Beppe Gambetta & Tony McManus a Un Paese a Sei CordeBeppe Gambetta & Tony McManus at Un Paese a Sei Corde

PARUZZARO, Concessionaria AutoArona, 10 luglio 2011 – Uno scozzese che canta in genovese insieme con un italiano che canta in inglese in una concessionaria di auto tedesche… No, non è l’inizio della solita barzelletta, ma il sunto dello straordinario concerto di Un Paese a 6 Corde di questa sera. Intanto il luogo: a chi poteva venire in mente, se non a Lidia e Domenico – instancabili organizzatori – di portare proprio qui due stelle della chitarra acustica ad esibirsi la notte di S. Lorenzo? È bastato mettere insieme la passione musicale del proprietario del salone, con le ampie vetrate con vista-cielo della struttura e tanta inventiva, e il gioco è fatto. Ecco pronte le basi per un concerto davvero speciale. Il resto l’han fatto Beppe Gambetta e Tony McManus con la loro musica e la loro simpatia. In breve tempo, le numerose poltroncine sistemate in mezzo alle vetture non sono state più sufficienti per tutto il pubblico accorso e che ha continuato a guardarsi intorno incuriosito e ammirato per la spettacolare scenografia fatta di pneumatici illuminati, auto di lusso e di grandi banner colorati tipici dei concerti di Beppe.

Quando però Beppe Gambetta e Tony McManus sono saliti sul palco, l’attenzione è stata tutta per loro. E non poteva certo essere diversamente, viste la loro bravura e simpatia. Gambetta si è rivelato anche un grande intrattenitore e l’accordatura dello strumento è stata il pretesto per fare battute su tutto, a partire dalla difficile situazione di mettere uno scozzese e un genovese insieme davanti ad un conto da pagare. Poi hanno cominciato a suonare ed è stato puro divertimento per tutti. Dopo un inizio scoppiettante dal sapore celtico, i due ci hanno fatto ascoltare una dolcissima rivisitazione di un pezzo di Norman Blake, “Church Street Blues”, prima di passare ad alcuni brani eseguiti dal solo Beppe. E sono stati davvero particolari, per la loro diversità, ma anche per la loro storia. Come quella di “Light in Torraca”, una tarantella nata per celebrare la decisione del sindaco di questo piccolo comune campano di illuminare (primo al mondo) le vie del paese con luci a led. Seguita da un arrangiamento di un pezzo verdiano, “La Vergine degli Angeli”, con un bel tremolo ottenuto, così ci ha spiegato, grazie a tanti caffè e perfetto per le mani tremanti di una vecchiaia che verrà. E raccontando poi della grande emozione di suonare davanti al Presidente della Repubblica il prossimo 11 dicembre, ha già cambiato accordatura per proporci un brano di Woody Guthrie, “The Hard Travelling”, diventato ormai un suo classico.

Ma è arrivato il momento di far tornare sul palco Tony per suonare “The Sleeping Tune”, un brano prima sognato e poi scritto da un amico durante un sonno etilico seguito ai festeggiamenti per aver vinto un contest organizzato da una nota marca di whiskey! E mentre il pubblico ancora rifletteva sugli strani effetti dell’alcool, ecco una vera sorpresa: insieme Beppe e Tony hanno eseguito “A çimma”, di Fabrizio De André, cantando in genovese. Tutti e due! Il pubblico si spellava le mani per l’entusiasmo, mentre altre persone continuavano ad arrivare, alcune giunte da lontano, altre forse fermatesi per curiosità vedendo le luci dalla strada. Poi ancora musica delle Highlands con “Doherty” ad introdurre il set di pezzi eseguiti dal solo Tony McManus, che ci ha regalato anche una delicatissima “Gnossienne No.1” di Erik Satie. Ma se le simpatiche battute di Tony potevano sfuggire ai non anglofoni, il ritorno di Beppe ha risolto il problema coinvolgendo il pubblico in un ’difficilissimo’ coro per “Margaritin”, canzone piemontese molto amata dall’amico scozzese. Sarà vero? Noi ci abbiamo creduto, anche perché la dolcezza della sua melodia racchiude una parte più veloce e ritmata, che sembra fatta apposta per lui.
Con “L’Orient est grand” ci hanno salutato, ma solo per poco, richiamati sul palco dagli applausi scroscianti placati con ben due bis, “Crêuza de mä”, con tanto di verso di un grillo (inesauribile Domenico) nel finale, seguito da un mix di due brani, uno ciascuno dal repertorio dei nostri chitarristi. Ed è giunta davvero la fine di questa bellissima e originale serata. Quanto rimpianto avrà avuto Tony nel partire da qui per affrontare una tournée in California! Di sicuro noi non ne abbiamo avuto per aver mancato di vedere le stelle cadenti dalle vetrate del tetto. Abbiamo invece potuto godere dello spettacolo di due stelle ben fisse nel firmamento della chitarra acustica mondiale! Che cosa desiderare di più? Certamente di incontrarli ancora.

