Chitarra acustica Furch G22-CM

Nel 1981, quando la Repubblica Ceca si chiama Cecoslovacchia e Gorbaciov deve ancora cominciare a parlare di Perestrojka, il giovane Frantisek Furch termina il servizio militare di leva. Alla ricerca di un impiego, torna al vecchio amore della musica e accetta un ingaggio come suonatore di banjo in una quotata bluegrass band dell’epoca. E, come molti musicisti di belle speranze di quel periodo, si trova davanti all’insormontabile difficoltà di reperire strumenti adeguati alle proprie necessità. La tradizione liuteristica cecoslovacca è antica e affermata, ma la situazione politica non permette l’apertura verso tutto ciò che anche lontanamente abbia sentore di yankee. ‘Di necessità, virtù’ Franty decide di far da sé e realizza il suo primo banjo. In maniera molto approssimativa, per la verità, grazie a foto prese da riviste, film e uno sguardo lanciato da lontano a qualche festival. Ma lo strumento suona e il risultato è incoraggiante. Il passo successivo è l’agognata ‘roundback’, l’Ovation regina incontrastata di ogni palco negli anni ’80. Il garage di casa è prontamente attrezzato allo scopo e nel giro di poco tempo si trova a sfornarne almeno un paio a settimana, per stare dietro alle richieste di amici e conoscenti. E sarà proprio la rounback il primo successo commerciale della Furch Guitar, fondata poco dopo, grazie anche al graduale mutare del clima sociale e politico. Con una lenta e costante maturazione, l’azienda è cresciuta, imponendosi sul mercato europeo e americano e ora, finalmente, è importata regolarmente anche in Italia. Ovviamente ne abbiamo subito approfittato per approfondire il discorso: le prime, provate al Festival di Sarzana di un paio di anni fa, avevano colpito in maniera molto positiva.

La G22-CM arrivata in prova fa parte della serie Vintage Millennium e si posiziona in fascia intermedia per la produzione della casa ceca. Si tratta di una mini jumbo, realizzata interamente con legni masselli di buona qualità. Ma ancora prima di mettere le mani sulla chitarra, non si può fare a meno di apprezzare la bella custodia rigida in dotazione – molto leggera per un volta, di produzione interna – e tutta la dotazione accessoria: chiave per la regolazione del manico, spessori aggiuntivi per il sottosella già sagomati, pirolo fermacorde supplementare e addirittura una manciata di tasti (!) di scorta.
Tavola in cedro e fasce e fondo in mogano, la G22-CM ha una profondità del corpo leggermente ridotta rispetto allo standard. Le giunzioni sono ornate da un filetto B/W e da un binding in simil tartaruga. Il manico è in mogano in un pezzo unico, con tastiera in ebano, utilizzato anche per ponte, chiodini fermacorda e impiallacciatura della paletta. Il profilo è vintage modified, con sezione a V nelle prime posizioni che si arrotonda gradualmente fino a metà della lunghezza. I venti tasti sono ben posati e assolutamente intonati. L’ornamento della buca è molto semplice e assoltamente in linea con la sobria eleganza dello strumento. All’interno la pulizia regna sovrana: inutile cercare imperfezioni o sbaffi di colla, perché non ce ne sono.

All’atto pratico, sia pure con un leggero sbilanciamento verso la paletta, la chitarra risulta estremamente comoda da imbracciare. Colpa e merito allo stesso tempo anche delle fasce leggermente sottodimensionate. Nut da 46 mm, buona regolazione di fabbrica… sembra di averla per le mani da sempre. Di ‘mini’ in questa chitarra c’è solo il nome e di vintage esclusivamente il profilo del manico. Gran voce, gran volume, ma con perfetto controllo della dinamica. L’attacco è pronto, secco e diretto. Il tono complesso e articolato. Per niente jumbo, senza scavature sulle medie, il suono è ricco di sustain e riverbero naturale. Fondamentale in evidenza subito, in maniera quasi sfrontata, arricchita da un bel contorno di overtone. Franty ha studiato bene la lezione dei suoi colleghi americani, questo è evidente. Uno strumento versatile e moderno come concezione, senza risultare anonimo. Si presta bene ad essere suonato con le dita quanto con il plettro, non gli mancano ne complessità di tono per essere utilizzato a solo, tanto meno la ‘botta’ per emergere nel contesto di un ensamble. Un autentico workin’ horse, per dirla come i colleghi d’oltreoceano.

Il prezzo di vendita al pubblico colloca la G22-CM in una fascia di mercato estremamente affollata e combattuta. Ma chitarre di questo livello a questo prezzo se ne trovano veramente poche. Al contrario, non mancano quelle che arrivano a costare anche il doppio senza avvicinarcisi neanche lontanamente.

Mario Giovannini

SCHEDA TECNICA

Tipo: chitarra acustica
Costruzione: Repubblica Ceca
Distributore: Charon Custom Guitar Gear
Via della Fornace, 10/A – 43030 Basilicanova (Pr)
tel.0521/681859
www.charonguitar.com
Top: cedro
Catene: cedro
Fasce e fondo: mogano
Manico: mogano
Tastiera: ebano
Ponte: ebano
Battipenna: trasparente
Binding: tortoise
Meccaniche: Schaller Nikel
Larghezza al capotasto: 46 mm
Distanza MI-mi al ponte: 56 mm
Scala: 650 mm
Tasti:  20
Prezzo: 1290 euro IVA inclusa

Questa prova è in Chitarra Acustica, n. 4, luglio 2011, pp. 38-40.

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Redazione

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  1. Gianfranco Reply

    Ciao.
    Non essendoci, almeno fino a qualche tempo fa, nessun rivenditore in italia di questa marca, ho fatto un acquisto direttamente dalla Fabbrica tramite un amico che vive in Repubblica Ceca.
    Devo dire che il rischio di acquistare uno strumento senza averlo neppure provato è stato pienamente ripagato dalla qualità (sia estetica che di suono) dello strumento. Sono d’accordo sul fatto che per eguagliare la stessa qualità su altre marche si debba spendere sicuramente tre volte tanto.

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