Chitarra acustica MATON EBG 808 TE

mantonBill May, oltre a essere un eccellente jazzista, aveva la passione per la lavorazione del legno, che insegnava e praticava nella sua bottega di liutaio. Negli anni quaranta, in Australia, non esisteva alcuna fabbrica di strumenti musicali, soprattutto di chitarre. Dettaglio, questo, che inquietava particolarmente il buon Bill, costretto a ‘dipendere’ dall’America per tutto quello che ruotava attorno al mercato di strumenti e accessori. Finché non ha deciso di dire basta e fare da solo, dando vita alla Maton, ovvero a quel May Tone che ha poi caratterizzato l’ambiente musicale australiano per gli anni a venire. L’idea ha avuto subito successo e il fratello di Bill, Reg, si è poi unito all’impresa, contribuendo alla crescita esponenziale della ditta nel giro di pochi anni. Tutt’ora Maton è un’impresa a stretta conduzione familiare, saldamente nelle mani dei nipoti di Bill. L’Australian Music Association ha recentemente riconosciuto l’enorme importanza che Mr. May ha rivestito per la musica nel suo paese inserendolo nella Hall of Fame. Anche se, è inutile negarlo, la vera notorietà a livello globale, Maton l’ha conosciuta negli ultimi dieci anni grazie a Tommy Emmanuel che, orgogliosamente, usa strumenti provenienti dalla sua terra per proporre la sua musica. Attualmente i modelli in catalogo dedicati all’ET della terra dei canguri sono tre: due dread e una concert. Ma è sicuramente quest’ultima, nell’immaginario collettivo, la vera chitarra di Tommy, un po’ la sua Excalibur insomma. Grazie a Tomassone di Bologna, che è uno dei centri italiani di vendita diretta del marchio – al momento sprovvisto di un importatore in Italia – e che ci ha messo a disposizione un esemplare dello strumento, proviamo a estrarre la chitarra dalla… custodia e a dare un’occhiata.
Lo shape del corpo della EBG 808 è decisamente ridotto. Leggermente inferiore a quello di una ‘zero’, risulta estremamente piccola e quindi comoda e facile da maneggiare. La chitarra è interamente realizzata in legni masselli, con una bellissima tavola in abete Sitka che si merita appieno la tripla A per il grado di selezione. Fasce e fondo sono in acero australiano del Queensland, con un colore leggermente più scuro di quello a cui siamo solitamente abituati. Questa è una delle peculiarità di Maton: l’utilizzo di legnami autoctoni, come l’acero in questione, il Victorian Blackwood o il Bunya a fianco di essenze più ‘collaudate’ per i piani armonici. Oltre a dare un deciso segnale al mercato, in cui l’utilizzo di materie prime ‘a km 0’ assume sempre maggiore rilevanza, aggiunge una precisa cifra stilistica ai suoi strumenti, che si fa apprezzare. Tutte le giunzioni della cassa sono ornate da un doppio binding crema e BWB sulla tavola. Anche il manico è in acero australiano del Queensland, con tastiera in palissandro in match con il ponte. I segnatasti sono i caratteristici dot in perloid e al XII tasto è presente il famigerato intarsio (in negativo) C.G.P. – Certificated Guitar Player – che probabilmente ormai anche i lemuri sanno cosa significa. La paletta è impiallacciata in palissandro con meccaniche Grover Rotomatic cromate dal funzionamento ineccepibile. La chitarra monta di serie il sistema di amplificazione APMic, che è un po’ il fiore all’occhiello di Maton, uno dei migliori attualmente in circolazione; e che, purtroppo, non è disponibile in retail, ma solo sui loro strumenti. I controlli – sigh – sono posizionati sulla fascia superiore. Nel complesso lo strumento è realizzato in maniera perfetta, non sono visibili imperfezioni di sorta, né fuori né dentro la cassa.

maton2Le ridotte dimensioni dello strumento, come già accennato, lo rendono comodo e facile da imbracciare. Risulta piacevolmente leggero e bilanciato, ideale soprattutto per essere suonato in piedi. Ma, malgrado tutto, suona. Eccome. Solitamente si sente dire che queste chitarre sono ottime da amplificate, ma un po’ poverelle nella dimensione acustica. Personalmente mi permetto di dissentire: questa EBG risulta molto responsiva al tocco, con una buona proiezione e un’ottima definizione su tutta la gamma. L’acero della cassa contribuisce ad asciugare parecchio le basse che sono, comunque, tutt’altro che assenti. In generale risulta essere uno strumento equilibrato, docile e che risponde immediatamente a ‘stimoli’ di qualsiasi genere. Malgrado le differenze tra la ‘Signature’ di Emmanuel e la EBG standard siano poche, si sente comunque la mano di uno abituato a suonare – e tanto – dal vivo. Si tratta di uno strumento solido, essenziale, comodo e decisamente plug’n’play. L’APMic, in effetti, sia pure con i suoi controlli molto essenziali, garantisce un’ottima resa senza troppi problemi. Collegata a una qualsiasi fonte di amplificazione, con controlli flat, la chitarra fornisce da subito un’ottima resa, migliorabile in pochi istanti e minime correzioni. La presenza del microfono fissato sotto la tavola vicino alla buca, che per Tommy è una parte irrinunciabile del suo stile ‘molto’ percussivo, aggiunge una componente di corpo e di legnosità al suono che fa la differenza.

maton3Purtroppo, pur cercando a fondo sia nella custodia – rigida, fornita di serie – che all’interno della chitarra, le mani e il cuore di Tommy non siamo riusciti a tovarli. Non sono forniti di serie. Per il resto, gli elementi essenziali per avvicinarsi al suo sound e al suo stile ci sono tutti. Il resto bisogna mettercelo noi, non c’è niente da fare.

mario.giovannini@chitarra-acustica.net

Scheda tecnica
 
Tipo: Chitarra acustica
Costruzione: Australia
Prezzo: € 2.039
Top: abete Sitka AAA
Catene: abete
Fasce e fondo: acero australiano del Queensland
Manico: acero australiano del Queensland
Tastiera: palissandro
Ponte: palissandro
Binding: BWB
Meccaniche: Grover Chrome Rotomatic
Amplificazione: Maton APMic
Scala: 650 mm
Tasti: 20

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 6/2012, pp. 30-32

...sull'Autore

Related Posts

  1. Luciano Miranda Reply

    Ehm… = …”FAMIGERATO intarsio”???

    Quale?!? Il CGP di Tommy Emmanuel, conferitogli a suo tempo da sua Maestà Chet Atkins?
    No, non è “famigerato”, ma “famoso”, FAMOSO!
    Eh… famigerato possono essere gli omuncoli messi su certi marchi odierni, italici per la precisione… logotipi strani… Ecco, quelli possono essere definiti “famigerati”.
    Di Tommyemmanuel e delle Maton, nulla può definirsi famigerato ma solo “Famoso”.

    Spero che la mia piccola correzione non sia interpretata in malo modo, ma venga interpretata nella giusta maniera: ossia il bisogno di dare alle parole (ed ai Loghi) il giusto significato.
    Sentitamente 🙂

  2. Marco Alderotti Reply

    Possiedo anche io questa chitarra e devo dire che ne sono veramente orgoglioso: è maneggevole ben costruita e dal gran suono in particolare se amplificata! Come ampli ho il nuovo sr jam 250 e cavi reference specifici x acustica. Che dire: è una bomba! Unico neo è la custodia standard che i ganci di chiusura non funzionano molto bene, ma il negoziante presto provvederà ad una sostituzione. Buona giornata a tutti Marco Alderotti

Lascia il tuo commento

*

Captcha * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.