Carisch: intervista a Germano Dantone

Il responsabile editoriale della Carisch, Germano Dantone, racconta come da alcuni anni l’importante casa editrice sia diventata partner dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana e abbia sviluppato un’ampia produzione dedicata al mondo della chitarra acustica, con una presenza anche a livello internazionale e forme di interazione tra editoria su carta e web.

Qual è il tuo ruolo in Carisch?
Ho cominciato nel 1998, dopo dieci anni nel mondo discografico con EMI, Warner e Sony, e ora sono responsabile editoriale della società. Il passaggio dal mondo discografico all’editoria musicale specializzata mi ha permesso di unire l’esperienza nel campo della discografia alla passione per la musica suonata e per la didattica musicale, fondendo due competenze nella discografia apparentemente simili, ma molto distanti tra loro.

Ultimamente la Carisch si è dedicata particolarmente allo strumento chitarra. Perché questa scelta?
Oltre ad essere chiaramente lo strumento più diffuso, raccoglie un pubblico estremamente vario e ampio, a partire dai professionisti fino agli studenti e agli amatori. L’esperienza dei primi anni in Carisch, unita a una personale passione per questo strumento, mi hanno indotto all’attenta analisi del ‘mondo’ chitarristico. Ricordo le mie prime partecipazioni ad alcuni festival di chitarra classica per la presentazione dei libri di Roberto Fabbri. Mi ha molto colpito la velocità con cui una novità editoriale, anche molto specifica nell’ambito chitarristico, arrivava alla conoscenza del suo potenziale pubblico. Cosa che non accade per molti altri strumenti. La comunità dei flautisti e dei fisarmonicisti, ad esempio, è altrettanto reattiva e attenta, ma per la chitarra parliamo di numeri ben più importanti. Da alcuni anni questa ricerca ci ha portato a legare il nome della società all’importante vetrina dell’Acoustic Guitar Meeting. Carisch è così diventato uno dei partner della manifestazione, sviluppando una propria collana di volumi dedicati alla chitarra acustica, per poi approdare all’importante collaborazione con Fingerpicking.net che ha permesso lo sviluppo di questo catalogo anche a livello internazionale.

Rispetto agli altri strumenti, come valuti l’interesse per la chitarra dal punto di vista vendite?
Nel nostro mercato, chitarra e pianoforte rappresentano certamente la parte più importante del fatturato. Il pubblico interessato ai metodi e al repertorio pianistico è però meno identificabile. Anche se il fenomeno Allevi ci ha permesso di scoprire anche in questo strumento una fortissima comunità di semplici appassionati. Il mercato della chitarra è da sempre ben suddiviso in generi, tipologie e tecniche molto specifiche, e ci permette di poter incontrare molto più facilmente le richieste del pubblico, anche quello più esigente.

Rispetto agli altri anni c’è un incremento o un decremento delle vendite di manuali per chitarra?
C’è stato un forte incremento tra il 2001 e il 2007, dovuto principalmente all’importante offerta di nuovi metodi e autori che in quegli anni proponevano i propri libri arricchiti di CD e DVD. Con l’aumento esponenziale di contenuti multimediali disponibili anche in rete, la vendita media ha un po’ rallentato, ma resta nel complesso molto interessante. La pubblicazione cartacea deve per questo diventare ancora più accattivante, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, per differenziarsi dalle altre proposte e ritagliarsi il proprio spazio di mercato.

C’è uno stile preferito (fingerpicking, flatpicking, bottleneck, manouche ecc.)?
No, generalmente l’appassionato della chitarra acustica si avvicina a più di uno di questi mondi. Forse il mondo della chitarra manouche ha, a mio avviso, un potenziale ancora inespresso in Italia. In Francia ad esempio è superiore a flatpicking e bottleneck.

Si preferiscono i metodi o le raccolte di brani?
Anche le raccolte di brani, se contengono tecniche particolari o sono realizzate da nomi di richiamo, hanno una forte componente didattica. Così come molti metodi sono pieni di pezzi e brani molto godibili. La chitarra acustica è un mondo dove il confine tra metodo e raccolta è molto labile.

Novità dal mercato estero? Come vi muovete in Europa? Qualche opportunità da Oltreoceano?
Come dicevo prima, le recenti esperienze al NAMM Show di Los Angeles e alla Musikmesse di Francoforte (dove Carisch ha presentato anche un programma di esibizioni acustiche) ha rappresentato un passaggio importante nella diffusione delle nuove iniziative editoriali all’estero, specialmente negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni. Abbiamo raccolto l’interesse dei più importanti editori e distributori internazionali con i quali stiamo stringendo accordi specifici. Nello specifico stiamo per realizzare i primi volumi della collana Fingerpicking.net solamente in inglese. Questo rappresenta un passo importantissimo, perché dimostra che la qualità dei metodi realizzati in Italia si può esportare in tutto il mondo. Carisch è inoltre, da molti anni, presente sul territorio francese con una sede a Parigi e agenti sul territorio, nonché in Portogallo, Germania e Spagna dove è presente con la società di proprietà Real Musical, leader nella musica classica e nella didattica scolastica.

