California Minitour

Arrivo a Los Angeles il 9 agosto con la sola compagnia di “Chiedi alla Polvere” di John Fante, devo dire che non potevo scegliere libro migliore per accompagnarmi in questo mio primo viaggio musicale negli States. Immedesimandomi in Arturo Bandini, raggiungo Orange drive (zona Hollywood) a casa del musicista lancianese (ormai americano) Robbie Angelucci che gentilmente mi ospita per i primi 3 giorni. Il mio impegno lavorativo a L.A. è ad Altadena l’11, poi dovrò partire per Santa Rosa nella Sanoma Valley dove mi aspettano per il prestigioso Healdsburg Guitar Festival.
I primi giorni a Los Angeles me li gioco da pigro turista visitando la deludente Hollywood e Universal city in attesa del primo impegno presso The Coffee Gallery Backstage: un locale di live music dedicato alla musica acustica. In questo posto sono passati alcuni fra i migliori musicisti di questo genere degli Stati Uniti e d’Europa come il francese Pierre Bensusan o l’americana Muriel Anderson. Vengo accolto con gentilezza e professionalità da Bob Stane (l’art director del backstage) e da alcuni musicisti che provano lo show del giorno successivo e subito si instaura un clima stimolante e famigliare. Mi adopero per un buon sound check e l’acustica del locale unita ad un discreto impianto di amplificazione mi aiutano.
Si va in scena alle 8pm: il pubblico (anche se non numerosissimo) è attento e disciplinato e mi permette di portare avanti uno show intimo, divertente e divertito nel quale ho la possibilità di sperimentare dinamiche, colori e suoni della mia chitarra come poco spesso accade. C’è anche il tempo per un “Creuza de ma” cantato di deandreana memoria che gli americani sembrano apprezzare come l’intero show che si conclude verso le 9.30.
Sono molto soddisfatto di questa mia “prima” in terra americana e la vendita dei dischi ne dimostra il buon successo.

Il giorno successivo dopo una colazione insieme a Robbie a base di pancake e sciroppo di acero (se l’avessi mangiata tutta mi sarebbe bastata per una settimana!) in un tipico american bar in puro stile “Pulp fiction” mi appresto a partire per la Sanoma Valley con un volo interno neanche troppo costoso (circa 70 $). Si cambia ambiente: dalla caotica Los Angeles alla tranquillità di una piccola città come Santa Rosa (circa 100 Km da S.Francisco) …piccola… conta le sue 140.000 anime, ma non te ne accorgi proprio… Arrivo in serata e mi sistemo presso un motel della catena Motel 6, confortevoli ed economici, ma senza neanche un bar o un ristorante nelle vicinanze, quindi la mia cena sarà a base di Pollo fritto del Kentucky (c’è un KFC non lontano) … preferisco dimenticarlo…

