Chitarra acustica Paolo Grassi Small Jumbo

(di Gabriele Posenato) – Nel mio ultimo articolo ho scritto: «recensisco solo quello che compro, perché se lo compro è perché mi ha convinto». Oggi aggiungo: «Recensisco anche quello che mi piacerebbe comprare, ma non posso»…

small-jumboPaolo Grassi mi ha portato tre sue chitarre: una small jumbo, una jumbo e una OM large, diverse tra di loro per forme e dimensioni, ma con una cifra sonora identica. Già questo è una nota di pregio: in molti meeting, provando più chitarre dello stesso liutaio, non ho avuto questa sensazione. Parlo ovviamente sulla base della mia esperienza: le chitarre sono come il vino, ognuno ne avrà sempre la propria opinione e sicuramente diversa dagli altri, sia che si confronti un Tavernello o un Romanée-Conti.

Ho scelto la small jumbo perché mi ha colpito per alcune cose che cercherò di esporre. Aprendo la custodia mi sono imbattuto subito sulla paletta. Bella, con i suoi giochi a intarsio, semplice esteticamente non pesante. La chitarra si presenta con dei legni pregevoli: Abete Val di Fiemme per il top e Brazilian Rosewood per fasce, fondo, tastiera e ponte, il manico è in mogano. I legni, soprattutto il fondo, sono di una bellezza rara. La chitarra è leggera e ben bilanciata, ho scelto questa anche perché è molto comoda, almeno per me che ho problemi col braccio destro. È una 12 tasti, per cui mi ci devo abituare, ma qualcuno mi ha sempre detto che le dodici tasti suonano meglio. La tastiera è ben settata e suonabile, anche se il mio standard action è molto basso. Monta corde Elixir, che non amo particolarmente, ma ne comprendo la scelta. Unico neo, se di questo si può parlare, è il manico di 45 mm. Per le caratteristiche delle mie mani troppo stretto, amo 46 o 47 mm, soprattutto adesso che suono spesso la classica; ovviamente a richiesta Paolo fa il manico che si desidera. La chitarra presenta delle ottime rifiniture, su tutte la rosetta e i giochi ad intarsio della paletta, ottima anche la costruzione all’interno, dove si può notare il tacco alla spagnola.

small jumbo

La chitarra è ben rodata, si sente che non è chiusa al primo strimpellare. Che dire, dalle prime note mi ricorda le sue chitarre provate a Sarzana, dieci anni fa, assieme all’amico Roberto de Luca che di Paolo è un grande fan. E questa costanza, continuo a ripeterlo, è un gran pregio. La chitarra ha un volume enorme per le sue dimensioni, bisogna i primi tempi dosarne l’impeto se suoni in piano forte. I bassi sono presenti e potenti, i cantini definiti, ‘grossi’ oserei dire, un pò scavata sulle medie alle mie orecchie ma questo è quello che desidera Paolo. Devo essere sincero, l’ho suonata parecchio prima di andare a pranzo e siccome a me piace definire gli strumenti con una sola parola, questa la definirei: monumentale, in perfetta contraddizione con le dimensioni. Ha un sustain notevole, ovviamente questa è una chitarra che da il meglio di se in determinati generi, non puoi farle fare il boom-chick boom-chick stoppando i bassi, sarebbe sprecata. Giusto per darvi una idea la vedrei bene nelle mani di un Tony McManus o di un Simon Fox… e spero in un futuro nelle mie.

Gabriele Posenato

small-jumboScheda tecnica
Paolo Grassi Small Jumbo
Tasti: 12
Lunghezza corpo: 50 cm
Larghezza max: 38,5 cm
Larghezza spalla superiore: 26 cm
Larghezza waist o ansa: 21,5 cm
Profondità: da 9 a 11 cm
Larghezza al capotasto: 45 mm
Diapason: 64,8 cm
Top: abete Val di Fiemme
Fasce e fondo: palissandro brasiliano
Manico: mogano
Meccaniche: Gotoh 510

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