si riducono in modo sensibile, mentre la rigidità aumenta in modo considerevole, rendendo tra l’altro il materiale assai più difficile da lavorare. È naturale che anche nel mondo della liuteria sia aumentato l’interesse verso questi materiali. E oggi ho la possibilità di provare questa nuova chitarra torrefatta – progetto originale dell’amico Roby Micheletti, chitarrista appassionato di liuteria – realizzata da Carlo Venturin nel cuore delle alpi biellesi!

venturin

La Venturin ‘Nautilus’ ha una forma originale, richiama quella di una piccola small jumbo, un design moderno e per i miei gusti decisamente bello. Chiaramente i legni utilizzati sono tutti masselli: il top è realizzato in abete sitka torrefatto, mentre fondo e fasce sono realizzate in curly maple americano. Colpisce da subito il colore ‘tostato’ della tavola armonica, evidenziato dalla sottilissima finitura satinata in resina di gommalacca che ricopre e protegge tutto lo strumento. Un simpatico sound port – abbastanza inutile e del quale avrei fatto sinceramente a meno – sulla fascia superiore, permette di sbirciare agevolmente l’interno della cassa, che è piacevolmente verniciato e rifinito in modo esemplare: possiamo notare un originale sistema di incatenatura, sia della tavola che del fondo; la tavola presenta un ventaglio a tre raggi, le catene sono tutte scallopate e realizzate in acero, anch’esso torrefatto. La cassa ha uno spessore massimo di 11 cm, che si riducono a 9,5 nel punto meno profondo verso la giunzione con il manico. Le giunzioni sono fissate utilizzando colle animali, con modalità tipicamente vintage. Il manico – avvitato alla cassa con due viti – è realizzato in acero marezzato, anche lui torrefatto, il che rende questo strumento la prima chitarra che provo con questa caratteristica.

venturin palettaLa sezione del manico è una ‘D’ schiacciata dal profilo sottile e snello, con un piacevole feeling molto naturale al tatto e comodo per il sottoscritto. Apprezzo particolarmente il diapason corto da 635 mm, la larghezza del nut di 46 mm e un intercorda al ponte di 57 mm. La tastiera e il ponte sono in ebano macassar; selletta, nut e bridge pins sono in Black TUSQ della GraphTech, materiale che utilizzo su tutti i miei strumenti per la definizione timbrica, la migliore trasmissione ai sistemi di amplificazione sottosella e la scorrevolezza al nut. Il sistema di fissaggio del manico alla cassa permette alla tastiera di rimanere sollevata rispetto alla tavola armonica di circa 0,1 mm, quindi non incollata su di essa, permettendole di vibrare liberamente. Rimane da descrivere la paletta, anch’essa di disegno originale, proporzionata ed elegante, sulla quale sono montate delle belle meccaniche aperte Schaller modello GrandTune.

venturin meccaniche

La chitarra è leggerissima e ben bilanciata, il suono è estremamente definito. I bassi latitano un po’ e – di primo acchito – lo strumento si rivela piuttosto ostico e spietato nella resa timbrica, poiché non regala nulla, anzi, sembra richiedere grande precisione e un tocco piuttosto deciso per essere spinto ai propri limiti. I cantini sono caldi e ‘cicciottelli’, soprattutto la seconda corda sempre in evidenza e particolarmente risonante, mentre quello che sorprende è il sustain naturale, infinito, che generano le corde centrali: veramente qualcosa di originale e fuori dagli standard a cui siamo abituati; merito della torrefazione? I bassi, come già detto, vanno spinti, complice anche l’acero della cassa; caratteristica questa che renderebbe estremamente interessante provare la costruzione di uno strumento simile, ma con fondo e fasce magari in palissandro indiano per un timbro più equilibrato e rotondo!

Una chitarra dalla forte personalità, che ho trovato estremamente interessante per la sonorità e per l’ottima suonabilità. Un bel progetto che spero di veder crescere.

Dario Fornara
dariofornara1@alice.it
www.dariofornara.it

Scheda tecnica
Venturin ‘Nautilus’
Tipo: chitarra acustica
Origine: Italia
Costruttore: Carlo Venturin – Via Galileo Galilei, 7 – Biella – T. 340 9053043
Top: abete sitka torrefatto, catene in acero torrefatto
Fasce e fondo: acero
Binding: acero
Manico: acero torrefatto
Tastiera: ebano macassar
Ponte: ebano macassar
Meccaniche: Schaller GrandTune
Larghezza al capotasto: 46 mm
Scala: 635 mm

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