Finalmente riesco a dormire un po’ (devo dire che sono ormai da 4 giorni in USA e non riesco ad abituarmi al cambio di fuso orario) e utilizzo la mattinata del 13 agosto per visitare la pittoresca Santa Rosa. Per le strade, i giardini (molto ben tenuti) i negozi del centro spuntano pupazzi di Charlie Brown, Snoopy, Linus e altri personaggi dei Peanuts di Charles M. Schulz al quale è stato dedicato un museo proprio a Santa Rosa. Non solo: scopro che qui Alfred Hitchcock ha girato diversi film e visito i luoghi usati come set.
Nel pomeriggio incontro Valentino, Chiara e Rossana: lo staff dell’italiana Graal Guitars (presenti al festival) e con loro si va al Wells Fargo center for the arts dove c’è il party di benvenuto dell’ Healdsburg guitar festival.
Il festival, giunto alla 7ma edizione, è in sostanza una grande fiera di liuteria artigianale (sono presenti 130 liutai da tutto il mondo con le loro creazioni) che ha come corollario un fitto programma di workshop, concerti e dimostrazioni degli strumenti nei quali sono protagonisti circa 30 chitarristi (tra gli altri Tim Sparks, Franco Morone, Michael Chapdelaine, Vicki Genfan, Don Alder, Todd Hallawell e altri). Il tutto si svolge quest’anno nei giorni 14, 15 e 16 agosto dalle 10 alle 18 in questo grosso centro multifunzionale che è il Wells Fargo Center for the Arts.
Il festival è organizzato da LMI (Luthiers Mercantile International) che fornisce materiali di liuteria in tutto il mondo. Mi colpisce subito l’efficienza degli organizzatori guidati da Nathalie Swampo, una donna non giovanissima, ma di una gentilezza unica che ha tutto, ma proprio tutto sotto controllo.
Girare per i luoghi dell’esposizione è una libidine continua, ci sono autentiche opere d’arte chitarristiche (non so se il video riesce a rendere l’idea…) ma non avevo mai visto cose del genere e Valentino di Graal Guitars mi conferma che questo festival a livello espositivo è al top.
Ed arriva il mio turno: il 14 agosto, workshop alle 2.30 pm e concerto alle 5 pm.
Sono un tantino preoccupato perchè sono giorni che mi chiedo come sia possibile che un chitarrista italiano possa insegnare qualcosa di chitarra agli americani… come se un giapponese che volesse insegnare a fare la pizza ai napoletani. “Acoustic Hendrix: How to play rock music on acoustic fingerstyle guitar” è il titolo del mio intervento e subito mi stupisco della massiccia presenza di “studenti” (una trentina) che pagavano 35$! Questo mi ha fatto pensare allo stacco culturale in tema di musica rispetto al nostro paese. Tutti gli iscritti sono forniti di chitarre e quindi il programma è stato inevitabilmente modificato per adattarlo a tutti, comunque un’ora e mezza è volata e a fine workshop mi fermo a chiacchierare con alcuni di loro che sono rimasti, tra gli altri John Anderson un fonico che ha lavorato con Michael Hedges: mi parla in maniera veramente commossa del grande chitarrista e mi dice una frase che non dimenticherò “Michael was a very special musician… and you have the same energy!”. Non siamo lontani dal luogo in cui Michael hedges perse la vita in quella sfortunata sera del dicembre del 97, e quelle parole assumono per me un significato profondo tra lusinga e commozione.
Quindi è ora di raggiungere il Carston Cabaret dove ci sono i concerti e alle 5pm è il mio turno dopo uno scoppiettante set di Vicki Genfan. Ho un fonico a disposizione che si occupa del mio suono. Giusto 2 accordi e il sound è perfetto. Sono un po’ stanco, ma con in testa le parole di John inizio il mio show imperniato ovviamente sugli arrangiamenti di brani rock senza tralasciare De Andrè e Piazzolla… Tutto fila liscio e con me si chiude la prima intensa giornata del Festival.
La giornata successiva me la godo tutta da chitarrista in vacanza e ne approfitto per un ampio giro fra gli stand dei liutai e per conoscere meglio l’italiana Graal Guitars del liutaio Valentino Lamorte. Si tratta di strumenti molto ben costruiti con legni italiani e ne ho potuto apprezzare il suono dalle mani di Michael Chapdeleine che le ha suonate nel set dimostrativo. Poi si ha la fortuna di incontrare e scambiare quattro chiacchiere con gente come il paesano Franco Morone o il simpatico Todd Hallawell o l’immenso Alex De Grassi.
L’ultimo giorno negli USA lo spendo tutto a San Francisco e quindi la Baia, il Golden Gate, Fisherman Warf, il quartiere cinese… sono veramente stanco quando arrivo all’aeroporto e mi fermo a guardare Frisco dai grandi finestroni del Gate 23 e penso a questa intensa settimana e che la mia prima volta negli States non poteva essere migliore.

Grazie a Robbie, Mirko, Maria Rita, Bob Stane, Valentino, Chiara, Rossana, Nathalie, Chris, Sasa e Davide

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Redazione

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