Quali sono le collane che vi danno più soddisfazione e sulle quali state investendo maggiormente?
Dal mio ingresso in Carisch ho lavorato molto per organizzare il più possibile del catalogo in collane organiche. E ora quasi il 60% del catalogo è veicolato in collane. Nell’ambito chitarristico, oltre alla citata collana Fingerpicking.net, che conta ormai circa 25 titoli a catalogo, si è sviluppata una collana Carisch Acoustic con molti volumi, tra i quali album in tablatura di Massimo Varini, Beppe Gambetta, Franco Morone, Roberto Fabbri, Davide Mastrangelo, Pino Russo, Giovanni Palombo e molti altri. Citerei la collana Learn & Play, suddivisa in chitarra jazz, classica e acustica, che propone arrangiamenti di brani famosi con relative basi su CD, e il Carisch Music Lab, collana ispirata dalla presenza di nomi molto illustri tra le rubriche didattiche delle maggiori riviste specializzate e nelle aule delle più importanti scuole didattiche. Cercando tra le figure di spicco di questo panorama ho cominciato a raccogliere una sorta di ‘nazionale’ della didattica, costruendo negli anni una collana didattica destinata al mondo delle scuole private di musica, che in Italia rappresentano una realtà fondamentale.

Che novità presenterete all’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana e cosa ci riserva invece il futuro?
Partendo dalle novità di casa Fingerpicking.net posso annunciare l’uscita di una imperdibile antologia della chitarra blues, a cura di Stefan Grossman, e di un nuovo metodo per ukulele a cura di Fred Sokolow. Massimo Varini proporrà il volume La chitarra solista – vol. 2 e presenterà il songbook dell’album My Sides finalmente disponibile in spartito. Davide Mastrangelo e Woody Mann presentano un volume didattico dal titolo Fingerstyle Guitar Workshop finalizzato alla creatività interpretativa dei brani nello stile fingerstyle. Giovanni Bailo presenta una deliziosa raccolta/metodo dedicato alla chitarra lap steel. Francesco Buzzurro, oltre a portare la sua Godin ai limiti delle possibilità umane, presenterà la trascrizione su spartito dell’album L’Esploratore. Franco Morone presenterà un Best Of con i suo brani più rappresentativi. Probabilmente sarà disponibile il volume di spartiti del CD acustico di Dodi Battaglia, D’assolo, ricercato da molto tempo sul mercato. Chiudo con una chicca presentata a Francoforte: Baroque Lute Music for Guitar è una raccolta realizzata dal famoso chitarrista tedesco Walter Abt, che comprende brani per liuto dei compositori più rappresentativi, adattati per chitarra classica con una particolare accordatura (denominata ‘Abt tuning’) nata per la chitarra classica ma che a mio avviso farà impazzire i chitarristi acustici.

Come al solito avrete, spero, il vostro spazio dove far esibire i vostri artisti. Puoi anticiparci il calendario o almeno qualche nome?
Sto stilando il calendario proprio in questi giorni e posso confermare certamente la presenza di Franco Morone, Massimo Varini, Francesco Buzzurro, Davide Mastrangelo e gli allievi e insegnanti del Centro Studi Fingerstyle. Ospiteremo chiaramente le presentazioni dei libri della collana Fingerpicking.net con la presenza di Daniele Bazzani, Reno Brandoni e gli altri autori. La domenica mattina mi esibirò anch’io, con il mio trio acustico, proponendo classici dell’acoustic rock con una serie di strumenti Godin.

Ci fai conoscere il tuo pensiero sull’editoria elettronica e quella cartacea? Chi vincerà?
L’editoria cartacea non deve temere quella elettronica. La collaborazione tra Carisch e Fingerpicking.net dimostra proprio questo. Le due cose devono convivere e coesistere. Si tratta di offrire i contenuti sfruttando al massimo le qualità del mezzo. È indubbio che la lettura di uno spartito su carta è migliore di quella a monitor, così come i supporti fisici non possono più competere con la tecnologia HD fruibile direttamente online. In più, l’editoria tradizionale non deve farsi tentare dall’impoverire il prodotto pur di competere con i prezzi o l’assoluta gratuità del mondo digitale. Alla fine non vincerà nessuno, se ciascuno dei due contendenti prenderà consapevolezza delle proprie possibilità e dei propri limiti, sfruttando quelle dell’altro medium. Insieme si vince sempre.

Qual è la differenza di vendite tra i negozi tradizionali e i siti online?
In questo caso, per siti online considero solo quelli che vendono il libro fisico per corrispondenza. La vendita tradizionale è molto più prevedibile. La vendita online ti stupisce sempre per la frammentazione e specializzazione della domanda. Anche in questo caso il mondo digitale è in grado di offrire una quantità infinita di possibilità, permettendo a noi editori di far emergere prodotti che nella distribuzione convenzionale sarebbero spariti. È anche vero che la vendita online, spesso legata a punti vendita reali, ha permesso di espandere enormemente la ‘vetrina’. Noi stessi sfruttiamo al massimo le potenzialità del nostro sito www.carisch.com offrendo informazioni sul catalogo e, parallelamente, uno store locator che indirizza gli utenti all’acquisto fisico oppure online del prodotto. Per noi che trattiamo oltre 19.000 titoli, il proliferare di cataloghi per la vendita online ha rappresentato una risorsa importantissima in termini di quantità e di varietà dell’offerta.


Chitarra Acustica, 5/2012, pp. 24-25

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Redazione

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