Chitarra acustica Sigma 000MC-1SCE e DR-28H

Miracoli della globalizzazione: Martin, alla fine degli anni ’60, pressata dalla produzione giapponese che, a un prezzo estremamente competitivo, propone strumenti di buon livello, decide di aprire uno stabilimento nella terra del Sol Levante e avviare la propria linea di chitarre economiche, le Sigma. Strumenti per altro di ottimo livello, che ottengono subito un buon riscontro di mercato. All’alba del nuovo millenio, però, la produzione made in Japan è ormai equiparata a tutti gli effetti – anche per i costi – a quella occidentale e il marchio scompare nell’oblio. Finché la tedesca AMI Musical Instrument GmbH non decide di rilevare il brand nel 2011, delocalizzandone nuovamente la produzione, questa volta in Cina. Quindi le Sigma sono chitarre americane, progettate in Giappone, realizzate in Cina e distribuite dalla Germania. Semplicissimo, no?
In realtà tutto questo significa poco o nulla, alla fine. L’importante è che sia stato recuperato un marchio a suo modo storico – che ora orgogliosamente si fregia di un “Est. 1970” (fondato nel 1970) – e che questi strumenti, da sempre caratterizzati da un ottimo rapporto qualità/prezzo, siano nuovamente disponibili nel nostro paese, grazie all’accordo della AMI con Aramini Strumenti Musicali.
Per testare il nuovo corso di Sigma abbiamo deciso per due classici della casa, una 000 e una dread che fanno riferimento alle omologhe serie 28 di Martin. Perché possono cambiare molte cose, si può anche spostare la produzione ai quattro angoli del globo, ma i termini di riferimento sono sempre quelli delle origini.

000MC-1SCE
Cominciamo dalla più piccolina: bisogna proprio andarsi a leggere con attenzione il logo sulla paletta per rendersi conto che non si tratta di una Martin. Identici shape, finiture, scala e ogni possibile elemento di design. La tavola è in abete sitka massello, con belle venature compatte. Fasce e fondo sono in laminato di mogano, comunque con una bella marezzatura, piacevole dal punto di vista estetico. Tastiera e ponte, in match, sono realizzati in palissandro, come l’impiallacciatura della paletta. Le meccaniche sono delle Grover cromate dal funzionamento ineccepibile. Le giunzioni della cassa sono ornate dal classico triplo filetto BWB che ben si sposa con il tradizionale battipenna a goccia in plastica nera. La chitarra monta di serie un sistema di amplificazione Fishman Isys+ con controlli posizionati sulla fascia superiore. Pur non amando particolarmente i ‘citofoni’ sullo strumento, bisogna ammettere che, in questo caso, viste le dimensioni minime della placca – che comunque ospita anche un accordatore cromatico – si tratta di un peccato veniale. La realizzazione dello strumento è assolutamente ineccepibile, in ogni dettaglio. Anche dentro la cassa è impossibile trovare imperfezioni di sorta.000MC-1STE

Lo strumento è bilanciato, cade bene addosso, e il manico ha una sezione a ‘C sottile’ molto confortevole, anche se la larghezza del capotasto – 42,8 mm conforme all’originale – non è di quelle particolarmente amate dai fingerstyler.
Alla prova pratica è difficile non rimanere piacevolmente sorpresi. O meglio: è possibile solo se prima non si è andati a dare una sbirciata al prezzo di vendita. Meglio dare un occhio anche in rete perché, si sa, i prezzi di listino spesso sono ‘indicativi’. Bassi belli presenti, ma non troppo invadenti, medi e cantini rotondi e definiti… non manca neanche una punta di riverbero naturale a impreziosire il tutto. La pasta sonora è ricca e articolata, l’attacco pronto e ‘croccante’, il sustain bello corposo. Una chitarra da suonare con le dita, adatta un fingerpicking di matrice tradizionale, con la mano appoggiata al ponte e il pollice con il thumbpick calzato.
L’Isys+ fa il suo lavoro degnamente. Non essendo un trasduttore di fascia ‘esoterica’, ma avendo un buon segnale a disposizione da riprendere, ripropone abbastanza fedelmente la timbrica dello strumento. L’accordatore on board è sempre un plus gradito, peccato solo che questi aggeggini non permettano di modificare il pitch a 432 MHz.