Patrizia & Mauro Gattoni

(foto di Francesco Mora)PARUZZARO, AutoArona car dealer, 10th July 2011 – A Scotsman who sings in Genoese together with an Italian who sings in English in the premises of a German car dealer… No, it’s not the beginning of the normal joke but the summing up of an extraordinary concert by ‘Un Paese a 6 Corde’ this evening. Let’s start with the place – who could possibly think of bringing two stars from the acoustic guitar world here to perform on the night of St. Laurence if not Lidia and Domenico, two inexhaustible organisers. It was enough to unite the space’s owner’s passion for music with the building’s huge glass windows opening out onto the sky together with a lot of inventiveness and hey, presto! Bob’s your uncle! The foundations were laid for a truly special concert. The rest was done by Beppe Gambetta and Tony McManus with their music and good cheer. Almost at once, the numerous chairs arranged in between the cars were no longer enough for the public that kept flocking inside and continued to look around the space in curiosity and admiration of the spectacular scenery made up of illuminated tyres, luxury cars and the huge multi-coloured banners that are typical of Beppe’s concerts.

But when Beppe Gambetta and Tony McManus got up on stage, everyone had eyes only for them. And it couldn’t have been any other way given their bravura and friendliness. Gambetta showed himself to be a great entertainer and his instrument’s tuning provided the pretext to joke about just about everything, starting from the difficult situation of putting a Scotsman and a Genoese together with a debt to settle. Then they started playing and it was pure fun for everyone. After an explosive beginning in Celtic style, the two of them let us listen to a delicate remake of a piece by Norman Blake, ‘Church Street Blues’, before moving on to a series of pieces played in solo by Beppe. The pieces were really special as they were quite out of the ordinary and had their own history behind them. For example, ‘Light in Torraca’ was a tarantella that had been created to celebrate the Mayor of this little Campanian Council’s decision to illuminate the town streets using L.E.D.s (the first in the world). This was followed by an arrangement of a Verdiano piece, ‘La Vergine degli Angeli’, with a beautiful quiver that he achieved (so he explained) thanks to a lot of cups of coffee and was in perfect style for his old-age that was soon to come. He spoke of how excited he was to be playing for the President of the Republic on 11th December as he changed his guitar’s tuning ready to play a piece by Woody Guthrie, ‘Hard Travelling’, that’s long become a classic.

And then the moment came for Tony to come back on stage to play ‘The Sleeping Tune’. It’s a piece that was dreamed up and later written down by a friend during an alcohol-induced sleep after partying for having won a competition organised by a famous brand of whisky! And while the public was still reflecting on the strange effects of alcohol, there came another surprise. Beppe and Tony performed Fabrizio De André’s ‘A çimma’ together in Genoese. Both of them! The public clapped with enthusiasm till their hands were raw while other people, some who had come from far away, continued arriving together with passers-by who stopped with curiosity on seeing the lights from across the street. Then there was more music from the Highlands with ‘Doherty’ that introduced the set of pieces performed solo by Tony McManus who also offered us an extremely moving performance of ‘Gnossienne No.1’ by Erik Satie. But if Tony’s friendly jokes were above the heads of non-English speakers then Beppe’s return on stage solved the problem and he swept the public up in an extremely difficult chorus for ‘Margaritin’, a Piedmontese song that’s much loved by his Scottish friend. Can it be true? We believed it owing to the sweetness of this melody that encloses a quicker more rhythmical part that seems to have been created especially for him.
They said goodbye with ‘L’Orient est grand’ but not for long because they were called back on stage by thunderous applause that was appeased by a good two encores – ‘Crêuza de mä’’ with a lot of chirping by a cricket at the end (inexhaustible Domenico), followed by a mix of two pieces, one from each of our guitarists’ repertoires. And this time we had really reached the end of a truly beautiful and original evening. How sorry Tony must have been to leave here to begin his tour in California! We certainly weren’t upset on missing watching the shooting stars from outside the glass ceiling. Instead we were able to gloat in a show performed by two stars who are well-fixed in the firmament of the acoustic guitar world! What more could you desire? Well – to meet them again!

Patrizia & Mauro Gattoni

(photos by Francesco Mora)

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