Blind BlakeBlind Blake

blindblake

E’ curiosa la storia di Blind Blake…

Universalmente riconosciuto come il migliore e più influente Bluesman dell’anteguerra attivo tra l’area della East Coast e Chicago, di lui si conosce ben poco. Addirittura, non è certo nemmeno il suo nome, che si suppone fosse Arthur, e forse anche questo ha contribuito a creare il suo mito.

Nato a Jacksonville in Florida –pare nel 1895, ma la data non è certa- raggiunse una notevole fama locale, prima di iniziare a incidere per la Paramount nel 1926, lo stesso anno in cui iniziò anche la carriera discografica di Blind Lemon Jefferson. Tra l’altro, Blake e Jefferson furono i primi Bluesmen a raggiungere un notevole successo discografico e i soli in grado di competere con le Regine del Blues, che oramai incidevano già dal 1920 e operavano in un contesto ben più sofisticato.

Blind Blake fu anche il primo a registrare un pezzo strumentale di successo, quel “West Coast Blues” con il quale da allora si sono cimentati numerosissimi chitarristi, incapaci però di trarre dalla chitarra quel suono sincopato che è la caratteristica del lavoro con la mano destra di Blake. Non è un caso che il Reverendo Gary Davis, solitamente molto critico e anche un pò spocchioso nei confronti degli altri chitarristi, fosse solito dire che Blind Blake aveva una “sportful right hand”.

Come tutti i chitarristi girovaghi del suo tempo, Blind Blake aveva un repertorio molto ampio, ma purtroppo le esigenze del mercato discografico “Race”, che in quell’epoca impazziva solo per il Blues, hanno ristretto di molto il genere musicale che Blake finì per incidere nelle sue circa 80 facciate per la Paramount. Addirittura, spesso dovette chiamare “Blues” pezzi che in realtà erano Ragtime o sconfinavano nella musica “pop” dell’epoca.

Registrò con musicisti del periodo pre-blues quali Papa Charlie Jackson e Gus Cannon, con cantanti quali Ma Raney e Ida Cox, oltre che con jazzisti dell’area di Chicago, a riprova di come la sua bravura e la sua capacità di adattarsi a generi differenti fossero universalmente apprezzate.

La crisi del ’29 inflisse un colpo mortale alla sua carriera e, infatti, dopo il ’32 si perdono le sue tracce. Addirittura, le sue due ultime incisioni “Champagne Charlie Is My Name” e “Depression’s Gone From Me Blues” non da tutti i critici vengono oggi riconosciute come sue. Era ormai minato dall’alcool? Era già incapace di suonare decentemente e venne rimpiazzato da un oscuro e poco dotato Bluesman, al quale i dirigenti della Paramount imposero il suo nome, nel tentativo di sfruttarlo sino all’ultimo? Impossibile dare una risposta certa a queste domande.

La sua fine, se possibile, è avvolta ancor più nell’ombra… Pare sia avvenuta nel 1937… in almeno cinque città differenti… Probabilmente dovuta a un incidente… ma non è escluso si sia trattato di un omicidio…

Di lui ci restano un’unica fotografia -che ci mostra un uomo gioviale, certo capace di godersi la vita- e tanta musica suonata con estrema abilità e cantata con una voce ammiccante, capace ancora oggi di farci sorridere al pensiero di che cosa Diddie Wa Diddie possa mai significare…

Discografia.

Il miglior CD singolo dedicato a Blind Blake è Ragtime Guitar’s Foremost Fingerpicker, pubblicato dalla Yazoo, mentre chi è veramente innamorato della sua musica non può non avere l’edizione completa All The Published Sides, curata da JSP Records.

Sample track [MP3 id=’misc/Blake_West Coast Blues.mp3′]blindblake

E’ curiosa la storia di Blind Blake…

Universalmente riconosciuto come il migliore e più influente Bluesman dell’anteguerra attivo tra l’area della East Coast e Chicago, di lui si conosce ben poco. Addirittura, non è certo nemmeno il suo nome, che si suppone fosse Arthur, e forse anche questo ha contribuito a creare il suo mito.

Nato a Jacksonville in Florida –pare nel 1895, ma la data non è certa- raggiunse una notevole fama locale, prima di iniziare a incidere per la Paramount nel 1926, lo stesso anno in cui iniziò anche la carriera discografica di Blind Lemon Jefferson. Tra l’altro, Blake e Jefferson furono i primi Bluesmen a raggiungere un notevole successo discografico e i soli in grado di competere con le Regine del Blues, che oramai incidevano già dal 1920 e operavano in un contesto ben più sofisticato.

Blind Blake fu anche il primo a registrare un pezzo strumentale di successo, quel “West Coast Blues” con il quale da allora si sono cimentati numerosissimi chitarristi, incapaci però di trarre dalla chitarra quel suono sincopato che è la caratteristica del lavoro con la mano destra di Blake. Non è un caso che il Reverendo Gary Davis, solitamente molto critico e anche un pò spocchioso nei confronti degli altri chitarristi, fosse solito dire che Blind Blake aveva una “sportful right hand”.

Come tutti i chitarristi girovaghi del suo tempo, Blind Blake aveva un repertorio molto ampio, ma purtroppo le esigenze del mercato discografico “Race”, che in quell’epoca impazziva solo per il Blues, hanno ristretto di molto il genere musicale che Blake finì per incidere nelle sue circa 80 facciate per la Paramount. Addirittura, spesso dovette chiamare “Blues” pezzi che in realtà erano Ragtime o sconfinavano nella musica “pop” dell’epoca.

Registrò con musicisti del periodo pre-blues quali Papa Charlie Jackson e Gus Cannon, con cantanti quali Ma Raney e Ida Cox, oltre che con jazzisti dell’area di Chicago, a riprova di come la sua bravura e la sua capacità di adattarsi a generi differenti fossero universalmente apprezzate.

La crisi del ’29 inflisse un colpo mortale alla sua carriera e, infatti, dopo il ’32 si perdono le sue tracce. Addirittura, le sue due ultime incisioni “Champagne Charlie Is My Name” e “Depression’s Gone From Me Blues” non da tutti i critici vengono oggi riconosciute come sue. Era ormai minato dall’alcool? Era già incapace di suonare decentemente e venne rimpiazzato da un oscuro e poco dotato Bluesman, al quale i dirigenti della Paramount imposero il suo nome, nel tentativo di sfruttarlo sino all’ultimo? Impossibile dare una risposta certa a queste domande.

La sua fine, se possibile, è avvolta ancor più nell’ombra… Pare sia avvenuta nel 1937… in almeno cinque città differenti… Probabilmente dovuta a un incidente… ma non è escluso si sia trattato di un omicidio…

Di lui ci restano un’unica fotografia -che ci mostra un uomo gioviale, certo capace di godersi la vita- e tanta musica suonata con estrema abilità e cantata con una voce ammiccante, capace ancora oggi di farci sorridere al pensiero di che cosa Diddie Wa Diddie possa mai significare…

Discografia.

Il miglior CD singolo dedicato a Blind Blake è Ragtime Guitar’s Foremost Fingerpicker, pubblicato dalla Yazoo, mentre chi è veramente innamorato della sua musica non può non avere l’edizione completa All The Published Sides, curata da JSP Records.

Sample track [MP3 id=’misc/Blake_West Coast Blues.mp3′]

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Redazione

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