DR-28H

Dove D sta per dread, naturalmente e H, altrettanto naturalmente sta per Herringbone in riferimento alla finitura ‘a lisca di pesce’ del binding riportato sulle giunzioni della cassa. Per Martin questa finitura indica anche la presenza di catenature alleggerite. Nelle specifiche tecniche della chitarra il dato non trova conferma esplicita, ma non è difficile supporre che anche questa caratteristica, come tante altre, sia riportata sulle Sigma. Anche in questo caso la tavola è in sitka massello di buona qualità, mentre fasce e fondo sono in palissandro indiamo laminato. Il manico in mogano ha la tastiera in palissandro, con i caratteristici segnatasti a pallino, in match con il ponte. Stesse meccaniche della sorellina più piccola, sempre dalla funzionalità ottimale, identica paletta per cui vale tutto quello già riportato poco sopra. Il battipenna questa volta è tartarugato. Sulla qualità della realizzazione e delle finiture si potrebbe copiare/incollare parola per parola il commento sulla 000: assolutamente ineccepibile.

DR-28H_2

Bilanciamento e comodità del manico sono assolutamente di buon livello. Alla prima pennata – perché in questo caso cominciare con il plettro è d’obbligo – arriva allo stomaco una piacevole botta di basse che non può lasciare indifferenti. La chitarra è di quelle di razza, con un attacco e una definizione micidiali. Una volta si sarebbe definite senza mezzi termini banjo-killer. Chitarra da plettro quindi, ideale per blue-grass e dintorni, ma anche con le dita ha il suo bel perché, soprattutto per chi predilige particolarmente la scuola di Michael Hedges e dintorni.

Conclusioni

Per una volta possiamo assegnare un salomonico pareggio, i prezzi potrebbero anche far venir voglia di fare la follia e prenderle in blocco. La AMI sembra intenzionata a raccogliere il testimone Sigma nella maniera più consona, mantenendone inalterate filosofia e standard produttivi, con strumenti di buona qualità, ben realizzati e con prezzi decisamente competitivi.

Scheda tecnica 000MC-1SCE
Tipo: Chitarra acustica
Costruzione: Cina
Importatore: Aramini Strumenti Musicali s.r.l., Via XXV aprile, 36 Cadriano di Granarolo (BO)  info@aramini.net
Prezzo: € 489,00
Top: Abete massello Sitka
Catene: Abete
Fasce e fondo: Mogano
Manico: Mogano
Tastiera: Palissandro
Ponte: Palissandro
Binding: Palissandro BWB

Meccaniche: Grover Cromate

Amplificazione: Fishman Isys+
Scala: 650 mm
Tasti:  20

Scheda tecnica DR-28H
Tipo: Chitarra acustica
Costruzione: Cina
Importatore: Aramini Strumenti Musicali s.r.l., Via XXV aprile, 36 Cadriano di Granarolo (BO)  info@aramini.net
Prezzo: € 561,00
Top: Abete massello Sitka
Catene: Abete
Fasce e fondo: Palissandro Indiano
Manico: Mogano
Tastiera: Palissandro
Ponte: Palissandro
Binding: Herringbone
Meccaniche: Grover Cromate
Amplificazione: No
Scala: 650 mm
Tasti:  20

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 12/2012, pp. 36-38

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  1. Luciano Miranda Reply

    Io ho trovato la DR28, senza H però, con il profilo cioè sottolineato dal binding più classico e semplice. Che dire? Sembra proprio di avere tra le mani una Martin D28 e l’ho pagata 350 euro.
    Ovviamente se il negoziante avesse avuto l’esemplare con l’Herringbone l’avrei preso ma mi accontento lo stesso…
    Già le ho abbassato l’action al limite del possibile e cambiato le corde sostituendole con delle nickel wound. Perché? Semplice: il mio pallino è di avere un suono come quello di Tony Rice… Beh, nel mio infinitamente piccolo, ovviamente 🙂

  2. luigi Reply

    ho letto con interesse l’analisi della 000 e della Dread; mi chiedo se le omologhe di fascia più alta come la 000r 42 e la dread 42 (o la jr 40) hanno anch’esse le fasce e il fondo in laminato, visto che nei cataloghi della Sigma il termine “solid” viene usato solo per il top.
    Grazie,
    luigi

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